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MINI TRANSAT

Mini Transat: Pedote "Uber Alles" e tanti ritiri

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Roberto Imbastaro

Giancarlo Pedote (Prysmian) aveva, tra le altre cose, in animo di dimostrare che la sua posizione di leader nella tappa cancellata da Douarnenez a Sada non aveva niente di usurpato. E ci è riuscito, ora che, anche in condizioni non particolarmente favorevoli alla carena particolare del suo Proto,  sta tenendo a bada tutti i suoi concorrenti. Tra i Serie, Aymeric Belloir (Tout le monde chante contre le Cancer) è davanti ma deve guardarsi da un terzetto di inseguitori particolarmente aggressivo.
Come previsto, gli alisei portoghesi continuano a spingere e il vento supera costantemente i trenta nodi come ci si allontana dalla costa e il mare picchia trasversalmente da nord-ovest mettendo a dura prova la resistenza delle chiglie. Diversi concorrenti hanno avuto un'esperienza amara in queste condizioni e, per alcuni, la punizione è stata massima, pagata con l’abbandono per i danni subiti o perché fisicamente stremati dal dover combattere per ogni metro di cammino. Questa Mini Transat poi, con la sua lunga attesa, ha contribuito a smussare le voglie di avventura di molti. Quello che può oramai definirsi un test pre-partenza non ha risparmiato nulla ai ministi. L’attesa, la traversata brutale del Golfo di Biscaglia, un pit stop in Spagna e, per gran parte della flotta, un difficile trasferimento lungo la costa asturiana. Per finire, questo regime di venti da nord-est particolarmente forte che li sta accompagnando lungo la costa portoghese. Una cosa è certa: chi vincerà l'edizione 2013 non sarà solo un buon velista, sarà un marinaio completo.

Come dicevamo nella sintesi inziale, gli alisei portoghesi hanno già messo al tappeto una serie di concorrenti, inclusi due pretendenti al podio, nei Serie e nei Proto. Ian Lipinski (Pas de future sans Numerique) si è piantato in un’onda proprio mentre stava per uscire all’esterno e la barca si è riempita d’acqua in un attimo, ribaltandosi e riemergendo disalberata.  Ian Lipinski è stato raccolto da una nave da carico che era in rotta verso Sfax in Tunisia. In tarda notte, è stato Gwenolé Gahinet (Watever/ Logways) a richiedere assistenza: la sua chiglia aveva preso qualche botta di troppo e stava rischiando di perderla. Per fortuna ha avuto subito assistenza da una barca da pesca portoghese che lo ha caricato a bordo. Altri solitari hanno gettato la spugna: Joel Garcia Miro (Argo 650) non lascerà Camarillas dove si era rifugiato. Yann Le Pautremat e Sébastien Picault hanno confermato il loro abbandono, così come Bert Bossyns (Netwerk) rifugiatosi nel porto di Peniche. Infine Gilles Avril (Evolution Marine) ha colpito un tronco mentre la barca stava planando e la sua prua non ha resistito all’impatto. Anche lui è al sicuro su una delle barche di appoggio.

Nel frattempo, Giancarlo Pedote, Benoit Marie (benoitmarie.com), Nicolas Boidevezi (Nature Addicts  e Bertrand Delesne (TeamWork) conducono la danza magistralmente, facendo appello anche alla loro grande esperienza. Altri concorrenti hanno scelto di temporeggiare prima di staccarsi dalle coste portoghesi per avere un mare più calmo e un vento meno forte. Una scelta che ha un suo perché, visto che la migliore performance nelle 24 ore l’ha realizzata proprio uno di loro, Renaud Mary (www.runo.fr).


Classifica proto alle 08:00
1 . Giancarlo Pedote ( 747 ) a 2941 nm
2 . Nicolas Boidevezi ( 719 ) + 45 nm
3 . Bertrand Delesne ( 754 ) + 52.4 nm
4 . Marie Benoit ( 667 ) + 53,4 nm
5 . Julien Pulvé ( 802 ) + 65,6 nm

Classifica Serie
1 . Aymeric Belloir ( 810 ) a 3017 nm
2 . Simon Koster ( 819 ) + 12 nm
3 . Justine Mettraux ( 824 ) + 23,8 nm
4 . Renaud Mary ( 535 ) + 34,2 nm
5 . Jean-Baptiste Lemaire ( 607 ) + 48.7 nm


16/11/2013 09:21:00 © riproduzione riservata






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