Erano le 19 e 33 UTC, le nostre 20.33 di ieri ed era già calato il buio sulla splendida baia di Città del Capo quando Team Brunel alla guida di Bouwe Bekking ha finalmente tagliato la linea del traguardo, dopo aver patito le stesse pene dei suoi due predecessori, bloccato nella zona di bonaccia creata dall'imponente Table Mountain. Dopo la premiazione, completa di fuochi artificiali in onore del vincitore Abu Dhabi Ocean Racing e dei franco/cinesi di Dongfeng Race Team l'arrivo di Team Brune sarebbe potuto sembrare poco emozionante.
E, invece, Bouwe Bekking il veterano, uno dei velisti più esigenti del panorama della vela oceanica mondiale, sfoggiava un grande sorriso e si è detto molto contento di un terzo posto nella tappa di apertura del suo settimo giro del mondo. “Siamo contenti” ha dichiarato lo skipper olandese. “Siamo felici, se vogliamo usare un'altra parola. Sei sempre felice quando vinci ma un terzo posto è un ottimo risultato per Team Brunel.” Bekking ha più volte dichiarato, infatti, che il suo obiettivo è di finire sul podio nel maggior numero di tappe possibili, per cercare di ottenere la vittoria overall che finora gli è sempre sfuggita. “Entrare nei primi tre era il nostro scopo, ovviamente sarebbe stato meglio vincere, ma le altre due barche hanno navigato meglio di noi.” Ha detto. “Prima di tutto bisogna divertirsi a navigare, poi i risultati arrivano. E' stata una regata molto tirata, ma noi miglioreremo.”
Come gli altri due team che li avevano preceduti, i velisti di Team Brunel erano particolarmente felici di rimettere piede a terra dopo 26 giorni di mare, anche perché dovranno sfruttare bene il tempo a loro disposizione a Città del capo, visto che fra due settimane si riparte.
Arrivando alle 12.48 UTC (le 13.48 ora italiana) di oggi, Team Vestas Wind si è garantito il quarto posto e lo skipper australiano Chris Nicholson, un altro veterano della regata, ha dichiarato di essere soddisfatto anche considerando che il suo è stato l'ultimo team ad iscriversi alla Volvo Ocean Race solo sei settimane prima della partenza. “Sapevamo già che per noi l'obiettivo della prima tappa era finire con un piazzamento ragionevole e, sinceramente penso che questo sia sopra le aspettative, volevamo fare meglio, uno deve porsi degli obiettivi ambiziosi. Ma questo quarto posto ci ha dato una carica di fiducia per le prossime tappe e il resto del giro. Siamo più in forma di quanto non lo fossimo ad Alicante.” Ha detto Nicholson.
Intanto, le tre barche che sono ancora in oceano hanno ancora molte carte da giocare. Il quinto posto non dovrebbe sfuggire ai giovani di Team Alvimedica con il velista italiano Alberto Bolzan, malgrado una bolla di bonaccia che ha intrappolato la barca nera e arancio, fermandola quasi completamente. Come ha raccontato da bordo stamane l'Onboard reporter Amory Ross: “Non è mica facile fare 0,00 nodi. Nemmeno un albatro riuscirebbe a volare in queste condizioni. Ma ci siamo, siamo solo a 250 miglia dalla linea del traguardo e dalla fine della tappa.” Team Alvimedica, che nel frattempo ha riagganciato un po' di vento è attesa a Città del Capo nella notte o alle prime ore del mattino.
Alle spalle di Team Alvimedica, infuria la battaglia fra gli spagnoli di MAPFRE e le veliste di Team SCA. L'equipaggio guidato dalla skipper britannica Samantha Davies, che per molta parte della tappa è stato fanalino di coda della flotta a causa di condizioni meteo spesso sfortunate, sta infatti cercando di superare nelle ultime 300 miglia a disposizione il team spagnolo di Iker Martínez. “Cerchiamo di essere molto concentrate, di non mollare, adesso è solo una questione di velocità. Ci sembra di essere un pochino più veloci di MAPFRE a ogni rilevamento delle posizioni, è una bella motivazione e cerchiamo di continuare così.” Ha detto la watch captain australiana Liz Wardley da bordo della barca magenta.
Molto diverso l'umore a bordo di MAPFRE. “Sono momenti molto difficili. Questa regata ti fa capire gli errori, ti fa capire che una buona preparazione è tutto e che ogni decisione strategica conta moltissimo.” Scrive oggi l'Onboard reporter Francisco Vignale. “Quando arriveremo a Città del Capo dovremo fare tabula rasa. La regata ricomincerà, ma non potremo dimenticare che questa prima tappa ci è costata cara. Però abbiamo tutti voglia di arrivare, di mangiare qualcosa di buono, di ritrovare l'affetto dei nostri cari, il calore e il profumo del caffè, una doccia calda, di dormire più di tre ore di fila, di scrivere una email senza avere il computer che salta da una parte all'altra...”
All'ultimo rilevamento delle posizioni c'erano solo una decina di miglia fra le due barche, per loro il finale non è ancora scritto.
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