mercoledí, 17 giugno 2026


ARGOMENTI
IN EVIDENZA

giraglia    tp52    vendee arctique    francesca clapcich    regate    protagonist    vela paralimpica    ambrogio beccaria    rs21    j24    circoli velici    29er    vele d'epoca    porti    star   

MARE

Il rispetto del mare comincia a tavola

il rispetto del mare comincia tavola
redazione

Fino a pochi decenni fa, era convinzione comune che le risorse del mare fossero infinite. Negli anni’50, con l’avvento di navi da pesca industriali, l’uomo ha aumentato le catture ed esteso le aree di pesca ad ogni angolo del globo. Nel 2000 è stato raggiunto il livello massimo di catture di pesce annuali e da allora le risorse ittiche risultano in buona parte – più del 70% secondo l’ultimo rapporto della FAO sullo stato della pesca e l’acquacoltura nel 2016 - pienamente sfruttate. L’aumento della domanda mondiale è stato in parte compensato da un incremento della produzione di pesce allevato. Tuttavia, anche l’acquacoltura può avere un impatto negativo sull’ambiente.
Ma nel quotidiano, cosa possiamo fare come consumatori e cittadini per aiutare i nostri mari e gli esseri viventi che li popolano? Per chi non intende rinunciare al piacere di gustare una buona cena a base di pesce, per gli amanti di ricche insalate estive con il tonno o per coloro che acquistano supplementi Omega 3, l’etichetta di certificazione Friend of the Sea consente di identificare prodotti ittici sostenibili.
L’associazione non a scopo di lucro Friend of the Sea è un’iniziativa tutta italiana, ormai presente in quasi 100 paesi nel mondo. Nata da un’idea del suo fondatore – Paolo Bray – direttore da oltre 30 anni del progetto Dolphin-Safe per un tonno pescato senza danni ai mammiferi marini – in 10 anni di attività, Friend of the Sea ha visto il coinvolgimento di circa 900 aziende di pesca, acquacoltura, trasformazione e distribuzione in tutti i continenti. Tali aziende si sottopongono ormai annualmente ad audit e verifiche svolte da professionisti di enti di certificazione indipendenti, a loro volta scrutinati dagli enti di accreditamento nazionale – Accredia in Italia. 
I prodotti delle aziende certificate provengono da stock non sovra sfruttati, sono pescati con metodi selettivi che non catturano specie in pericolo, senza impattare il fondale marino in modo non sostenibile e nel rispetto dei lavoratori ed equipaggi. “Circa il 35% dei prodotti verificati non passano il test. Le aziende che non rispettano i criteri devono implementare delle azioni correttive, senza le quali non possono ottenere la certificazione” chiarisce Paolo Bray.
La certificazione Friend of the Sea, sviluppatasi nel tempo in più standard riguarda diverse specie ittiche e categorie di prodotti e servizi: dai prodotti ittici normalmente consumati ai mangimi per l’allevamento, dai supplementi Omega-3 a base di pesce e krill alle alghe, dal pet food ai pesci ornamentali, fino ad arrivare ai servizi di spedizione via mare.
Per il consumatore, riconoscere un prodotto certificato Friend of the Sea tra quelli a scaffale o nel banco del fresco è semplice: basta ricercare il marchio rosso e blu con la barca a vela e la scritta Friend of the Sea.  Normalmente non sono più costosi e possono essere trovati in quasi tutte le catene della grande distribuzione ed in un numero crescente di ristoranti.
Attraverso l’attività di certificazione, Friend of the Sea ha conseguito importanti risultati di conservazione. La biomassa di alcuni stock ittici è ritornata ad un livello sostenibile; sono stati salvati da morte certa circa 80.000 delfini e 2.000 squali all’anno; porti e flotte hanno migliorato la loro gestione e riciclo dei rifiuti, eliminando sostanze dannose per l’ozono; aziende certificate hanno migliorato gli standard di lavoro degli equipaggi.
L’associazione Friend of the Sea è andata oltre, supportando progetti di conservazione di coralli, delfini, albatros, squali, foche e balene. In Italia l’organizzazione è impegnata nel supportare un progetto di reintroduzione e ripopolamento dello storione dell’Adriatico.
“Comprare prodotti alimentari certificati è un gesto quotidiano che favorisce uno sfruttamento sostenibile delle risorse e dell’ambiente” spiega Paolo Bray. “Da due anni è partito anche il progetto Friend of the Earth per la certificazione di prodotti da agricoltura e allevamento sostenibile. Il numero di prodotti certificati aumenta e presto sarà facile prepararsi un pranzo completo con prodotti sostenibili”.
Per scoprire di più su Friend of the Sea, le aziende certificate e i progetti di protezione e conservazione dell’habitat marino, visita il sito: www.friendofthesea.org. Per il progetto di certificazione di prodotti da agricoltura e allevamento sostenibile Friend of the Earth, visita www.friendoftheearth.org.


20/02/2018 19:15:00 © riproduzione riservata






I PIU' LETTI
DELLA SETTIMANA

Loro Piana Giraglia 2026: riparte da Saint-Tropez la sfida dei maxi yacht

Dopo gli Europei di Sorrento, il circuito dell’International Maxi Association torna in mare con 22 imbarcazioni protagoniste delle regate costiere e inshore prima della storica offshore verso Genova

Vendée Arctique: Francesca Clapcich in lotta per il podio, quarta dopo tre giorni di regata

Alla rilevazione del 10 giugno, la skipper italo-americana navigava a circa 125 miglia dal leader Sam Goodchild (MACIF Santé Prévoyance), ma soprattutto a sole 15 miglia dalla terza posizione occupata dalla francese Violette Dorange

Addio a Charlie Dalin, il campione che conquistò il Vendée Globe sfidando anche la malattia

Nel gennaio 2025 aveva scritto una delle pagine più memorabili della storia del Vendée Globe, completando il giro del mondo in 64 giorni, 19 ore, 22 minuti e 49 secondi, abbassando di oltre nove giorni il precedente record della competizione

Vendée Arctique: Francesca Clapcich, «La regata finisce solo al traguardo»

La velista italiana è quinta nella Vendée Arctique dopo aver doppiato il waypoint virtuale a 66° Nord. Ora la attende una delicata discesa verso la Francia tra depressioni, correnti e passaggi obbligati

Vendée Arctique: per Ambrogio un bel tuffo fuori programma

Una rete da pesca costringe AMbrogio ad immergersi. Dopo aver messo l’imbarcazione alla cappa per garantire un minimo di stabilità, lo skipper si è preparato a un’immersione sotto lo scafo per raggiungere la chiglia e liberarla dall’ingombro

Vendée Arctique: per Francesca Clapcich un finale tutto da giocare

La vera sfida deve ancora arrivare. Secondo Alberto Bona, co-skipper e performance manager del Team Francesca Clapcich Powered by 11th Hour Racing, il finale di regata potrebbe rimescolare completamente le carte

America's Cup: Bagnoli prende forma, GB1 inaugura il cantiere della sua base

Un altro tassello fondamentale della Louis Vuitton 38ª America's Cup si aggiunge al mosaico che porterà Napoli al centro della vela mondiale nel 2027

Giraglia, debutto nel segno di My Song e Atalanta II

La 73ª Loro Piana Giraglia ha preso il via nelle condizioni che ogni velista sogna quando pensa al Mediterraneo: sole, brezza regolare e il Golfo di Saint-Tropez come palcoscenico per una delle classiche più prestigiose della stagione internazionale

America's Cup: Luna Rossa in acqua con l'AC75

Dopo settimane di preparazione, il nuovo AC75 italiano ha finalmente navigato per la prima volta nelle acque di Cagliari. Al timone si sono alternati Peter Burling e Ruggero Tita

SSL Gold Cup 2026: Estonia e Lituania conquistano il pass per Rio dopo le qualificazioni europee

Il vento ferma le regate sul Lago di Neuchâtel, ma i risultati delle prime tre prove premiano gli Estonian Icebreakers e i Lithuanian Ambers, qualificati alla Finale di Rio 2026

Utilizzando questo sito accetti l’uso di cookie per analisi e pubblicità.  Approfondisci