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AMERICA'S CUP

America's cup: una giornata particolare

america cup una giornata particolare
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Durante la mattinata di ieri, rappresentanti dei team, inclusi tutti gli skipper, e gli organizzatori della manifestazione si sono ritrovati presso il National Marine Aquarium di Plymouth per partecipare alla rimozione di detriti e di rifiuti in plastica da due spiagge. Un’attività simile a quella svolta a Cascais, durante la frazione inaugurale dell’AC World Series.
 
“Abbiamo pensato che contribuire allo sforzo prodotto dall’organizzazione a favore della sostenibilità fosse un buon modo per trascorrere parte del day off – ha spiegato lo skipper di Green Comm Racing, Vasilij Zbogar – Il 'verde' non è semplicemente parte del nome del nostro team, è qualcosa che ne identifica il carattere. Vogliamo dimostrare che puoi rispettare l’ambiente senza per questo rinunciare ad essere competitivo. E’ per questo motivo che tutti i ragazzi del team hanno aderito con piacere all’iniziativa”.
 
Terminata la pulizia delle spiagge, l’attenzione si è spostata verso l’AC Sustainability Forum, durante il quale sono intervenuti alcuni specialisti in fatto di salvaguardia degli Oceani e della ricerca ad esso relativa. Moderato da Paul Cox, direttore del Dipartimento degli Studi e delle Scienze del National Marine Aquarium, l’incontro si è concentrato sulle Aree Marine Protette.
 
La dottoressa Sylvia Earle, oceanografa, esploratrice, docente universitaria e scienziata, ha spiegato che I tempi per intraprendere azioni a favore degli Oceani sono piuttosto stretti. E’ quindi necessario agire rapidamente: "Dove sono state create delle Aree Marine Protette, nel giro di due o tre anni si vedono pesci più grandi e una vita marina più attiva - ha dichiarato la dottoressa - Questo è il momento di prendere coscienza di ciò che possiamo fare. Solo l'1% dei nostri mari e Oceani ha una forma di protezione e solo una piccola frazione di quell'1% rappresenta un habitat sicuro per aragoste e gamberi. Sembra bizzarro ma è così: purtroppo diamo per scontati i nostri Oceani che, guidando il sistema vitale, generano la maggior parte dell'ossigeno e controllano il ciclo del carbonio".
 
 
Jason Hall-Spencer è un biologo marino presso l'Università di Plymouth. Per lui le Aree Marine Protette sono una componente chiave della conservazione dell'oceano: "Abbiamo escursioni subacquee di primaria importanza nel sud-ovest dell'Inghilterra. Abbiamo aree protette ed è raro trovare grandi molluschi in Inghilterra, ma quando capita, li si trova davanti al Plymouth Hoe. Infatti, essendo un'Area Marina Protetta, non è permesso agli yachts l'ancoraggio e gli addetti ai lavori prendono molto sul serio la cosa".
 
David Gibson, direttore del National Marine Aquarium di Plymouth, ha sottolineato che è responsabilità di ciascun individuo curare e migliorare la salute degli Oceani: "La cosa che tutti possono fare nella vita di tutti i giorni, è ridurre le emissioni di carbonio – ha spiegato Gibson – Uno dei problemi più grandi per il sistema globale è la mutazione del clima. Si tratta di un fenomeno che può distruggere il plancton e il fitoplancton, che sono tra le principali fonti di ossigeno".
 
Craig Thompson, CEO dell’America’s Cup Event Authority, ha spiegato che unire la competizione tesa alla conquista del più antico trofeo della storia sportiva alla salute degli Oceani è cosa naturale: "Con l’America’s Cup abbiamo un’opportunità unica, che gli altri non hanno. Il nostro sport si svolge sul mare, gli atleti lo amano e le barche sono spinte dal vento. E’ per questo che dobbiamo fare quanto possibile per salvaguardare l’ambiente marino”.
 
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Una delle caratteristiche più importanti della 34ma America’s Cup è quella di creare un evento sportivo che abbia alla base un obiettivo di ampio respiro. E’ per questo che la piattaforma globale dell’America’s Cup sarà utilizzata in partnership con alcune tra le più importanti organizzazioni ONG, per diffondere la consapevolezza sui problemi più urgenti dei nostri Oceani.
 
La conservazione degli Oceani e la tutela dell’ambiente saranno argomenti prioritari durante il cammino dell’America’s Cup attraverso le sue tante sedi di tappe e in occasione dell’appuntamento più atteso: le finali dell’America’s Cup del 2013.
 
Gli organizzatori dell’America’s Cup stanno collaborando strettamente con gli enti locali e internazionali che operano nel settore per raggiungere un audience sempre più vasta e motivarla a prendersi cura della salute degli Oceani.
 
Uno dei primi partner ad entrare in contatto con l’America’s Cup è stata Sailors for the Sea, che ha colpito l’organizzazione grazie al suo progetto Clean Regattas, un’iniziativa nata con l’obiettivo di rilasciare certificazioni riguardanti il rispetto che uno yacht club pone nei confronti del mare quando questo è impegnato nella gestione di attività collegate all’acqua, come regate e corsi di vela.


13/09/2011 10:18:00 © riproduzione riservata






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