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A Salò il Campionato Nazionale velisti non vedenti

sal 242 il campionato nazionale velisti non vedenti
redazione

Vela, Campionato Italiano Non Vedenti - Dal 13 al 18 giugno le acque del golfo gardesano di Salò ospiteranno il Campionato Italiano Open della vela per non vedenti, formula Homerus. Si tratta della formula ideata dallo skipper lacustre Alessandro Gaoso, i velisti  ciechi guidati “solo” dal suono delle boe. L’evento fa parte del progetto “Sailing Together” ed è supportato da “Noi e la terra” di Milano. Vanta  l’adesione del Presidente della Repubblica,  ed è inserito nel calendario dei festeggiamenti dei 120 anni della Canottieri Garda che nella sua marina ospiterà tutta l’organizzazione delle regate.

Una storia iniziata nel 1995

Il progetto Homerus nasce 13 dicembre del 1995 (la costituzione ufficiale avverrà esattamente un anno dopo),  giorno di Santa Lucia. Promotore è  Alessandro Gaoso, prima armatore del giallo “G.G.G.”, per anni il più veloce cabinato di 7 metri e mezzo d’acqua dolce e forse d’Italia, poi del “Mini Tonner” che porterà lo stesso nome e vincerà due titoli mondiali con i timonieri Roberto Passoni e Giovanni Cassinari.   Dalla seconda metà degli anni ’90 Homerus cresce. Si diffonde in Italia e nel mondo. Nascono importanti collaborazioni. I suoi velisti sfidano le colonne d’Ercole, veleggiando al largo della Rocca di Gibilterra. Qualche tempo dopo, formano un insolito equipaggio sul “Bamboo”, il Baltic 51 della Comunità Exodus di Lacona, Isola d’Elba. Gli “occhi” sono quelli degli ex tossici del gruppo di recupero di  Don Antonio Mazzi. L’abilità velica la offrono gli skipper non vedenti d’acqua dolce. Il traguardo è la Terra Santa. Non male come viaggio “icona”. Ma è l’agonismo più agguerrito che appassiona Gaoso ed  i suoi ragazzi. Il Garda  ospita il primo campionato nazionale. Via via arrivano le altre partecipazioni. Corrono il Mondiale in Florida promosso dalla Bsi, la “Blind Sailing” Internazionale. La formula presenta un equipaggio di due ciechi nei ruoli chiave del timoniere e del “tailer”, il regolatore delle scotte, più i “quattro occhi” di due accompagnatori allenatori. Nel 2002 questo Campionato si corre al largo di Bogliaco e Gargnano. Sono 18 le nazioni presenti nell’evento che viene promosso dal Circolo Vela Gargnano con i suoi Dolphin 81 e i Protagonist, due barche del “made in Garda”, prodotti del lavoro di progettisti ed artigiani della provincia bresciana. E’ una settimana di bellissime regate, confezionate nelle raffiche del “Peler” mattutino e nelle brezze del pomeriggio; una premiazione altrettanto bella, a tratti commovente, nel giardino di Palazzo Bettoni, la scenografia delle gare del Lago, dalla Centomiglia al Gorla, ad altrettanti sfide internazionali. A vincere, nella flotta B1, di fatto la cecità assoluta, è lo skipper bresciano Gigi Bertanza in equipaggio con il piemontese Raul Pietrobon, gli accompagnatori  Giulio Comboni e Marco Schirato. Un mondiale “accompagnato” che Gigi Bertanza rivincerà, nel 2009, su un lago della lontana Nuova Zelanda, ancora in compagnia di Comboni e di un altro gardesano Pier Omboni, più la  padovana Elisa Bardella. Gaoso sa che sono importanti questi traguardi. Ma lui vuole imporre la sua formula, quella dei ciechi “autosufficienti”.

Dalle Olimpiadi alla Coppa America

Gira il mondo, abbina le sue gare ad altri eventi, dalle Olimpiadi alla Coppa America. Va su e giù per lo “Stivale italico”. Si inventa il gemellaggio con le Repubbliche Marinare. Si fa scortare dalla “Amerigo Vespucci”. Va da tutti, dal presidente Ciampi (o ora da Napolitano) fino in Vaticano. Ed in testa c’è quella sua idea. In queste ultime stagioni l’Ifds, l’International Association for Disabled Sailing, riconosce, finalmente, l’idea di Gaoso.  La sua gara, che ancora non può chiamarsi mondiale, fa tappa in Sicilia e , nel 2008, sul lago d’Iseo, ospite dell’Associazione Nautica Sebina. Sfida che diventerà Mondiale, con tutti i titoli legalizzati in ambito sportivo, nel giugno 2010 con la “Homerus World Blind Championship”, anteprima di quella specialità che farà il suo esordio alle Paralimpiadi del 2020, forse a Roma, su un mare Italiano. Ed ora arriva il Campionato Italiano 2011, versione “Open” con significative presenze di australiani, neozelandesi, inglesi, un vero evento internazionale, nel golfo di Salò dove dal lungolago si potranno vedere le gesta di questi velisti del tutto particolari.

 


02/06/2011 16:27:00 © riproduzione riservata






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