domenica, 12 luglio 2026


ARGOMENTI
IN EVIDENZA

wing foil    regate    class 40    iqfoil    29er    j24    luca rosetti    barcolana    cape 31    rs feva    ferrari   

PRESS

Rischia l'estinzione il grano "made in Italy"

rischia estinzione il grano quot made in italy quot
redazione

da ZeroZeroNews http://www.zerozeronews.it

Se non proprio un miracolo il divieto di utilizzare dal 20 agosto in Italia il diserbante glifosato potrebbe rappresentare l’avvio di una reazione a catena  in grado di arrestare la falce della morte pronta a recidere il grano made in Italy. Sugli effetti del micidiale erbicida glyphosate, un diserbante sistemico fitotossico, si fonda infatti tutto lo sviluppo della varietà di grano duro canadese “Manitoba” che sta monopolizzando i mercati mondiali e rovinando letteralmente le produzioni italiane qualitativamente molto superiori, ma anche più costose. Dal neolitico alla Mesopotamia, dall’Egitto alla Grecia, dal Mediterraneo ai Romani, le origini e gli sviluppi della coltivazione di grano coincidono con l’evoluzione della vita e della storia dell’umanità. “Gli Ateniesi hanno inventato il frumento e le leggi” sosteneva già Aristotele, mentre non c’è religione che nelle preghiere e nei testi sacri non comprenda un accenno al pane quotidiano. Fame, fede, storia, ma soprattutto clima. Fin dalle origini infatti le spighe di grano crescono nei climi caldi e arrivano a maturazione a giugno inoltrato, quando i chicchi assumono una consistenza vitrea. Ed ecco la prima radicale differenza fra il grano made in Italy e quello nord americano. In Canada il grano viene seminato in primavera e raccolto in autunno inoltrato. Per evitare di essere fregati da piogge e freddo, due o tre settimane prima della mietitura autunnale, i farmer nordamericani allora sparano sui raccolti ancora verdi lo ”spaccatutto” diserbante glifosato, che anticipa la maturazione delle spighe facendole in pratica essiccare. Una forzatura innaturale che dà un prodotto con un’alta concentrazione di sostanze nutritive e di glutine, ma anche di veleni!  Lo prova la semplice constatazione che il grano trattato  col diserbante non viene utilizzato per la semina, perché le piante sono rachitiche e non  crescono: il glifosato cioè fa male alla stessa pianta.

Il grano duro italiano, e in particolare quello pregiato della Sicilia e della Puglia segue invece il ciclo naturale della semina,  fra ottobre e i primi di novembre, e della mietitura a giugno, quando le spighe da verdi diventano gialle e i chicchi acquisiscono  consistenza vitrea, ma cedono una piccola percentuale di sostanze nutritive, compreso il glutine. L’altra grande differenza è rappresentata dal prezzo assolutamente concorrenziale del  Manitoba canadese che, sulla base delle quotazioni del  Chicago Board of Trade,  punto di riferimento mondiale del commercio di prodotti agricoli, viene venduto  anche a 18 centesimi al chilo, mentre quello tenero per il pane è sceso addirittura ai 16 centesimi al chilo. Valori in Italia molto al di sotto dei costi di produzione e che non lasciano prospettive di futuro per il granaio italiano. Già penalizzati dai grandi pastifici che per l’abbondanza del glutine, anche se minato dal glifosato, preferiscono il Manitoba che assicura una maggiore  tenuta della cottura, i produttori di grano duro del Sud Italia sono ancora più in difficoltà e spesso si vedono costretti a fallire e a cedere i terreni alle multinazionali estere.

Inutile evidenziare l’enorme divario qualitativo e i rischi per la salute provocati dal bagno nel glifosato, lo stoccaggio e il trasporto in vecchie ex petroliere, che spesso provoca la contaminazione dei carichi di grano con aflatossine altamente tossiche, ritenute tra le sostanze più cancerogene esistenti.

Inutile constatare che il Manitoba possiede 28 coppie di cromosomi in ogni cellula. Mentre per millenni nell’area del Mediterraneo si è coltivato frumento con un corredo pari a 14 coppie di cromosomi per cellula e che questa per così dire “evoluzione” genetica non è stata compensata da una analoga evoluzione del processo digestivo  del corpo umano. Il che contribuisce a scatenare reazioni allergiche, disordini immunitari, intolleranze al frumento.

Inutile tutto: i  prezzi stracciati di un grano che non è grano stanno letteralmente decapitando la filiera agricola delle più genuine produzioni di antichi grani  duri, fra i quali, per citarne solo alcune, varietà che non hanno subito alterazioni, non sono state geneticamente modificate, hanno livelli naturali  di glutine e di amido, sono più leggere e digeribili, evitano lo sviluppo di intolleranze:

Ardito

Senatore Cappelli

Saragolla

Tumminia

Rieti

Verna

Monococco

Gentil Rosso

Una lenta, ma inesorabile, agonia quella del grano made in Italy che sembra anticipare la mazzata finale dell’incombente TTIP, il trattato di liberalizzazione commerciale transatlantico, che ha l’intento dichiarato di modificare regolamentazioni europee e standard di sicurezza alimentari. Eventualità che comporterebbe ulteriori rischi per i consumatori perché i principi su cui sono basate le leggi europee sono diverse da quelli del nord America. Per esempio: in Europa vige il principio di precauzione. L’immissione sul mercato di un prodotto avviene cioè dopo una valutazione dei rischi, mentre oltre Atlantico si procede al contrario. La valutazione viene fatta in un secondo momento ed è accompagnata dalla garanzia di presa in carico delle conseguenze di eventuali problemi legati alla messa in circolazione del prodotto. C’è la possibilità del ricorso collettivo o class action, solitamente lunga e molto costosa, e l’eventuale indennizzo….per gli eredi degli eredi delle vittime.



16/08/2016 18:18:00 © riproduzione riservata






I PIU' LETTI
DELLA SETTIMANA

Cork Week, nebbia e vento inaugurano l'edizione 2026

La Cork Week 2026 è partita nel segno delle condizioni meteo variabili, offrendo fin dalla prima giornata tutto ciò che ha reso celebre la regata irlandese: nebbia, mare formato, vento in aumento e regate combattute

Mondiale iQFOiL Youth: Saoncella e Pacchiotti in Medal Series

L'Italia si presenta all'appuntamento conclusivo con grandi ambizioni grazie a Mattia Saoncella e Luca Pacchiotti, che chiudono al comando le rispettive classifiche e conquistano l'accesso diretto alla Grand Final con un prezioso match point di vantaggio

Mondiale iQFOiL Youth & Junior, Mattia Saoncella continua a brillare

A brillare ancora una volta è stato l'azzurro Mattia Saoncella, sempre più protagonista nella categoria Under 19 maschile. Il giovane italiano ha disputato cinque prove di Upwind Sprint confermandosi il punto di riferimento della flotta Gold

RS Feva, spettacolo a Marina di Carrara per la III Regata Nazionale

Si chiude la III Regata Nazionale RS Feva, ospitata dal Club Nautico Marina di Carrara dal 25 al 27 giugno 2026, tappa chiave per l’area Tirrenica e ultimo appuntamento prima della definizione finale della ranking nazionale

Prosecco DOC Shockwave³ domina l'Aegean 600, Aiolos vince tra i Maxi IRC

L'italiano Claudio Demartis è stato il grande protagonista della regata grazie alla vittoria assoluta sul traguardo, confermando l'ottimo momento del suo equipaggio dopo il recente record stabilito nella Brindisi-Corfù.

Mondiale iQFOiL Youth & Junior, Mattia Saoncella (U19)

Mondiale iQFOiL Youth & Junior, Saoncella resta al comando. Il caldo rallenta le regate in Costa Brava

Luca Rosetti e Maccaferri Futura alla DRHEAM-CUP

Mille miglia nautiche da Cherbourg-en-Cotentin a Lorien da affrontare in solitario, lungo una rotta che attraversa alcuni dei passaggi più iconici e impegnativi della vela offshore europea

Millenium Falcon vince la Coppa Europa Smeralda 888

La stagione della classe Smeralda 888 è proseguita questo fine settimana a Porto Cervo con la Coppa Europa Smeralda 888

Salò Sail Meeting, bis di Casper

Alla regata della Canottieri Garda l’imbarcazione timonata da Lorenza Mariani conferma il titolo conquistato nel 2025

Ferrari Hypersail: ridefinire la navigazione oceanica

Il primo monoscafo full-foiling per competizioni offshore completamente autosufficiente. Un sistema di Energy Management sviluppato per la massima efficienza e performance. L’innovazione del Winch by Wire e l’integrazione di energia da fonti rinnovabili

Utilizzando questo sito accetti l’uso di cookie per analisi e pubblicità.  Approfondisci