sabato, 4 luglio 2026


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VENDEE GLOBE

Vendée Globe: Thomson in testa ma "il nonno fa resistenza"

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Roberto Imbastaro

Alex Thomson guida il Vendée Globe questa sera con circa 26 miglia di vantaggio sul grandissimo Jean Le Cam che, senza foil, si sta mettendo nella scia moltissime barche infinitamente più veloci della sua.

Loro saranno i primi ad affrontare la peggiore tempesta di quest’anno in Atlantico, Theta a circa 250 miglia a sud delle Azzorre. Lo skipper britannico ha portato HUGO BOSS il più vicino possibile  al centro del sistema finché lo ha ritenuto prudente, prima di una difficile strambata con circa 40kts di vento e 5 metri di mare intorno alle 13:30 di questo pomeriggio, una mossa che dovrebbe vederlo guadagnare notevolmente su tutti tranne che su Jean Le Cam che ha preso una rotta simile.

 

La ricompensa per il rischio in più è la navigazione con meno miglia rispetto ai rivali che lo inseguono e l’effetto fionda che lo spingerà fuori con venti forti da N e NW che, se tutto va bene, dovrebbe fargli guadagnare un bel po' di miglia sui suoi veloci avversari.

L'inseguitore più vicino a Thomson è, quindi,  il 61enne Jean Le Cam, la cui storia di corse oceaniche risale agli anni '80 e che ha vinto tre volte La Solitaire du Figaro e si è piazzato secondo al Vendée Globe nel 2004-5. Naviga su una barca varata nel 2007 con tecniche costruttive oggi superate ma che ha nella sua scia tutti i foiler di ultima generazione, ad eccezione di HUGO BOSS.

Le Cam è a più di venti miglia dal terzo classificato Nico Troussel, su CORUM L'Épargne.

"Li vedo dietro di me questi foiler. Ma finché sono lì, “Papy fait de la resistance” (da un film comico francese su Hitler e un suo presunto fratellastro, che avrebbe dovuto essere interpretato da Louis De Funes, che morì però all’inizio delle riprese).  Sono a 70 miglia dal centro della depressione  Theta. Sono sotto la randa da solo, aspetto di vedere cosa farò. Dico sempre: non confondere la velocità e la fretta. Qui sono calmo, il vento si alza gradualmente ed è inutile che io abbia una vela in alto di cui non avrò bisogno tra mezz'ora. Questa è la cosa peggiore, la si alza, la si abbassa, la si abbassa, la si alza”.

Ad una domanda di oggi allo show Vendée Globe LIVE sul suo pubblico appassionato che segue in tipico stile Le Cam, ha risposto: "Sono contento che la gente sia con me perché non è un'avventura facile. Ed eccomi qui. Non posso non essere felice! Se non sono felice lì, allora non sarò mai felice! Quindi sono felice. Stamattina ho mangiato una cassoulet, ho trovato che la cassoulet si accompagna bene con la depressione. Non va con l'alta pressione, ma con la depressione. Questa è la nostra cultura in Bretagna. Per il resto, ho delle animelle da fare, ma aspetterò un pò".

Tornando alle storie di casa, Giancarlo Pedote è in scia con i primi e li segue a 158 miglia, in 16ma posizione.  I primi segnali di questa tempesta tropicale stanno iniziando a farsi sentire intorno su Prysmian Group. "Ci stiamo preparando per qualche ora sportiva”, ha detto in un messaggio di questa mattina Giancarlo che, come i suoi concorrenti, non ha altra scelta che aggirare questo fenomeno meteorologico da Ovest, per evitare di trovarsi di bolina in un mare le cui condizioni potrebbero causare una rottura della barca.

Questo fine settimana sarà duro per i concorrenti del Vendée Globe, con raffiche di vento potenzialmente superiori ai 50-60 nodi. “È il momento di concentrarsi. Una volta passata questa tempesta, dovremmo poterci finalmente godere gli Alisei in una discesa che spero sarà più tranquilla - commenta Giancarlo – con la traversata del Nord Atlantico che è sempre una parte importante della regata, soprattutto con l'attraversamento del Golfo di Biscaglia. A volte, dopo il sempre delicato passaggio di Capo Finisterre, riusciamo a raggiungere rapidamente gli alisei, altre volte, come adesso, la situazione è più complessa e dobbiamo lavorare più a lungo per poter finalmente beneficiare di questo flusso da Nord-Est. È una situazione che subiamo, per la quale è necessario solo rimanere concentrati, gestire la fatica e prendersi cura della barca il più possibile. Fa tutto parte del gioco”.

 







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