Nonostante tutto l'organizzazione dei Giochi Olimpici di Tokyo2020 va avanti, cercando di esorcizzare l'emergenza coronavirus. In Giappone si continua ad assicurare a tutti (anche a Trump che ne chiedeva il rinvio) che le Olimpiadi si faranno, ma intanto c’è il problema del rinvio delle gare e dei tornei di qualificazione.
Il presidente del Comitato Olimpico Internazionale Thomas Bach ha deciso così di convocare martedì una conference call con le federazioni internazionali per discutere nuovi criteri di qualificazione, alla luce della complicata situazione. Il Cio ha già assicurato piena flessibilità.
In pratica è tutto fermo, a parte il preolimpico di pugilato attualmente in corso a Londra, una delle pochissime competizioni sportive non interrotte dall'emergenza coronavirus, vista la linea politica di Boris Johnson.
Per gli altri sport, invece, è buio completo. Fermati i tornei preolimpici di pallanuoto, di basket 3x3, di pallamano e di baseball. E’ incerta la disputa degli Europei femminili di ginnastica artistica in programma a fine aprile, altra prova valida come qualificazione per Tokyo2020.
Quattro mesi ancora all’Olimpiade: c’è ancora, lo speriamo, la possibilità di farcela. Il presidente giapponese Abe si continua a professare fiducioso: "In Giappone non c'è stata una diffusione esplosiva del coronavirus anche se ovviamente non possiamo ancora abbassare la guardia".
Capitale Europea dello Sport 2026, la città ha il tempo per trasformare rischi in trionfo, bilanciando spettacolo, economia e comunità – un banco di prova unico per dimostrare che la Coppa America può rigenerare senza dividere
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