Vela, Vor - Continua serratissima, la lotta a tre in testa alla flotta della sesta tappa della Volvo Ocean Race. PUMA, CAMPER e Telefonica sono separati solo da poco più di 6 miglia quando al traguardo ne mancano 2.000 e le previsioni per i prossimi giorni si fanno sempre più complicate, con un possibile rischio di cadere nuovamente in zone di vento leggero. La corsa di velocità si protrarrà almeno per le prossime 30 ore, ma poi è possibile che i team debbano affrontare un buon numero di sorprese nel mar dei Caraibi. Alle spalle del trio dei battistrada continua anche il duello fra Abu Dhabi e Groupama 4, con i francesi che si sono portati più a est nel tentativo di sorpassare la barca di Ian Walker.
Tutta la flotta è ormai uscita dalla zona delle calme equatoriali e avanza con rotta nord-est spinta da un buon flusso di aliseo che permette ai team di mantenere velocità intorno ai 20 nodi. Alla testa è duello a tre fra PUMA, el CAMPER e Telefónica che navigano a vista, controllandosi senza sosta. I battistrada sono ormai vicini alla barriera delle 2.000 miglia alla meta, ma le possibili condizioni variabili e di vento leggero li costringono già a razionare viveri e carburante.
Al rilevamento delle ore 12 i tre leader navigano compatti in formazione, con gli americani di PUMA che sono riusciti a mantenere un esile margine di poco più di un miglio e mezzo su CAMPER, che non smette di far sentire la pressione psicologica agli avversari e di 6,3 miglia sugli spagnoli di Telefónica, lievemente più a est. Nelle ultime 24 ore, infatti, la barca azzurra guidata da Iker Martínez è passata da essere quella posizionata più sottovento a quella più sopravento. Un cambio di rotta che tuttavia non ha provocato una grande perdita di terreno da parte degli iberici, che nell’ultima giornata hanno fatto registrare la migliore percorrenza con 363 miglia (11 più che PUMA) e sono stati anche i più veloci nelle ultime 3 ore con una media di 19,8 nodi contro i 19,4 degli americani.
Andrew Cape, navigatore di Telefonica, ha spiegato la tattica del suo team per le giornate a venire: “Siamo entrati negli alisei, abbiamo 18 nodi d’aria e voliamo a 20, siamo a vista degli avversari. E’ probabile che avremo altre 30 ore di bella navigazione e poi le cose cambieranno ancora, per ora facciamo quel che si può e vedremo cosa succederà. Sembra che verso la fine il vento calerà quindi per ora ci prendiamo queste ore buone. Le ultime 1.000 miglia saranno complicate, l’ETA al momento pare orribile a causa della bonaccia ma le cose migliorano lentamente. Pensiamo a un possibile arrivo intorno all’11 maggio, ma le cose potrebbero evolvere rapidamente se le previsioni migliorano. Cerchiamo di tornare in seconda posizione, di passare CAMPER. Per ora è una gara di velocità pura, quindi tentiamo di andare il più veloci possibile. E poi non siamo né 100 miglia avanti, né 100 dietro. Siamo nel gruppo di testa e siamo convinti delle nostre possibilità.”
In coda alla flotta i francesi di Groupama hanno optato per una rotta più orientale e si sono avvicinati a Abu Dhabi in quarta piazza, che ha perso qualcosa e si trova circa 50 miglia più a ovest e sottovento. Nell’ultimo report delle posizioni la barca guidata da Ian Walker ha un vantaggio su quella di Franck Cammas di sole 2,8 miglia, ossia 12 meno che 24 ore fa.
Lo skipper transalpino ha dichiarato: “Abbiamo recuperato un bel po’ di miglia nei Doldrum, e ne siamo felici. La notte scorsa i team davanti si sono fermati per sei ore, noi abbiamo rallentato meno ed è andata bene, specialmente nei confronti di Abu Dhabi. Siamo ancora 100 miglia dietro ai leader, ma non abbiamo lo stesso vento. Comunque, se pensiamo a quanto eravamo in ritardo in termini di tempo, erano 12 ore quando siamo entrati nei Doldrum e ora le ore di ritardo non sono più di 6. Non è certo abbastanza, ma almeno questa volta non abbiamo sofferto troppo nelle calme equatoriali. Adesso abbiamo preso un’opzione intesa specialmente per recuperare su Abu Dhabi, e anche sui leader, tenendoci sopravento. Visto che il vento continuerà a cambiare, e fra due giorni potrebbe esserci un calo, siamo contenti di una situazione poco stabile perché potremo rientrare in gioco.”
Le ultime previsioni meteo suggeriscono in effetti che una volta entrata nel Mar dei carabi, la flotta dovrà affrontare un calo di vento che rallenterà fortemente la marcia sulle ultime 1.000 miglia del percorso. Il meteorologo della Volvo Ocean Race ha confermato che esiste una possibilità di forti temporali d’aliseo nel corso della giornata odierna. Gli alisei stanno cominciando a girare a est/sud-est e la questione rimane per i team come meglio sfruttare questa tendenza, per avere angoli migliori quando la direzione del vento sarà consolidata.
Le ultime stime indicano che le barche potrebbero arrivare a Miami il prossimo 9 maggio, benché gli equipaggi siano incerti su questa data e hanno cominciato a razionare cibo e carburanti nel caso di un ritardo maggiore provocato dalla calma prevista nel tratto finale.
Secondo quanto racconta Ian Walker a bordo questo è uno degli argomenti di discussione ormai tradizionali, oltre alla voglia di potersi fare una doccia. “A bordo non si parla d’altro che dell’ETA a Miami, che varia di 48 ore, del razionamento del cibo e se finiremo o meno il carburante. Spero che non succeda nulla di tutto questo, ma per il momento siamo in modalità “risparmio” e le razioni già piccole sono state ulteriormente diminuite per essere sicuri di avere cibo per martedì e mercoledì. Almeno ci possiamo consolare pensando che a Miami ce ne sarà un sacco!”
Al rilevamento odierno delle ore 12, quando mancano 2.000 miglia a Miami, il leader è sempre PUMA con un esile vantaggio di 1,6 miglia su CAMPER e di 6,3 miglia su Telefonica. Abu Dhabi rimane in quarta posizione a 99 miglia mentre Groupama 4 ha perso qualche miglio portandosi più a est ed è quinto a 101,8 miglia dal leader.
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