Francis Joyon ha solo 56 miglia di ritardo rispetto al suo record del 2008, Fino ad ieri sera aveva ripreso 150 miglia in 24 ore. In mezzo all'Atlantico, a 600 miglia a sud-ovest delle Azzorre, sta montando il fronte che Francis dovrebbe affrontare oggi. E come accade spesso con ilo skipper di IDEC, la parola d’ordine è “Tutto va bene a bordo”.
"Sessanta miglia dietro, non è niente. Tutto bene a bordo, la barca è molto bella, veramente una brava ragazza. Potrei anche mangiare, dormire, recuperare, e non ho rotto niente tranne due o tre piccole modifiche che ho riparato."
E'così Francis Joyon: semplice, veloce ed efficace. Non contate su di lui per estorcergli parole di meraviglia per la prestazione appena effettuata con medie che , nelle 24 ore, lo hanno spinto per oltre 600 miglia, con delle simpatiche punte di velocità fino a 34 nodi. Sentirete solo la voce del buon marinaio, della sua calma olimpica, che testimonierà come riprendere molte miglia in un solo giorno è una “sensazione piacevole”.
Alla fine di questo quarto giorno del tentativo di migliorare il proprio record, Francis Joyon ha già percorso più di 1800 miglia e dovrebbe aver attraversato il punto di metà percorso in serata. Nonostante il delicato passaggio delle Canarie, IDEC è perfettamente in tempo per far meglio di 9 giorni, 20 ore e 35 minuti. Strategicamente, "la questione del momento è quello di affinare il percorso per trovare la miglior rotta possibile in vista della parte anteriore del fronte perturbato che andrò a cercare oggi nel primo pomeriggio.”
Ecco perché IDEC ha messo insieme diverse strambate ieri pomeriggio! Ricordiamo che Francis Joyon non ha nessun aiuto esterno di un router nel corso di questo tentativo. "Si tratta di piccoli bordi di ritaglio, perché ho capito che ero un po' troppo basso. Ero stato un po' pretenzioso, quinid ho corretto il tiro.”
Per questo il passaggio di questo fronte domani è di grande importanza. "Abbiamo avuto la stessa situazione sulla Route du Rhum 2010, e a poche miglia di distanza, io stavo bene mentre Gitane soffriva. E quell’episodio era stato decisivo.”. ricorda lo skipper di IDEC. Francic spiega: "Devo stare attento a non avvicinarmi troppo al centro dell’anticiclone e anticipare il momento del trasferimento nei 35 nodi del fronte, in modo da avere il miglior angolo da dietro con il nuovo vento portante.”
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