Nulla di fatto per gli M 32 che il vento ha bloccato nelle acque antistanti Gargnano, lungo la riva lombarda del Garda. La Sailing Series Euro Cup M 32 tornerà questa mattina alle ore 9. Nel frattempo al CVGargnano sono continuate le adesioni alla regata del Gorla, in programma domenica 2 settembre con partenza alle 8.30 da Bogliaco. Percorso a Nord con il primo passaggio al Castello di Malcesine, poi a Riva-Arco-Torbole (un mini circuito aggiunto in queste ore), il ritorno passando da Castelletto di Brenzone prima del traguardo finale a Bogliaco. Sarà questa la 52° edizione del Trofeo Gorla, la mezza Centomiglia (solo come lunghezza). La gara è dedicata a Riccardo Gorla, ufficiale dello Sport Velico della Marina Militare e scomparso in mare durante una regata in Tirreno nel 1966. Gorla, giovane milanese si era appassionato alla vela navigando a Gargnano con il piccolo Cabinato del padre. Aveva corso con grandi skipper, prodiere del leggendario Agostino Straulino nella corsa verso l’Olimpiade del Messico del 1968. La prima edizione si corre nell’estate del 1967. Vince il nobile veronese Zeno Peretti Colò con il 5.5 "Voloira”, la barca azzurra dei Giochi di Napoli (Roma) del 1960, figlio di Umberto, il vincitore della prima Centomiglia nel 1951. I record da battere saranno le 2 ore e 28 minuti del Safram svizzero nel 2015. Lo scorso anno l’X 40 Mira (che diventerà Sicurplanet Ac&e due) impiego 2 ore e 48. minuti. Matteo Pilati, skipper primo al Gorla, sarà con il "Sicurplanet Uno", quello che poi vinse la Centomiglia. Sul due salirà Matteo Ferraglia con l'armatore Massimo Marega, i bresciani Fracassoli e Lagi, pluricampioni con i Melges 24. Troveranno sulla loro rotta l'altro X 4o del lago Balaton The Red Quantum e la flotta degli M 32.
Domani, domenica 28 giugno, la quarta e ultima prova in programma decreterà vincitori e vinti di tutte le classi, in molte delle quali le classifiche sono ancora ‘cortissime’ con il risultato finale che rimarrà incerto fino all’ultimo
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Si arriva per navigare, allenarsi o regatare, ma sempre più spesso si finisce per fermarsi qualche giorno in più. Perché, una volta scesi dalla barca, il territorio offre esperienze capace di trasformare una regata in una vera vacanza