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VOLVO OCEAN RACE

VOR: verso lo stretto

vor verso lo stretto
redazione

La definizione di corsa in linea, drag race come la chiamano gli anglosassoni, sembrerebbe suggerire noia, mancanza di eventi da registrare, un avanzamento lento e difficile. Ma nella corsa verso nord, e verso “l'ultima curva” prima del traguardo di Abu Dhabi non c'è nulla di noioso. Anzi, ogni piccolo refolo di vento, ogni onda e ogni piccola variazione di angolo vengono sfruttati al massimo. Nel caso di team Brunel per mantenere la leadership, nel caso dei due inseguitori Dongfeng Race Team e Abu Dhabi Ocean Racing per recuperare miglia preziose. La regata, lungi dall'essere conclusa, si fa sempre più interessante e il passaggio dello stretto di Hormuz potrebbe fornire altre sorprese.

“Le coste dell'Oman e dell'Iran sono famose per le loro montagne” ha detto lo skipper di Dongfeng Charles Caudrelier. “Ma al vento le montagne non piacciono tanto. Sarà difficile e chi navigherà meglio in questo tratto probabilmente vincerà la tappa.” Spiega ancor l'Onboard reporter della barca con bandiera cinese Yann Riou: “Abbiamo finito con quel lungo bordo sulle stesse mura, uno speed test che è stato un po' deludente ma anche molto istruttivo. Stiamo entrando in una zona di vento leggero e instabile, dove tutto e il contrario di tutto può accadere. Ovvio che preferiremmo entrarci con 15 miglia di vantaggio invece che 15 miglia di ritardo, ma siamo certi che rimangano aperte tutte le porte, e potremmo persino essere sorpassati da Abu Dhabi. Questa parte finale della tappa sarà divertente!”

Il terzetto di testa deve giocare con le brezze termiche prodotte dalla catena montuosa di Al Hajar, la più alta della penisola araba, che ha un effetto notevole sul vento del golfo in quanto produce un ridosso molto esteso. Questa mattina le velocità dei tre erano nell'ordine dei 2/3 nodi con un vento leggerissimo mentre gli inseguitori camminavano ancora di buon passo, con vento fresco, proprio al limite della zona di esclusione della navigazione nei pressi del Capo Al Haad. E, proprio nelle retrovie si assiste al duello per il quarto posto fra Team Alvimedica e MAPFRE, distanziati da meno di venti miglia. “Aspettiamo con ansia ogni report delle posizioni per vedere se siamo stati capaci di riprendere qualcosa.” Racconta dalla barca spagnola Francisco Vignale. “Siamo in modalità di caccia e lottiamo metro su metro.”

Anche su Alvimedica non si lascia nulla di intentato per tenere la quarta piazza e, magari, recuperare anche sui primi. “E' quello che ci spinge ad andare avanti. Ci sentiamo tornati completamente in regata, abbiamo qualcosa per cui lottare, non è più una rincorsa noiosa.”Scrive l'Onboard reporter americano Amory Ross.

Le veliste di Team SCA nelle ultime ore hanno recuperato diverse decine di miglia, ma rimangono staccate di oltre 350 dai leader e di oltre 100 dal duo che le precede. Una situazione difficile per l'equipaggio femminile, come racconta Corinna Halloran da bordo: “Siamo dietro, e fa male. Teste basse, tensione al massimo, qualcuno indica qualcosa, le nuvole scure si muovono verso di noi. Non ci stiamo deprimendo, semplicemente stiamo venendo a patti con la realtà. Ogni report è come un colpo allo stomaco. I numeri non sono mai stati dalla nostra parte, non abbiamo l'esperienza degli altri. Abbiamo due veliste su 14 che hanno già fatto la Volvo Ocean Race a bordo, su Abu Dhabi ne hanno 20 e persino i “giovani” di Alvimedica ne hanno nove...”

Malgrado l'umore negativo a bordo, Team SCA nella notte ha ripreso diverse decine di miglia sulle barche che lo precedono e che sono alle prese con la bonaccia verso lo stretto di Hormuz, ultimo ostacolo prima dell'ingresso nel golfo. Al vento leggero si aggiunge la difficoltà di navigare in uno dei tratti di mare più trafficati del pianeta, con circa il 50% delle petroliere del mondo che vi transitano regolarmente.

Inoltre, come spiega il meteorologo della Volvo Ocean Race Gonzalo Infante si tratta di un'area in cui il vento è molto difficile da prevedere, perché sottoposto agli effetti orografici locali. “Ci vorranno nervi saldi per prendere delle decisioni. Non tutti i modelli di previsione concordano su dove e quando potrebbe entrare il Shamal, la brezza locale. E' la carta che spera di poter giocare Abu Dhabi Ocean Racing, il team che ha navigato di più, anzi il solo, in questa zona.”

Si spera che la fase del vento più leggero possa essere sostituita, in giornata, da una brezza più fresca lungo la costa omanita, le previsioni parlano di un vento da nord-est che potrebbe raggiungere i 10/15 nodi di intensità.


ph. Matt Knighton


11/12/2014 09:49:00 © riproduzione riservata






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