Cresce la famiglia dei circoli affiliati alla Federazione Italiana Vela nella XI Zona (FIV Emilia Romagna), grazie all’ingresso di “Marinando 2.0”, Associazione Sportiva Dilettantistica con base operativa a Marinara, specializzata nella promozione della vela e nella preparazione, anche agonistica, per i portatori di disabilità fisiche e neuro-cognitive.
Il Comitato zonale, presieduto da Manlio De Boni, ha ufficializzato l’ingresso in FIV della nuova società durante l’assemblea del 27 luglio scorso. "Coerentemente con le linee guida della Federvela, la nostra Zona sta lavorando intensamente per allargare la base del parasailing, abbattendo le barriere di accesso nei circoli e promuovendo i valori della vela anche fra le persone con disabilità - sottolinea De Boni - L'esperienza di Marinando 2.0 consentirà una forte accelerazione di questo progetto”.
L’associazione ravennate nasce nel 2021 da una costola della ben nota “Marinando Onlus”, che da tanti anni si occupa di avvicinare al mare i diversamente abili. Tra i fondatori della nuova ASD c’è il suo attuale presidente, Francesco Paolo Pontone: "come istruttore federale, ho voluto in un certo senso estendere alla pratica sportiva e all'agonismo l'impegno della Onlus, trovando il modo di far regatare anche persone con disabilità fisiche e cognitive", racconta.
Impiegato della AUSL ravennate, 52 anni, da sempre appassionato di mare, Pontone lavorerà a stretto contatto con il delegato zonale al parasaling, Franco Costa, e con gli altri due responsabili, e cioè il riminese Giuseppe Dimita e il ferrarese Stefano Totti, raccogliendo l'eredità del compianto Mauro Rinaldi.
“Complimenti a Marinando 2.0 che, con questa affiliazione, arricchisce in modo importante lo sport paralimpico regionale – ha commentato Melissa Milani, Presidente CIP Emilia Romagna – Ringrazio la Federazione che, attraverso le attività a bordo degli Hansa 303, sta valorizzando moltissimo il movimento sportivo diversamente abile. L’Emilia Romagna ha bisogno di diffondere questo tipo di sensibilità e spero che questa buona pratica coinvolga sempre più club velici sul territorio”.
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