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VENDEE GLOBE

Vendée Globe: l'anticiclone delle Azzorre frena Gabart

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Roberto Imbastaro

Se davanti il Vendée Globe ha espresso questa notte solo una gara di velocità tra i primi, al centro del plotone e in fondo alla flotta la situazione è molto più complicata. Per i cinque di mezzo una risalita verso nord difficoltosa per il poco vento, mentre in fondo al gruppo, con tanto vento, Alessandro Di Benedetto si è dovuto esibire per la seconda volta in una difficile e pericolosa scalata all’albero.  Aveva già perso il gennaker, due giorni fa, ora ha strappato lo spinnaker. Alessandro, nonostante il suo incredibile entusiasmo, ha sicuramente trascorso una notte molto difficile. Costretto a salire di nuovo in albero, in condizioni di vento e mare molto sgradevole per questo tipo di esercizio fisico, soprattutto da solo, ha trascorso due ore sospeso in cima all’albero per liberare il resto della calza e lo spinnaker . Dopo le acrobazie con 30 nodi di vento a 27 metri di altezza, a Di Benedetto resta solo la drizza intermedia. Durante l’operazione ha detto di essere stato sbattuto più volte contro l’albero, ma di non aver riportato ferite. A quanto si è capito, il velista italiano di botte ne ha prese davvero tante ed è pieno di ecchimosi, ma ha ripreso la rotta verso le Sables d’Olonne a bassa velocità ( 7 nodi in un’ora) con un vento da sud-ovest di 20 nodi. 

Risalendo un po’ più su, a circa 850 miglia a nord di Team Plastique Team, Tanguy de Lamotte viaggia su un flusso da sud-sud-est a 20 nodi e continua la sua buona progressione degli ultimi giorni, anche se sembra cedere qualcosa questa mattina sul Bertrand de Broc. E’ a 200 miglia da Bertrand e ha una velocità inferiore di un po’ più di due nodi (11,8 contro 13,9). Entrambi stanno però recuperando su Arnaud Boissières (Akena Verandas). In 24 ore gli hanno ripreso oltre 200 miglia.

Quelli che al momento stanno peggio sono i cinque “centrali” che stentano, nonostante siano tutti velisti di grande esperienza come Jean Le Cam e gente abituata ai giri del mondo, come Dominique Wavre o Mike Golding. Arnaud Boissières, questa mattina è impelagato, di bolina, in mezzo ad un intenso traffico marittimo vicino alle coste brasiliane, mentre Javier Sansò e Dominique Wavre stanno avanzando di bordo in bordo contro un vento di 20 nodi esattamente da nord e un mare nervoso, con un’onda corta e difficile. Stessa situazione davanti a loro, con Jean Le Cam che precede ancora Mike Golding di poche miglia. Il loro scarto laterale però è molto diminuito e questa mattina era di 80 miglia contro le 300 di ieri.

Dall'altra parte dell'equatore, 1600 miglia davanti alla prua di Jean Le Cam, il duello per il terzo posto continua tra Alex Thomson (Hugo Boss) e Jean-Pierre Dick (Virbac Paprec 3). In un aliseo da nord-est di 15-20 nodi, entrambi i contendenti al podio continuano a risalire il Nord Atlantico ad un buon ritmo, con un vantaggio per Dick che è stato il più veloce nelle ultime 24 ore con 370 miglia percorse a 15.4 nodi medi contro 332 miglia a 13,8 nodi dello skipper inglese. Davanti a loro si gioca invece il duello finale per la vittoria, con François Gabart (MACIF) che, a circa 1860 miglia da Les Sables d'Olonne,  ha fortemente rallentato questa mattina. Sono cinque ore che viaggia a meno di 10 nodi (9,5), rallentato dall’avvicinamento all’anticiclone delle Azzorre. Armel Le Cléac'h (Banque Populaire), al momento meno frenato (12,6 nodi), ne ha approfittato per rosicchiare qualche miglio ed ora è a 142,8 miglia dal leader. Il passaggio dell’anticiclone delle Azzorre è sicuramente l'ultima occasione per lo skipper di Banque Populaire per poter a giocare una carta vincente. I prossimi giorni promettono cose interessanti!


I primi 5 in classifica alle 5:00 (4h UTC)

1 - François Gabart (MACIF) a 1858,8 miglia dal traguardo
2 - Armel Le Cléac'h (Banque Populaire) a 142,8 miglia dal leader
3 - Jean-Pierre Dick (Virbac Paprec 3) a 474,4 miglia
4 - Alex Thomson (Hugo Boss) a 739,9 miglia
5 - Jean Le Cam (SynerCiel) a 2340,7 miglia


21/01/2013 08:58:00 © riproduzione riservata






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