Coro di no al regolamento europeo sulla pesca da parte delle marinerie liguri, protagoniste in mattinata di una manifestazione e nel pomeriggio di un incontro nella sede della regione Liguria con l’assessore alla Pesca Giovanni Barbagallo, il presidente del Consiglio Regionale Rosario Monteleone e i rappresentanti dei gruppi consiliari.
Per evitare che, come sostengono i millecinquecento pescatori professionisti liguri, che il decreto UE , affondi il comparto, l’assessore Giovanni Barbagallo chiederà di affrontare i problemi legati al regolamento 404 nella prossima riunione della commissione agricoltura e pesca delle regioni italiane, in programma nelle prossime settimane. Su richiesta dell’affollata delegazione dei pescatori presenti in sala, totalmente svincolata dalle associazioni di categoria, duramente contestate, Barbagallo ha invitato i rappresentanti delle marinerie liguri, dalla Spezia, Sestri Levante, Santa Margherita Ligure, Savona, Imperia a collaborare alla stesura dei piani di gestione per le varie tipologie di pesca e ha assicurato l’impegno della Regione Liguria ad avviare un contatto con le Capitanerie di Porto in questa fase molto delicata nei rapporti con il mondo della pesca professionale.
Barbagallo ha sottolineato come il ruolo della Regione Liguria sia limitato dalle normative nazionali ed europee e che anche i recenti sostegni economici per il fermo della pesca ai rossetti, ora consentita, abbiano avuto bisogno di procedure molto complesse.
Fra le norme del nuovo regolamento europeo l’obbligo dell’etichettatura a bordo di tutte le specie di pescato e la divisione in diversi contenitori ( “Se in una frittura ci sono dieci specie di pesci, occorre dividerle in dieci cassette”, hanno tuonato i pescatori”) e il divieto di pesca in diverse zone senza tener conto della realtà locale e del’habitat.
In chiusura del lungo incontro in Regione Liguria è stata anche avanzata la richiesta di una legge regionale ad hoc sulla pesca che possa rivedere e mitigare le norme europee.
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