Vela, 34^ America's Cup - Problemi in vista per la 34ma America's Cup? Forse più di qualche preoccupazione c'è, visto che ad oggi non solo c'è grande incertezza sulle sedi delle AC World Series, ma si sta anche palesando la scarsa attrazione di questa Coppa verso i team che potenzialmente potrebbero partecipare: solo cinque gli iscritti e ancor meno quelli che ad oggi hanno il budget in ordine.
Ha suscitato clamore l'intervista rilasciata da Vincenzo Onorato alla newsletter Scuttlebutt e, per una migliore comprensione, ve ne proponiamo la traduzione integrale. L'accenno alle difficoltà c'è, ma non è detto che per questo si debba già parlare di un fallimento. La situazione "sponsorizzazioni" nella vela (ma anche in altri sport) non è certo delle migliori in questo particolare momento storico. Qualcuno ha notizie della sfida italiana nella Volvo Ocean Race? L'ultimo colpo è stato battuto nella scorso gennaio, poi più nulla, nonostante dietro ci siano la Fiat, la Fiv e Giovanni Soldini, il numero 1 dei nostri velisti oceanici.
Questa è l'Italia di oggi, dove di soldi da investire ce ne sono pochi in assoluto… figuriamoci nella vela. Ma anche gli altri iscritti non stanno meglio e gli unici due team sicuri del budget sono ad oggi Oracle e Artemis. Girano anche voci di un accordo Cayard/Coutts per sostituire Mascalzone con Artemis, anche in virtù di interessi commerciali comuni ai due skipper. Solo voci, appunto, senza alcun riscontro.
Vincenzo Onorato avrà fatto tutto bene o avrà commesso qualche errore? Prima o poi si saprà, ma intanto, come giustamente fa notare a fine intervista, Mascalzone rappresenta l’Italia e quindi facciamo il tifo per lui. Anche se in testa mi frulla ancora una frase del nostro direttore Cino Ricci che, parlando di tutti i Defender sosteneva che in Coppa America non è mai cambiato nulla:” Chi c’ha il bastone in mano mena forte”.
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Quale ruolo avrà il Circolo Nautico di Roma nello sviluppo del format della 34^ America's Cup?
Fondamentalmente il ruolo del CNR è sempre stato quello mantenere il Defender (che è un team molto ricco) sensibile ai problemi delle altre squadre che stanno cercando uno sponsor e, di conseguenza, mantenere bassi i costi; in secondo luogo costruire la più spettacolare Coppa America possibile e qui entra in scena il catamarano.
Ci sono molti cambiamenti per il nuovo format della AC34. Alcuni di questi, come l'utilizzo dei multiscafi e i conseguenti costi economici hanno scoraggiato alcuni team alla partecipazione. Altri cambiamenti, invece, come il ritardo nell'assegnazione della sede della competizione e le regole per le AC World Series, hanno ostacolato le squadre nella ricerca dei fondi. C'è la preoccupazione che questo nuovo format, così come concepito, sia stato un passo troppo in avanti per lo sport della vela?
La Coppa aveva bisogno di un importante cambiamento e vorrei sottolineare, ancora una volta, che i multiscafi significano, soprattutto, un risparmio di denaro. Non mi sembra che a questo sia stata dato la giusta attenzione. Inoltre la Coppa partirà con la competizione dei 45 One Design, una soluzione che, oltre ad abbassare i costi, darà anche tempo ai team per cercare di fondi necessari.
Il ritardo nell'annunciare le sedi è dovuto al fatto che, con la crisi economica mondiale, la negoziazione con le località candidate ha richiesto molto più tempo. Noi di Mascalzone Latino stiamo lavorando duramente per portare qualche tappa delle AC World Series in Italia. Ma siamo nella stessa posizione degli altri team: senza date e locations, è molto difficile contrattare una sponsorizzazione.
E' stato detto che il CNR non ha abbastanza fondi, che non ha stipulato contratti con i velisti e che il lavoro di progettazione tecnica è ancora minimo. E' vero? Questo nuovo format ha in qualche modo ostacolato le possibilità di partecipazione per il suo Circolo?
E' parzialmente vero. Abbiamo un accordo con alcuni velisti e un progetto per il team design, ma è altrettanto vero che, al momento, non abbiamo nessuno sponsor. Nell'ultima edizione multi-challenger disputata, la 32^, Mascalzone Latino era un team economicamente con le spalle ben coperte. Io personalmente non ho alcun interesse ad essere coinvolto nella Coppa se non sarà competitivo. Se, nei prossimi mesi, non sarò capace di trovare le risorse economiche per rendere il mio team competitivo, allora mi ritirerò.
Vorrei ricordare che Mascalzone Latino rappresenta l’Italia nella Coppa. Ogni volta che regatiamo negli USA, che si tratti di Key West, Miami, Newport o San Francisco, c'è una grande comunità di italiani che tifano per noi. Noi vogliamo che siano fieri di noi e ovviamente non dimentichiamo i numerosi fan che ci seguono con attenzione dall'Italia.
Originale su: http://www.sailingscuttlebutt.com/
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