Da molti viene giustamente considerata un ritorno alle origini della regata intorno al mondo, la mitica Whitbread Round the World Race che prese il via nel 1973. La terza tappa dell’edizione 2017-18 infatti porterà le sette barche, 63 velisti più sette onboard reporter fino a Melbourne in Australia, per oltre 6.500 miglia teoriche nei mari e nelle condizioni fra le più dure della terra.
Ancora una volta Città del Capo, che ha ospitato la regata ben 10 volte, non ha fatto mancare eccellenti condizioni, con il famoso vento locale , il Cape Doctor, che soffiava a 20/25 nodi e uno splendido sole. Uno spettacolo sia per i molti locali accorsi a vedere la partenza dal mare, che per il pubblico che ha potuto seguire la diretta streaming.
Dopo un breve triangolo nella baia, sono stati Dongfeng Race Team dello skipper francese Charles Caudrelier e gli spagnoli di MAPFRE a lasciare per primi la baia, con un distacco infinitesimale - di soli 3 secondi- diretti verso la punta meridionale del continente africano prima, e dell’Australia poi dove le più recenti stime dicono che la flotta potrebbe giungere fra il 24 e il 26 dicembre.
Attimi di preoccupazione si sono avuti nel team di Dongfeng questa mattina, che si è visto costretto a sostituire poco prima di lasciare la banchina uno dei suoi velisti più esperti, Daryl Wislang che si è infortunato alla schiena. Il suo posto a bordo è stato dunque preso dal giovane francese Fabien Delahaye. “Sono felice di salire a bordo e correre questa tappa mitica, anche se mi dispiace molto per Daryl.” Ha detto Delahaye che ha un percorso di navigazione in solitario e in equipaggio ridotto come molti dei suoi colleghi francesi e che ha avuto solo qualche ora per prepararsi all’Oceano meridionale. “Penso sia stata la decisione giusta perché Daryl è importante anche per il proseguo della regata, cercherò di fare del mio meglio per sostituirlo.” Sono state le parole del 33enne originario di Lorient.
Alle spalle dei due di testa Team Brunel, guidato dall’olandese Bouwe Bekking e su cui corre l’italiano Alberto Bolzan, Vestas 11 Hour Racing e Turn the Tide on Plastic, con la triestina Francesca Clapcich, alla sua prima esperienza oceanica. In sesta e settima posizione, rispettivamente team AkzoNobel e Sun Hung Kai Scalliwag.
In serata il vento dovrebbe ulteriormente crescere, per poi dare qualche ora di respiro ai team prima di rinforzare nuovamente, quando la flotta entrerà in pieno Oceano meridionale. Le previsioni meteo indicano che fra due o tre giorni la flotta potrebbe già incontrare sulla sua strada condizioni molto dure con venti intorno ai 40/50 nodi e onde altissime, dai 7 agli 11 metri.
“Sono le peggiori condizioni in cui navigare, però sono anche le migliori.” Dice il neozelandese Stu Bannatyne, che ha vinto tre volte la regata e questa volta naviga con Dongfeng Race Team ed è considerato come uno dei più esperti velisti del Southern Ocean, tanto da ottenere il soprannome di King, re, dell’Oceano meridionale. “Fortunatamente sembra che la mente umana sia programmata per ricordare solo le cose positive, ed è per questo che siamo ancora qui.” Un sentimento che di certo appartiene anche a molti altri dei velisti, fra cui molte matricole di questi mari, che nelle prossime settimane vivranno momenti molto intensi.
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