Vela, Transat Jacques Vabre - Safran non smette mai di innovare per migliorare il suo monoscafo a bordo del quale Marc Guillemot e Yann Eliès disputeranno la Transat Jacques Vabre. Per la prima volta uno scafo da corsa beneficia di una chiglia in titanio, oltre che di una centrale elettrica e di un cablaggio degni di un Airbus.
Per la chiglia sono stati testati tre materiali, acciaio, carbonio e titanio, studiati tenendo conto dei soliti tre indicatori: affidabilità, costi, prestazioni. "Presto ii titanio è emerso come la soluzione migliore, soprattutto perché abbiamo avuto un blocco disponibile presso le industrie Messier-Bugatti-Dowty - spiega Jean-Marie de La Porte, responsabile del progetto – che sono assolutamente esperte nella lavorazione di quel materiale utilizzandolo in aviazione per il carrello di atterraggio, le lamine e l'alloggiamento del motore degli aerei."
Il bulbo della chiglia, in piombo, è stato fissato meccanicamente e incollato alla chiglia di titanio.
Per l'architetto Guillaume Verdier "come sempre abbiamo combinato tutta una serie di criteri prima di optare per questo titanio aeronautico. Andava soprattutto considerata la qualità del materiale e il modo di lavorarlo. Per esempio i metodi di saldatura, particolari con delle macchine che usano fasci di elettroni. Poi la chiglia vuota ci ha permesso di abbassare ulteriormente il baricentro”.
Tra i criteri costruttivi evocati dall'architetto, c'è uno che interessa più di altri Marc Guillemot:" Per me, la prima priorità è l'affidabilità! Ecco perché abbiamo fatto questa nuova chiglia in titanio. Allora e solo allora, abbiamo ovviamente cercato con Guillaume Verdier di migliorare le prestazioni di resistenza idrodinamica del bulbo e poi di abbassare un po’ il centro di gravità. Questo è ciò che tutti noi vogliamo nei nostri monoscafi, perché più si mette il peso verso il basso, più si guadagna in prestazioni e potenza. Se potessimo, lo metteremmo addirittura sotto la chiglia! "
Su Safran è stata poi eseguita una revisione completa del cablaggio elettrico seguendo le stesse procedure utilizzate in aeronautica con il risultato di migliorare tutta la resa dell’elettronica.
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