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VOLVO OCEAN RACE

VOR: l’ottava tappa, sette barche sullo start

vor 8217 ottava tappa sette barche sullo start
redazione

Team Sun Hung Hai /Scallywag è tornato in acqua e pronto a partire per l’ottava tappa della Volvo Ocean Race da Itajaí a Newport.

Il team ha dovuto affrontare una vera e propria corsa contro il tempo per preparare la barca, arrivata nel porto brasiliano solo lo scorso giovedì. Ma grazie al lavoro degli specialisti del Boatyard, dei fornitori e all’aiuto di molti componenti degli altri team, la barca con bandiera di Hong Kong ce l’ha fatta. “Siamo grati per il supporto che abbiamo ricevuto da tutti gli avversari.” Ha detto lo skipper di Scallywag David Witt. “Dimostra il carattere delle persone che partecipano a questa regata.” 

Sia Scallywag che Vestas 11th Hour Racing hanno dovuto ritirarsi dalla settima tappa e entrambe le barche sono state portate a Itajaí da equipaggi di trasferimento. Ora i due team sono pronti a ricongiungersi alla flotta per le 5.700 miglia della tappa verso Newport, Rhode Island.

“Newport è una delle mecche della vela negli Stati Uniti.” Ha detto Charlie Enright skipper di Vestas 11th Hour Racing. “La gente è appassionata di vela e sarà un’esperienza incredibile. Vogliamo fare bene, per arrivare bene a Newport e abbiamo proprio voglia di partire.“

La classifica generale è molto corta con un nuovo leader Dongfeng Race Team che tuttavia ha un solo punto di vantaggio sugli spagnoli di MAPFRE. “Un punto non è nulla perchè, come abbiamo visto nelle ultime tappe, le cose possono cambiare molto velocemente e la regata non è finita.” Ha dichiarato lo skipper di Dongfeng skipper Charles Caudrelier. “Però è bello essere in testa, perché fin dalla partenza per noi c’è stata molta frustrazione ad essere sempre dietro a MAPFRE. E’ una cosa positiva per il morale del gruppo e la motivazione. Non c’è nulla di meglio di un buon risultato per dare quell’energia in più necessaria a finire il giro.”

La leg 7, da Itajaì a Newport - 5.700 miglia teoriche

Questa è l’ultima grande tappa in direzione sud-nord e attraversa le zone climatiche, piuttosto che quelle del fuso orario.Inoltre, la partenza fissata per domenica 22 aprile comporta che nell’emisfero meridionale è autunno mentre in quello settentrionale è primavera. I sistemi climatici degli oceani si caratterizzano per delle bande orizzontali che corrono lungo il pianeta, dall’Equatore ai poli in maniera speculare. Questa tappa la flotta attraverserà zone climatiche che ormai sono molto familiari per gli equipaggi. In più, oltre ad aver percorso una rotta similare nella Leg 2, la Volvo Ocean Race ha regatato dal Brasile alla costa americana diverse volte. Ma ciò non significa che la rotta sarà priva di ostacoli, anzi è vero il contrario.

Gli ostacoli della tappa
L’anticiclone di Sant’Elena: la flotta dovrà inizialmente trovare un buon passaggio dell’anticiclone di Sant’Elena (una zona di alta pressione subtropicale abbastanza stabile, che normalmente si trova fra i 30 e i 38 gradi). Un passaggio a volte imprevedibile, dato che le barche potrebbero essere aiutate dai sistemi di bassa pressione provenienti dalla catena andina.

Gli alisei: in teoria gli alisei (venti moderati o forti che soffiano verso l’equatore da sud-est nell’emisfero meridionale) dovrebbero essere stabili nella zona a nord di Rio. Quindi, quando la flotta “girerà l’angolo” e si dirigerà verso la punta nord del Brasile e verso Recife, dovrebbe passare da un flusso leggero da est o sud-est negli Alisei. E chiunque riesca a raggiungerli prima, avrà un buon vantaggio sugli avversari.

La corrente del Brasile: sarà importante ricordare anche la Corrente del Brasile, che corre lungo tutta la costa da Recife fino a Buenos Aires, che i navigatori dovranno tenere d’occhio per sfruttarla al meglio.

La navigazione sottocosta: la punta del Brasile in prossimità di Recife presenta un problema di carattere strategico. Le barche infatti dovranno scegliere se rimanere più al largo con vento più fresco ma percorrendo una strada più lunga. Tradizionalmente si dice che o si resta a circa 10 miglia dalla costa oppure si deve stare a 100 miglia dalla costa. Nell’edizione 1997-98 l’inglese Lawrie Smith, skipper di Silk Cut, decise di prendere alla lettera questa regola e passò quasi radente alla spiaggia, prendendo la testa della flotta. L’olandese Bouwe Bekking, oggi skipper di Team Brunel, fece lo stesso nel 2005-06, e dunque questo potrebbe essere un momento clou della tappa.

Le calme equatoriali: per l’ultima volta in quest’edizione della Volvo Ocean Race gli equipaggi dovranno passare la zona delle calme equatoriali, i temuti Doldrum, la zona di basse pressioni che si trova in prossimità dell’equatore e che genera temporali, venti leggeri, pioggia e condizioni spesso imprevedibili. Quest’ultimo passaggio dovrebbe essere più semplice dei primi tre, poiché la flotta sarà allineata per transitare in quello che normalmente è il punto meno esteso dell’Atlantico.

Le zone climatiche
Le 5.700 miglia teoriche della Leg 8 attraverseranno diverse zone climatiche.

Gli Alisei: come sempre la prima barca a uscire dalle calme equatoriali e a entrare negli Alisei, e oltre i Caraibi, potrebbe avere un grande vantaggio.

L’anticiclone delle Azzorre: come succede per l’Anticiclone di Sant’Elena questa alta pressione è determinante per la forza e il posizionamento degli Alisei. La strategia dovrebbe essere quella di schivare il limite occidentale della alta, che può però estendersi molto ed è conosciuta negli USA come Anticiclone di Bermuda. Evitarla potrebbe essere difficile.

Il Westerly Storm Track: una volta che la flotta si sarà liberata dall’Anticiclone delle Azzorre, punterà verso nord-ovest e verso il Westerly Storm Track e nei sistemi di bassa pressione che corrono dal continente nordamericano fino alle coste europee. Il comportamento di di questi sistemi sarà fondamentale nell’approccio a Newport, soprattutto perché si è ancora vicini all’equinozio di primavera, il periodo più instabile dell’anno, che potrebbe generare condizioni non semplici.

La corrente del Golfo: sarà rilevantissima nella nona tappa ma ne sentiremo parlare anche nelle fasi finali anche dell’ottava. La  corrente del Golfo, un forte flusso di acqua tiepida corre in senso nord-est per tutta la costa nordamericana, prima di girare a sesta e di fluire attraverso l’Atlantico fino alle coste dell’Europa settentrionale. Una sfida per gli equipaggi, dato che navigare di bolina nella corrente può essere molto difficile e deve essere evitato.

Questa tappa è stata importantissima ai fini della classifica generale in molte occasioni, come nell’edizione 2011/12 quando i francesi di Groupama 4 sorpassarono gli spagnoli di Telefónica, rivoluzionando la graduatoria e riaprendo i giochi.


21/04/2018 23:29:00 © riproduzione riservata






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