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Vendée Globe: i critici sono "velisti da scrivania"

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Cino Ricci

Sono state tante le critiche al Vendée Globe, come se gli skipper fossero mandati al macello. La prima cosa che mi viene da dire è che queste barche sono assolutamente sicure. Infatti non vi sono state avarie agli scafi che, al contrario di quelli dei VOR 70, non hanno subito falle o delaminazioni e si che di tempeste ne hanno prese tante! Il fatto che arrivino solo in 10 su 30 non è un dato indicativo se non si prendono in esame le cause una per una. Molti ritiri sono stati causati da perdite parziali o totali dell’albero, e molte da avarie gravi ai timoni per urti con cetacei o relitti che hanno coinvolto in tre casi anche le chiglie. Le ultime due sono finite in fondo al mare a poche miglia dall’arrivo quando Jourdain era secondo con il suo Veolia, ritirato alle Azzorre e di due giorni fa Marc Guillemot, Safran in terza posizione è ancora in regata in precario equilibrio a 600 miglia dall’arrivo. Di tutti e trenta gli skipper gli unici a essere stati in vero pericolo sono Yann Eliés immobilizzato per una frattura e tempestivamente salvato dalla Marina australiana e Jan Le Cam rimasto prigioniero nella barca rovesciata fino all’arrivo di Riou. Quelli che criticano sono solo i velisti da scrivania. Statistica dei ritiri Avaria o perdita chiglia n.4 Rottura parziale o perdita dell’albero n. 10 Avaria allo scafo per collisione n. 1 Abbandono per ferita n. 1 Avaria ai timoni n. 4


15/02/2009 19:34:00 © riproduzione riservata






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