Vela, Vor - Dopo la partenza con aria leggera di ieri da Miami, la flotta oggi ha trovato un buon flusso di vento ed è aiutata dalla corrente del Golfo nella sua risalita verso nord. A 17 ore dallo start della settima tappa, le barche proseguono sulla rotta parallela alla costa americana spinti da oltre tre nodi di corrente e dopo diverse ore di bolina stretta il vento è girato a sud-est questa mattina ed è arrivato fino a una trentina di nodi di intensità. La combinazione dei due fattori, più la potenza dei Volvo Open 70 e l’abilità degli equipaggi ha fatto raggiungere velocità medie intorno ai 19 nodi. “Non c’è niente di peggio che navigare di bolina con corrente contraria e picchiando sulle onde.” diceva il watch captain di PUMA Tony Mutter prima del giro di vento.
Secondo il rilevamento delle ore 12, la testa della flotta è occupata dai francesi di Groupama, che hanno un vantaggio di sole 3,3 miglia su PUMA e 3,7 su Telefónica. Una classifica che tuttavia va vista tenendo conto che le barche navigano su una traiettoria praticamente perpendicolare alla rotta Miami/Lisbona e quindi coloro che si trovano più a est sono favoriti, ma non necessariamente i più vicini alla meta. Lo scafo francese guidato da Franck Cammas è quello posizionato più a nord, mentre PUMA beneficia della posizione più orientale del terzetto, sei miglia a sud di Groupama. Telefónica, pur essendo solo un miglio più basso dei francesi paga la sua posizione quasi cinque miglia più occidentale, come succede anche a CAMPER in quinta posizione. Quarti sono gli uomini di Abu Dhabi e chiude la flotta Team Sanya con un distacco di più di 15 miglia. Le migliori velocità medie delle ultime ore sono state firmate dalle barche di testa, Groupama e PUMA con 19,1 nodi.
Di fronte alla flotta si estende la depressione tropicale Alberto, che secondo Gonzalo Infante, responsabile della meteorologia della Volvo Ocean Race, renderà cruciali le prossime ore di navigazione, oltre ad Alberto che si muove in direzione nord-est, infatti, c’è un altro sistema di bassa pressione che si sta formando a sud di Capo Hatteras, che skipper e navigatori dovranno tenere in considerazione per decidere il momento migliore per fare rotta diretta verso l’Europa. Nella parte centrale, Alberto produce venti di burrasca sui 35 nodi ma i team certamente vorranno sfruttare l’aria meno forte e più favorevole di direzione che potrà lanciarli nella traversata dell’Atlantico.
Secondo il navigatore di Groupama Jean-Luc Nélias, il fronte potrebbe spingere la flotta adirittura a ridosso delle Azzorre. “La depressione è la fonte del vento che ci può portare a nord e poi a est, quindi è importante entrare per primi nell’aria” ha invece detto il navigatore di PUMA Tom Addis. “Quello che bisogna evitare è di trovarsi dalla parte sbagliata della bassa.”
Will Oxley, navigatore di CAMPER ha descritto così la situazione: “Stiamo cercando di andare dalla parte giusta della bassa, l’aria è arrivata fino a 28 nodi e camminiamo veloci, 26/27 nodi. Quasi tutta la flotta è a vista, siamo molto vicini. Moltissimo dipenderà dal tempismo della strambata. Potremmo addirittura essere più veloci del fronte, se è stazionario e lo sorpassiamo non va bene. Se invece riusciremo a muoverci alla sua stessa velocità, potremmo vedere delle belle percorrenze sulle 24 ore. Di sicuro ci stiamo concentrando su questo particolare sistema meteo, c’è un’altra bassa davanti quindi un sacco di dinamismo. Non ci importa quanto durerà la tappa, l’importante è arrivare primi.”
Con la classifica generale tanto corta, sono solo 14 i punti che separano i leader spagnoli di Telefónica dai quarti, gli americani di PUMA e con 30 punti per la vittoria nelle prossime tre tappe oceaniche è chiaro che i giochi si fanno sempre più duri e che questa frazione è assolutamente decisiva per il futuro della regata. Non sorprende quindi che le strategie e le mosse tattiche siano studiate così attentamente dai primi quattro, che sembrano controllare ogni mossa degli avversari.
Si prevede che i team possano impiegare circa 11 giorni per portare a termine le 3.600 miglia della tappa.
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