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VOLVO OCEAN RACE

VOR: incredibile finale di tappa

vor incredibile finale di tappa
redazione

Vela, Volvo Ocean Race - Durante la notte la profonda depressione atlantica è stata fedele alle sue promesse, e tutti e sei i Volvo Opèen 70 hanno raggiunto velocità prossime, se non in qualche istante superiori, ai 30 nodi che hanno permesso ai leader provvisori, gli spagnoli di Telefónica di battere l’IWC Schaffhausen Speed Record Challenge per la migliore percorrenza sulle 24 ore con 560 miglia. Team Telefónica ha tenuto una media di 23.09 nodi e ha migliorato il precendente primato stabilito da CAMPER nel corso della prima tappa da Alicante a Città del Capo. E’ un log impressionante, se si considerano le condizioni quasi di sopravvivenza in cui stanno navigando i sei team e un record che potrebbe ancora essere migliorato, viste le velocità che stanno facendo registrare le barche, tutte sopra le 500 miglia sulle 24 ore. Un dato ancor più impressionante è la velocità di punta ottenuta da Abu Dhabi con 36,5 nodi.
Qualche apprensione l’ha provocata un subitaneo rallentamento di Groupama ieri sera, che è costata ai francesi una perdita temporanea di 20 miglia e di due posti. Mentre cercavano di dare una mano di terzaroli, infatti, i francesi si sono resi conto di un problema con la drizza della randa che si era incattivata in testa d’albero. In condizioni che si potrebbero definire dantesche, dove è difficile persino rimanere in piedi come testimoniato più volte dai velisti, il prodiere neozelandese Brad Marsh è salito in testa d’albero ben tre volte, a un altezza di oltre 31 metri, riuscendo infine dopo oltre due ore a liberare la vela, che è stata ammainata completamente prima di essere rissata. Un incidente che ha permesso a PUMA e a CAMPER di superare la barca francese, che tuttavia già al rilevamento successivo delle tre del mattino aveva recuperato, tornando in seconda posizione e a sole 6 miglia dagli spagnoli.
Come previsto la tempesta nord-atlantica ha colpito in pieno la flotta, con venti superiori ai 40 nodi che hanno messo alla prova uomini e mezzi, costringendo a entrare in modalità quasi di sopravvivenza. Eppure il quartetto di testa, malgrado le condizioni estreme non ha cessato di darsi battaglia. Telefónica, PUMA, Groupama e CAMPER hanno spinto al massimo in quella che è una lotta durissima per guadagnarsi punti preziosi per la classifica finale, dove i quattro solo distanziati solo di 23 punti.
Ecco come ha raccontato la situazione il navigatore di Telefónica, Andrew Cape: “Stiamo sopravvivendo. Adesso non va male, l’aria è scesa un po’ ma stamattina abbiamo avuto un periodo con 30 nodi fissi e più tardi ce ne aspettiamo 40. E’ uan situazione al limite, c’è un sacco d’acqua in coperta. Se continuerà cosi dovremo ridurre ancora tela e navigare in una maniera diversa, magari un po’ più bassi per cercare di rallentare. Al momento stiamo spingendo a fondo, con un angolo stretto, cercando di stare davanti, ma quando c’è più vento e mare bisogna stare attenti.” Cape sa, come i suoi avversari che ci sarà un’importante decisione da prendere nelle prossime ore. “La strambata, quello è il problema, sarà assolutamente cruciale, deciderà il vincitore. Si tratta di capire quanto si vuole entrare nella bassa, se si vuole più vento, se è troppo, che angolo, è veramente importante… penso che stramberemo stasera, quando farà buio, ma ci saranno scelte diverse e non si capirà subito chi avrà avuto l’idea migliore, non si saprà fino alla fine.”
Gli spagnoli di Team Telefónica continuano a guidare la flotta nella lunga surfata verso Lorient e il report di mezzogiorno indica che hanno aumentato il loro vantaggio grazie al ritmo più sostenuto di tutti i sei team, ben 24,2 nodi di media nelle ultime tre ore. A 8,8 miglia dalla barca spagnola i francesi di Groupama, poi PUMA in terza piazza a 11,2 miglia da Telefónica, seguito da CAMPER a 15,5 miglia. Più attardati Abu Dhabi, a 39 e Team Sanya a poco più di 71 miglia.
Le prossime ore si prospettano ancora all’insegna del ritmo frenetico, e poi si prevede che i team prendano la decisione chiave di questa seconda parte della tappa, la delicatissima scelta di tempo e di condizioni per la strambata finale per mettere la prua verso la Bretagna. Con tale vento e tale mare, si tratta evidentemente di una manovra tanto decisiva quanto pericolosa, perché un errore potrebbe tradursi in una notevole perdita di terreno o peggio, in un problema tecnico.
Come ricorda il navigatore di PUMA Tom Addis, navigatore di PUMA: “Non c’è più tempo per essere conservativi, spingiamo tutti al massimo. Non abbiamo molte opzioni, stiamo cercando di stare più bassi possibile con lo spinnaker frazionato, l’unica possibilità di evitare il centro della bassa sarebbe strambare adesso ma sarebbe una manovra perdente. E il peggio deve ancora arrivare quindi dobbiamo cercare di tenere la barca intera. La strambata sarà importantissima, non è stata una regata molto tattica finora, una virata e una strambata, le decisioni da prendere. Abbiamo virato abbastanza bene ma la strambata è più difficile. Dobbiamo considerare un sacco di fattori, l’angolo, lo stato del mare, la sicurezza, la salvaguardia della barca… questa mossa finale è così vicina al traguardo che se la sbagli hai poco tempo per recuperare. Ma se esageri potresti rompere tutto. Penso sia possibile che andremo con la luce del giorno, queste barche sono più facili da manovrare se si vede, tardo pomeriggio o prima serata.”
Ripresisi bene dal problema alla drizza della randa, i francesi di Groupama non si sono certo risparmiati per rifarsi sotto agli spagnoli, come racconta il timoniere australiano Phil Harmer: “Si sbatte, c’è un rumore infernale e si cade nelle onde. C’è un sacco di acqua. Abbiamo circa 35/40 nodi di vento e ne facciamo 30 di velocità, si va veloci. Quando strambare è stato l’argomento di discussione per tutti gli ultimi giorni, abbiamo un piano e nelle fasi di allenamento da Alicante a Lanzarote due anni fa, lo abbiamo fatto un paio di volte, quindi sappiamo come agire e cercheremo di strambare nella maniera più pulita possibile, senza spingere troppo e cercando di ritornare sotto. Ci stiamo arrivando. Però abbiamo il problema di essere costretti a navigare con due mani di terzaroli, potremmo toglierne una ma perderemmo velocità. Comunque Jean-Luc (Nélias) e Franck (Cammas) stanno tenendo d’occhio il tempo e prenderanno sicuramente la decisione migliore. Tocchiamo ferro che tutto vada per il meglio e che possiamo continuare a spingere e non dire addio al primo posto in classifica. Siamo stanchi ma abbiamo tutti voglia di vincere…”
Al rilevamento delle 12 ora italiana tutti i team hanno fatto registrare percorenze superiori alle 515 miglia e solo Sanya e Abu Dhabi non hanno raggiunto le 550. Team Telefónica è a 510,6 miglia da Lorient e guida con un vantaggio di 8,8 miglia su Groupama mentre gli americani di PUMA sono terzi a 11,2 miglia. Poco più dietro in quarta posizione è CAMPER a 15,5, quinto è Abu Dhabi a 39 miglia e Team Sanya sesto a 71,4.
Secondo le ultime previsioni i primi potrebbero arrivare a Lorient domani, venerdì, verso mezzogiorno.
Sono otto i punti che separano il leader Groupama sailing team da Team Telefónica in testa alla classifica provvisoria della Volvo Ocean Race 2011/12. PUMA Ocean Racing powered by BERG è terzo a 13 punti dai francesi e CAMPER con Emirates Team New Zealand è quarto a 23 punti, ma tutti possono ancora aspirare alla vittoria finale del giro del mondo a vela.



14/06/2012 14:28:00 © riproduzione riservata






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