Queste le dichiarazioni di Alessandro Di Benedetto rese ieri subito dopo l'arrivo a Port Olona.
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Non so cosa dire, è fantastico, è meraviglioso. Grazie a Didier Elin, a Team Plastique e a tutti coloro che ci hanno aiutato. E' stato grazie a voi che ce l’abbiamo fatta.
Il momento più duro è stato ieri e questa mattina. Avevo paura di rompere la barca, di non arrivare in tempo ... Questo è il Gascogne, che ha ben difeso il suo nome. E' stato davvero uno dei momenti più duri.
E’ il canale che mi ha dato la forza e il coraggio. Alla partenza avevo le lacrime agli occhi, perché è molto emozionante. E’ fantastico, è questo ciò che fa la grandezza del Vendée Globe, la gente è appassionata. E’ una corsa unica.
Ero in competizione, ma ho scoperto la barca gradualmente. Non era sufficiente per una gara. Ho iniziato a padroneggiarla veramente nell'Oceano Indiano ed è vero che non ho mai spinto al 100%. Ma la cosa importante era finire. Non nascondo che avevo uno stress, un’apprensione, una responsabilità. Il passaggio di Capo Horn è stato un sollievo e mi sono detto: "E’ fatta, non resta che l’Atlantico e il golfo di Guascogna”. E in effetti ho avuto una bastonata proprio qui nel golfo di Guascogna. Ma lo abbiamo fatto. E' stato il budget più piccolo del Vendée Globe, e anche se non sputo sul podio, poter condividere la propria avventura con la gente conta enormemente. Per me, è stata un'esperienza straordinaria.
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