mercoledí, 25 marzo 2026

VOLVO OCEAN RACE

Corsa contro il tempo, in mare e a terra

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red

VELA - In mare, le quattro barche impegnate nella prima tappa della Volvo Ocean Race lottano per entrare nella zona dei venti favorevoli mentre a terra quella che stanno combattendo i due team, Abu Dhabi Ocean Racing e Team Sanya, per poter tornare in gara è una lotta contro il tempo.
 
Secondo le ultime rilevazioni la leadership della flotta è passata agli spagnoli di Team Telefónica che hanno optato per una rotta più occidentale, gli iberici guidati da Iker martinez ora conducono su PUMA Ocean Racing powered by BERG, CAMPER with Emirates Team New Zealand e i francesi del Groupama sailing team.
 
Proprio i francesi sono stati i protagonisti di una scelta strategica piuttosto estrema, decidendo di lasciare il contatto con gli avversari e rimanendo più vicini alla costa africana, per il momento la “scommessa” non si sta dimostrando vincente visto che Groupama 4 è passato dalla seconda alla quarta posizione provvisoria, e si trova a navigare in un’area di venti molto leggeri. Lo skipper Franck Cammas ha dichiarato che la tattica adottata si basa più sulla meteo che sugli avversari. Il tentativo dei francesi è quello di percorrrere meno terreno, ma per far ciò è necessario avere brezze più intense, e le prossime 24 ore si dimostreranno cruciali in questo senso.
“Pensiamo che sia una buona scelta e non sappiamo perché gli altri non abbiano fatto come noi, sulla carta non è un’opzione tanto rischiosa.”
 
La decisione tardiva di CAMPER di optare per una rotta a ovest nel corso della notte, quando l’intensità del vento è decisamente calata, ha dato un risultato negativo, visto che in sole tre ore lo scafo rosso ha accumulato ben 25 miglia di distacco da Telefonica, ora 50 miglia avanti. Una situazione che crea nervosismo, come confermato dal navigatore australiano  Will Oxley che tuttavia testimonia di un sentimento di fiducia del team: “Stiamo navigando bene, e penso che nel confronto diretto stiamo andando bene, però siamo felici di aver imbarcato del cibo in più perché sarà una tappa molto lunga.”
 
Intanto a terra Abu Dhabi Ocean Racing è in anticipo sui tempi previsti per la sostituzione dell’alberro di Azzam, nella speranza poter ritornare in regata e recuperare sul resto della flotta. Lo skipper Ian Walker ha detto che oggi il team avrebbe ricevuto alcuni pezzi mancanti dal cantiere di Valencia utili a completare il montaggio del nuovo albero. L’auspicio è di riuscire a finire i lavori per stanotte, in modo che la barca possa tornare in acqua e in regata domani. “In tutta onestà, vorrei tornare in regata nelle prossime 24 ore se ci riusciamo perché gli altri non stanno andando tanto forte e non sembra impossibile riuscire a riprenderli” ha detto l’olimpionico britannico “Se tutto va bene potremmo rimontare l’albero stasera e partire domani mattina. E’ l’unico albero che ci resta e quindi non vogliamo rischiare, avere altri problemi che ci metterebbero definitivamente fuori gioco. E’ una grande sfida.”
 
La rincorsa potrebbe funzionare per Abu Dhabi visto che la barca portacolori degli Emirati se partisse domani, potrebbe essere favorita da un sistema di bassa pressione dopo lo stretto di Gibilterra. In ogni caso il regolamento della Volvo Ocean Race consente al team di poter raggiungere a motore la zona dove è accaduto l’incidente causa dell’abbandono temporaneo dalla regata  e da lì riprendere la navigazione a vela.
 
Avendo comunicato ufficialmente il ritiro dalla prima tappa Team Sanya dello skipper neozelandese Mike Sanderson sta ora lavorando a pieno ritmo per riparare il grave danno strutturale allo scafo in modo da poter essere pronto per la In-Port Race di Città del Capo (in programma per il 10 dicembre) e la partenza della seconda tappa (11 dicembre). “La parte di barca che saremo costretti a rimpiazzare è di circa cinque metri per tre e mezzo e alta un metro. Insomma come una barca su cui si potrebbe montare un motore da cento cavalli e andare a pescare.” Sanderson ha ammesso che si tratta di una sfida logistica molto complessa riuscire a spedire Team Sanya a Città del Capo entro il 28 novembre, e che anche in termini pratici non è semplice riuscire a fare il lavoro di un mese in una settimana. “E’ una corsa contro il tempo, ma forse siamo entrati in un buon allineamento lunare… dobbiamo lavorare bene. Questa è la Volvo Ocean Race e partire con la barca non al 100% non è un’opzione ma un obbligo.”


08/11/2011 16:43:00 © riproduzione riservata






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