Verso Rio 2016, ma come? Il Brasile che ha presentato la sua candidatura ai mondiali di calcio e alle Olimpiadi forte di una ripresa economica che sembrava inarrestabile, si sta sgretolando sotto il governo dell’ineffabile “pasionaria” Dilma Rousseff, contro la quale centinaia di migliaia di persone in oltre 200 città del paese (137mila solo sulla spiaggia di Copacabana a Rio de Janeiro secondo la polizia) sono scese in piazza ieri per una giornata nazionale di protesta chiedendone l'impeachment. Coinvolta, con il suo Partito dei Lavoratori, nello scandalo Petrobras, la Rousseff viene ritenuta responsabile della peggiore crisi dell’ultimo quarto di secolo ed è scesa nei sondaggi all’8% di gradimento.
E ieri, durante il Test Event del ciclismo a Rio de Janeiro, una troupe televisiva che si apprestava a filmare il passaggio dei corridori è stata derubata di camere, lenti e cellulari. Niente furto con destrezza: i malviventi hanno semplicemente puntato una pistola contro i malcapitati operatori e si sono presi la refurtiva allontanandosi su una moto.
Un’altra pennellata di colore per disegnare il quadro del Brasile odierno, è la proposta del presidente del Senato brasiliano, Renan Calheiros, che ha proposto la fine del Mercosur (il mercato comune dei paesi sudamericani con Argentina, Uruguay, Paraguay e Venezuela) come uno dei possibili rimedi per far uscire dall'attuale crisi economica il Paese sudamericano. Secondo il politico, questo consentirebbe al Brasile di “poter firmare accordi bilaterali o multilaterali senza dipendere necessariamente dall'appoggio degli altri membri” del mercato comune dell'America meridionale. L'autore di questa eccezionale scoperta è il Presidente del Senato, mica il Salvini locale che, Cicero pro domo sua, strepita contro l’Euro e l’Europa.
In tutto questo la vela! Mentre l’OMS (Organizzazione Mondiale sulla Sanità) chiede al Cio di effettuare analisi approfondite sullo stato delle acque della baia di Guanabara dove di svolgeranno le regate, l’olimpionica marocchina Nawal El Moutawakel, oro nei 400 ostacoli a Los Angeles '84 e attualmente membro Cio e della commissione di valutazione, ai giornalisti che le chiedevano conto dello stato delle acque ha risposto: ”Propongo a tutti noi di fare un tuffo nel mare della baia di Guanabara”. La domanda era stata posta non solo per le recenti polemiche, ma anche perché 15 componenti della nazionale Usa che ha preso parte ai recenti Mondiali Junior di canottaggio svoltisi a Rio, si sono poi ammalati accusando attacchi di vomito e diarrea. Ma la Moutawakel ha poi ricordato che "dei 14 atleti Usa più un membro dello staff tecnico ammalatisi, solo uno di loro era entrato in acqua. In tutti gli eventi test svoltisi a Rio finora non ci sono stati problemi”. In effetti chi di voi ha mai visto un canottiere bagnato? E’ notorio che escono dal campo di regata completamente asciutti e non toccano mai, nemmeno per un secondo l’acqua. Cosa che accade anche per i velisti, che di solito regatano in giacca e cravatta per essere poi pronti per il crew party a terra.
Stessa musica suonata dal Direttore Sportivo del Cio, lo svizzero Christophe Dubi, anche lui propenso a tuffarsi in mare, che ha invece sottolineato che “la federazione internazionale del canottaggio ci ha detto che paragonando il caso degli atleti Usa a quanto successo in altre manifestazioni svoltesi altrove, rientra tutto nella normalità. Ad ogni competizione c'è qualcuno che si ammala”.
Quindi mettiamoci l’anima in pace e riempiano di Bimixin, Imodium o Normix l’intestino dei nostri ragazzi, perché se la medaglia è incerta, il “cacarone” è quasi sicuro.
Almeno il brasiliano Torben Grael, l’ex di Luna Rossa oggi coordinatore della squadra brasiliana di vela, che ovviamente deve difendere le “sue” olimpiadi ad ogni costo, si è limitato a dire che non ci saranno problemi e che “è tempo di mettere da parte le polemiche sulle acque e di pensare a vincere il maggior numero di medaglie tra un anno”.
Ma la domanda è: il bagno se lo sono poi fatti i nostri amici del Cio?
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