Niente America’s Cup per gli australiani, che hanno annunciato questa mattina (australiana) di essersi ritirati dalla competizione. Decisione clamorosa, ma nemmeno tanto, perché dopo Mascalzone Latino, Team Australia è il secondo Challenger of Record di fila che si squaglia come neve al sole.
Bob Oatley, gran produttore di vini e deus ex machina della sfida australiana, ha motivato la scelta del ritiro con i costi divenuti insostenibili.
"La nostra stima dei costi necessari per poter competere al massimo livello era diversa, così come erano diverse le nostre aspettative di rendere questa partecipazione anche un investimento”
In effetti in questi mesi non si è deciso niente e programmare un investimento è invece una scienza esatta. Il grande e saggio Bob, incontrastato re dei mari australiani e della Sydney-Hobart, ha costruito il suo impero piantina per piantina, vitigno per vitigno, programmando crescita e qualità e facendo affermare i vini australiani in tutto il mondo. Non è quindi una persona che può essere “ubriacata” di soli discorsi.
Russel Coutts si è detto deluso, ma la notizia non è che abbia colto molto di sorpresa l’ambiente, tanto che il baronetto Ben Ainslie sembra già l’erede designato a prendere il posto degli australiani, infilandosi tra Luna Rossa, Artemis e New Zealand, che al momento sembrano essere gli altri tre team certi di partecipare.
Partecipare, ma dove? Dopo il flop di San Francisco l’America’s Cup cerca casa ma non l’ha ancora trovata. San Diego? Le Bermuda? Nessuna delle due ipotesi sembra convincere tutti i team e quindi la Coppa è ancora in alto mare più che in porto.
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