La giornata di ieri al Trofeo Princesa Sofía ha chiarito ulteriormente i valori in campo, portando la regata in quella fase in cui la selezione naturale delle flotte lascia spazio ai veri contendenti. Nella baia di Palma, tra vento instabile e campi di regata tecnici, la squadra italiana ha risposto presente, confermando una presenza diffusa ai piani alti delle classifiche.
A guidare il gruppo è Riccardo Pianosi, che nel Formula Kite continua a mostrare una gestione lucida e concreta della serie. Più che exploit isolati, il suo primato nasce da una sequenza di prove sempre nelle prime posizioni: un approccio maturo che gli consente di affrontare le fasi decisive con un margine importante sugli inseguitori.
Tra le donne, Marta Maggetti prosegue un percorso estremamente regolare nell’iQFOiL. L’azzurra si muove stabilmente nelle zone nobili della classifica, dimostrando di saper interpretare condizioni diverse senza perdere incisività. È una presenza costante tra le migliori, e questo, in un contesto così competitivo, pesa quanto — se non più — di una singola vittoria di giornata.
Nel doppio misto 470, l’Italia gioca su più tavoli. Giacomo Ferrari / Alessandra Dubbini restano agganciati al gruppo di testa, mentre Elena Berta / Giulio Calabrò continuano a presidiare l’area Medal Race. Non è ancora emerso un dominio netto, ma la sensazione è quella di un team compatto, con margini per inserirsi nella lotta per il podio nelle prove conclusive.
Segnali interessanti arrivano anche dal 49er, dove Lorenzo Pezzilli / Tobia Torroni hanno trovato ritmo proprio nel momento più delicato della regata. La loro crescita nella flotta Gold è indice di una progressione tecnica e mentale che li sta portando a confrontarsi senza complessi con gli equipaggi più esperti.
Nel windsurf maschile, Nicolò Renna rimane a contatto con le primissime posizioni grazie a una serie di risultati consistenti. In una classe dove le differenze si misurano in dettagli, la sua capacità di limitare gli errori lo mantiene pienamente in corsa.
Nel complesso, il dato più significativo per l’Italia non è solo la presenza di singoli atleti in evidenza, ma la distribuzione dei risultati: più classi, più equipaggi, tutti competitivi. È il segno di una squadra che ha profondità e che riesce a esprimere qualità trasversale.
Resta ora l’ultimo passaggio, quello che separa una buona regata da un grande risultato. Le Medal Series saranno il banco di prova definitivo: serviranno precisione, lettura del campo e sangue freddo. Ma la base costruita fin qui lascia spazio a più di una ambizione.
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