Terminata la RORC Caribbean 600, complicata regata caraibica che costringe ad un serrato slalom tra le isole sempre rincorsi da un fortissimo Aliseo che non cambia mai di direzione. Una regata “scassabarche” che ha visto un bel numero di ritiri tra cui quello della nostra amata Ars Una, di Giulio Biscarini, da sempre protagonista nel Tirreno, dall’Invernale di Riva di Traiano alla Roma per 2, e poi lanciatasi nel circuito delle grandi classiche d’altura, che sono il suo vero pane quotidiano, come ha dimostrato nell’ultimo Fastnet. Qui ai Caraibi un guasto al motore gli ha impedito di ricaricare le batterie e la loro RORC 600 si è trasformata in una RORC 300. Un’altra barca italiana era la bellissima Goodjobguys di Enrico Gorziglia, al 24mo posto in IRC overall. Pur essendo svizzero, Franco Niggeler lo consideriamo un po’ velista di casa nostra e lui ha fatto una bellissima regata con il suo Kuka3, per ora al 5° posto IRC overall.
Ma l’italiano “infiltrato”, il nostro vero agente ai Caraibi, è Giancarlo Simeoli e lo troviamo a bordo di un Cookson 50 a stelle e strisce, il Triple Lindy di Joseph Mele che, dopo una regata non certo tranquilla, ha raggiunto la 14ma posizione in IRC overall.
Ecco il racconto di Giancarlo:
“L’ultima notte è stata molto dura e siamo arrivati abbastanza stanchi verso le 3:20. La regata è stata per noi abbastanza complicata, perché, un po’ come tutti, abbiamo avuto dei problemi, visto che qui il vento non è mai calato sotto i 15 nodi. In verità abbiamo avuto in regata 25/30 nodi quasi sempre costanti. Per me è stata un’esperienza completamente nuova - prosegue Giancarlo - perché non avevo mai navigato con questi Alisei costanti e molto forti. Gli unici punti dove abbiamo trovato poco vento sono stati dietro l’isola di Guadalupa e qualche altro rarissimo momento dietro qualche altra isola. I problemi sono iniziati subito. Già nella prima issata dello Spi, l’A2 che avrebbe dovuto accompagnarci per tutta la regata, lo abbiamo perso. Ha avuto il cattivo gusto di rompersi non appena issato. E non è finita qui. Abbiamo avuto rotture sulle scotte, perché ci si lavorava molto. Le abbiamo rotte tutte e quattro, sia del frullone sia dello Spi. Ovviamente le abbiamo riparate, ma abbiamo rotto anche una drizza e ci è caduto il fiocco. Abbiamo dovuto usare solo la seconda drizza per cui è stato tutto molto più complicato. Tutti questi errori sono derivati non dalla mancanza di cura dell’imbarcazione, perché ci abbiamo speso moltissimo tempo, ma avendo questa barca fatto già sia la Bermuda Race sia la Sydney/Hobart, probabilmente avremmo dovuto considerare la possibilità di cambiare almeno le scotte, che qui si sono cotte molto con il caldo e gli allenamenti che abbiamo fatto. Un errore grande che potevamo sicuramente evitare è stato quello che ha portato alla rottura delle draglie. E’ stato sicuramente un errore umano. Abbiamo fatto un nodo su questa scotta spi che cadeva in acqua e di notte non ce ne siamo accorti quando abbiamo tirato per strambare e la scotta spi ha strappato tutti i candelieri. Per fortuna questo è successo dietro San Barth, dove c’è stata una di quelle poche mezze ore dove il vento era calato, e siamo riusciti a riparare questi candelieri in carbonio e a rimettere la barca in sicurezza per ripartire. Il risultato è stato non bellissimo perché siamo un po’ a metà classifica ma è già soddisfacente aver completato la regata, perché questa Caribbean 600 è estremamente complicata. A mio avviso non è proprio bellissima, perché trovo il percorso un po’ assurdo. Come ad esempio passare davanti all’arrivo, scendere di 30 miglia con 40 nodi di vento e poi risalirci con un’onda incredibile tipica di questo mare, molto alta e ripida che assolutamente non assomiglia a un’onda oceanica lunga su cui si passa bene. Questa è proprio un’onda che rompe le barche. A Guadalupa c’è questa onda che è veramente micidiale. Abbiamo passato quattro ore a sbattere e sembrava che la barca dovesse rompersi. E’ una regata però bellissima nelle poppe, perché la barca diventa molto divertente e poi 90 miglia tutte a scendere sono una bella discesa. Le salite di bolina sono invece veramente molto fastidiose e complicate. Sono 3 giorni, poi, durante i quali non si riesce mai a dormire perché il vento molto forte non ti permette di riposare. Le mie sensazione, alla fine, è che sia una regata non bella, nel senso che la trovo è un ottimo allenamento, ma è una regata che distrugge le barche perché in queste condizioni gli scafi sembrano smontarsi. Qui in banchina ho incontrato molti equipaggi stranieri - conclude Giancarlo - che queste grandi regate d’altura le fanno in tutti gli emisferi e tra Sydney/Hobart, Fastnet e altre regate, quasi per tutti, la regata più bella è la Middle Sea Race, perché ci vuole sempre un percorso un cui il vento viene ma anche cala e da la possibilità di gestire meglio le condizioni”.
Martedì 8 settembre Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori porterà per la prima volta a Lignano il suo Dinner Show,trasformando la spiaggia accanto alla Terrazza a Mare in un grande salotto gastronomico a cielo aperto
Partenza spettacolare da Mondello con 10-15 nodi da Ovest. La flotta ha scelto la rotta verso Ovest, ma la prima notte potrebbe già essere decisiva. Prime barche attese a Montecarlo giovedì 20 agosto
Al comando in tempo reale c'è il maxi Black Jack 100. Il grande 100 piedi ha coperto 202 miglia nelle prime 24 ore e nel tardo pomeriggio di martedì 19 agosto è arrivato al passaggio della boa di Porto Cervo
Vince (come sempre) Black Jack in tempo reale ma la novità è che dalle 5:00 alle 13:00 di domani venerdì 21 agosto la regata verrà sospesa e le barche dovranno trovare un riparo per il passaggio di una forte perturbazione
Julio e Luis Houze e Maddalena Spanu al via in Turchia dal 17 al 23 agosto per il Campionato del Mondo Youth della classe olimpica del kiteboarding
Il Solent torna a essere il teatro della grande vela dei Dragoni. Da oggi al 21 agosto, 49 equipaggi di 11 nazioni si sfidano per l'Edinburgh Cup e per l'UK Dragon Grand Prix, in una delle edizioni più importanti degli ultimi trent'anni
I numeri annunciati dalla Société Nautique de Saint-Tropez promettono una settimana di vela di altissimo livello: oltre 260 imbarcazioni, quasi 50 Maxi e tre J Class
Il filo conduttore degli appuntamenti di settembre e ottobre è proprio questo: l'Elba non finisce sulla linea di costa. Anzi, quando il ritmo estivo rallenta, diventa più facile entrare nel suo paesaggio e nelle sue storie
Ormeggiare la barca e godersi l'isola, dal 30 settembre al 4 ottobre, con 5 giornate dedicate al vino e all’ospitalità che diventano, un invito a conoscere la Sicilia occidentale con occhi diversi
Il "Racing For The Ocean Teams Challenge" si amplia e introduce nuovi premi dedicati all'impatto sull'oceano