Mini 6.50 di nuovo in acqua, poche settimane dopo la Roma Solo, a ravvivare un po’ il panorama delle regate italiche, sfracassato dalle tante veleggiate armatoriali di Pasqua. La differenza tra l’Arcipelago 6.50 e le altre regate che partono di venerdì santo è tutto in una meschina considerazione di parte: solo nei mini c’è la concreta possibilità che la vela italiana risorga la domenica di Pasqua.
Poche le notizie, che vanno estratte dai ministi come i chiodi da nostro Signore. Non esistono comunicati di “classe” o di armatori in bellavista che decantano lo yacht o il tattico di grido imbarcato per l’occasione, ma i “volontari”, padri, madri, zii, amici, appassionati, che raccontano un po’ tutto tra mail, blog e qualche laconico tweet.
Eppure, ragazzi, qui a Talamone c’è la “creme” della vela italiana, mica fighette che la sera tornano a dormire al resort di Punta Ala! C’è Marco Nannini, orfano di Class 40, che corre in doppio con l’americano Jeffrey MacFarlane, fresco vincitore della Solo Roma Solo Race. Marco ha detto di non aver mai navigato su un mini ma che gli hanno assicurato che è scomodo e bagnato, quello che ci vuole per “tenere a bada” il suo “desiderio di far regate, quell'incomprensibile desiderio di stare scomodi e bagnati”. Con il meteo pasquale sarà accontentato.
C’è anche Pietro D’Alì, sul “Big Jim” di Piero Platone, ligure Doc e non d’adozione come lui e Andrea Pendibene, che spera insieme a Giovanna Valsecchi, di ripetere la vittoria nei Serie conquistata nel 2010.
A proposito di vincitori, alla partenza c’è anche “Fontanot” con a bordo Michele Zambelli ed Enrico Podestà, che lo scorso anno hanno vinto nei Proto, mentre l’equipaggio detentore del titolo tra i Serie si è diviso. Con Luca Sabiu, a bordo non ci sarà più Riccardo Apolloni, bensì Massimo Ciccarelli.
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