mercoledí, 7 ottobre 2026

MASCALZONE LATINO

Mascalzone Latino: perplessità sulla penalizzazione

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redazione

Vela, Louis Vuitton Trophy - Si può dire che il Louis Vuitton Trophy di Dubai sia iniziato, nel verso senso della parola, con il “botto”. Per Mascalzone Latino Audi Team una spumeggiante vittoria sui neozelandesi nella regata d’esordio e un ritiro forzato nella seconda a causa dello speronamento da parte dei kiwi. Per il team italiano si tratta di una prima giornata dal sapore dolce e amaro, ma sicuramente non sono mancanti i colpi di scena.

La primissima prova dell’evento, iniziata con 30 minuti di ritardo rispetto al programma nell’attesa che il vento si stabilizzasse, ha evidenziato un dominio dei Mascalzoni sin dalle prime battute. L’equipaggio guidato dal neozelandese Gavin Brady (NZL) è partito bene, sulla sinistra, e il vantaggio guadagnato nella fase iniziale si è consolidato nel corso della prima bolina ed è rimasto tale fino a metà del primo lato di poppa. Un errore in strambata da parte dei Mascalzoni ha però dato la possibilità agli avversari di sorpassare temporaneamente il team di Vincenzo Onorato.

Ciononostante, nell’arco di pochi minuti, una buona scelta tattica a bordo della barca italiana ha consentito di colmare il gap accumulato e di riportare la prua davanti ai neozelandesi poco prima di passare la seconda boa. Da lì in poi non c’è più stata storia: Mascalzone Latino è stato capace di navigare molto bene, in fase con il vento, guadagnando metro su metro fino a tagliare il traguardo con 27 secondi di vantaggio sui “kiwi” di Dean Barker.

Nel secondo match della giornata, dopo una partenza alla pari di Mascalzone Latino Audi Team ed Emirates Team New Zealand, quando le due imbarcazioni si sono trovate in prossimità della boa al vento, sono entrate in contatto: il tangone della barca guidata da Dean Barker è letteralmente entrato nella fiancata di dritta di NZL-84, quella guidata da Gavin Brady.

Nonostante la manovra fosse poco chiara gli umpire hanno inflitto due penalità a Mascalzone Latino Audi Team, di cui una con bandiera rossa che, come prevede il regolamento, deve essere scontata immediatamente.

Entrambi i team hanno proseguito verso il gate di poppa issando gli spinnaker. La barca italiana presenta un’ evidente falla, non molto distante dall'attacco della volante. È così che, al momento di ammainare lo spinnaker e rimettere la prua al vento, Mascalzone Latino Audi Team viene invitato dal Comitato di Regata ad abbandonare la prova, mentre il team neozelandese ha continuato a regatare portando a termine la regata.

Una volta a terra, i due team sono stati sentiti dalla Giuria, la quale, per il danno verificatosi, ha inflitto un punto di penalità a Mascalzone Latino Audi Team e mezzo punto a Emirates Team New Zealand.

Ci sarà lavoro per gli shore team, ma l'organizzazione ha confermato che domani entrambi gli scafi neozelandesi saranno regolarmente in acqua.

Mascalzone Latino Audi Team domani dovrà vedersela nel terzo e quarto volo contro il team russo Synergy.

Cameron Dunn, di seguito alla decisione della Giuria: "Non siamo affatto soddisfatti della decisione presa dalla Giuria. Chiaramente pensiamo che sia sbagliata. Non c'è spiegazione per giustificare la collisione creata da Team New Zealand. Hanno fatto una scelta errata, provando a venire dietro di noi, sono rimasti incastrati e così ci hanno speronato. É vergognoso che a noi abbiano tolto un punto, mentre a loro solo mezzo. Riteniamo che Team New Zealand abbia al 100% creato le condizioni per arrivare alla collisione. Non capiamo pertanto la decisione presa dalla Giuria.”

“Via radio ci hanno comunicato di fermarci. Non ci siamo ritirati spontaneamente, è stato il Comitato di Regata che ci ha detto di fermarci ed è quello che abbiamo fatto. Penso che sia qualcosa che si sta discutendo in questo momento, che non si è ancora del tutto chiarita. Crediamo che Team New Zealand non abbia meritato la vittoria della regata in quanto ci era stato detto di abbandonare la regata.”

“Non vogliamo comunque lasciare che questo episodio rovini la nostra giornata, perché in realtà è stata una giornata molto positiva. Ci siamo tolti una bella soddisfazione vincendo la prima gara e abbiamo navigato molto bene anche nella seconda. Per quanto riguarda il modo in cui abbiamo regatato, siamo soddisfatti. In barca c'è un ottimo feeling e non permetteremo che questo episodio influisca negativamente. Si tratta di un round robin lungo, con ancora molti punti da assegnare."


Dichiarazioni del giorno:


Cameron Dunn
, stratega di Mascalzone Latino, al rientro in banchina ha detto: "Eravamo ingaggiati, gli osservatori a bordo di entrambe le barche chiamavano l'ingaggio. Per noi era molto chiaro che non eravamo fuori dalle due lunghezze dalla boa. Continuavano a chiamare l'ingaggio e il nostro osservatore non ha comunicato con gli arbitri, cosa molto insolita. Noi pensavamo che andasse bene, ma gli arbitri ci hanno dato penalità. Abbiamo forse commesso un errore, ma non ne siamo del tutto convinti. Sarà interessante vederlo sul Virtual Spectator.”

“Arrivando in boa eravamo prua al vento e, fondamentalmente, Team New Zealand non ci ha evitato. Non c'è alcun dubbio sul fatto che Team New Zealand avrebbe potuto evitare la collisione. Ammesso di aver infranto una regola, non esiste al mondo che si arrivi addirittura ad una collisione. Scegliendo di andare in quella direzione, hanno fatto la scelta sbagliata, che alla fine si è risolta con un grande buco nella parte posteriore della barca."

Morgan Larson, tattico di Mascalzone Latino: "Ovviamente Team New Zealand, nella fase di avvicinamento alla boa di bolina, era in controllo, insistendo nel tenerci prua al vento, anche durante il giro di boa. Abbiamo cercato di limitare al massimo i danni. Poi hanno strambato, portandosi nuovamente mura a sinistra per prendere la boa dalla parte giusta. Abbiamo fatto veramente una bella strambata, in velocità, rimanendo ingaggiati con loro per un pó. Poi, per rompere l'ingaggio, sono stati costretti a navigare sempre più in alto per disingaggiarsi, ma non era chiaro se fossero o meno al di fuori dalle due lunghezze.”

“A mio avviso si trovavano 3-3,5 lunghezze fuori, spazio sufficiente per prendergli l'interno in boa. Sarebbe interessante sentire il parere degli arbitri, di come loro hanno visto la situazione. Poi abbiamo girato la boa e siamo rimasti bloccati prua al vento, perdendo molta velocità. Abbiamo virato davanti a loro e non avevano alcun motivo per venirci addosso. Avrebbero potuto evitarci andando oltre la boa. Hanno scelto di passare dietro a noi e non mi sembra sia stata una buona decisione. Siamo stati prua al vento senza possibilità di fare altro e loro ci sono venuti addosso. A mio parere, è stata una decisione assolutamente sbagliata da parte loro".

 


14/11/2010 23:08:00 © riproduzione riservata






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