Nell’emergenza non si sono mai fermati: oltre alle farmacie e agli ospedali, riforniscono supermercati e punti vendita. Ma - al di fuori delle autostrade - non hanno un posto dove poter mangiare. Gli autotrasportatori si trovano, ormai da mesi, in una situazione di grave difficoltà, cui si aggiunge il problema di reperire un pasto lungo le strade statali e regionali.
Così oggi Conftrasporto, Figisc (Federazione Italiana Gestori Impianti Stradali Carburanti) e Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), tutte aderenti a Confcommercio, hanno inviato una lettera congiunta indirizzata ai ministri dei Trasporti e delle Infrastrutture Paola De Micheli, dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli e del Turismo Dario Franceschini per chiedere un intervento urgente che, nel rispetto di tutte le necessarie prescrizioni igienico-sanitarie, possa garantire l’apertura degli esercizi di ristoro posti nelle aree di rifornimento situate, anche, sulle reti stradali nazionali e regionali.
“Durante l’emergenza in corso è stato riconosciuto da Istituzioni e società civile il ruolo strategico svolto dal comparto del trasporto, a supporto del sistema economico nazionale e della qualità della vita dei cittadini - spiegano Conftrasporto,Fipe e Figisc - Magazzinieri, autisti e corrieri, al fianco di medici e infermieri sono in prima linea per assicurare alla comunità nazionale il superamento dell’emergenza e il presidio di quella parte di ordinarietà̀ della vita possibile durante l’epidemia”.
“Gli autotrasportatori continuano a garantire gli approvvigionamenti in maniera molto capillare sul territorio nazionale – recita la lettera - Per questo motivo assumono valenza strategica non soltanto le autostrade, ma anche e soprattutto le reti delle strade statali e regionali ad alta percorrenza. E’ su queste, infatti, che si svolge quella peculiare funzione connettiva dell’autotrasporto, che nessuna altra modalità alternativa può svolgere”.
“Per effettuare al meglio le proprie funzioni in sicurezza, gli autisti hanno bisogno di luoghi adeguati dove poter svolgere i prescritti periodi di riposo dalla guida e dove poter mangiare e rifocillarsi, lungo tutta la rete dove prevalentemente operano”, prosegue il testo.
Conftrasporto, Fipe e Figisc chiedono quindi di far chiarezza su alcuni passaggi del Dpcm del 26 aprile scorso, che, a loro giudizio, non fornisce un contributo chiaro e univoco sulla questione: “Non appare, infatti, condivisibile e comunque coerente con quanto valido in generale per tutte le attività di ristorazione l’obbligo di chiusura (senza possibilità neanche di asporto) degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande posti nelle aree di servizio e rifornimento carburante, con esclusione soltanto di quelli situati lungo le autostrade”, concludono le associazioni.
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