Poche ore dopo il battesimo ad Auckland, in Nuova Zelanda, del secondo AC72 dei Kiwi, gli americani hanno rimesso in acqua ieri a San Francisco il loro primo multiscafo, distrutto nel ribaltamento del 16 ottobre scorso, quando andarono distrutti sia lo scafo che l’ala. Alla squadra ci sono voluti tre mesi di duro lavoro per poterlo ripresentare in acqua.
Ieri, per le prime prove, a bordo erano in 11 membri dell’equipaggio e un bel po’ di tecnici. "Penso che tutti abbiamo avvertito una certa tensione ed anche un po’ di paura nel rimettere questa barca in acqua – spiegava Rome Kirby - Naturalmente, durante il primo giorno siamo stati prudenti e non abbiamo spinto la barca fino in fondo. Ma nel complesso tutto è andato bene ed è stata una buona giornata."
L'AC72 ha lasciato l’hangar ieri mattina, prima di essere messo in acqua davanti alla base del team Oracle. Nel pomeriggio ci sono state molte prove e molti controlli. "Si è proceduto come se si trattasse di una nuova barca e abbiamo fatto i soliti test - ha dichiarato il tattico John Kostecki - Ci sono stati alcuni cambiamenti alla barca e l'ala è nuova di zecca. Abbiamo navigato dolcemente e siamo andati piano, anche se è difficile da capire perché tutti vogliono che le cose vadano veloci. Ma il primo giorno è meglio stare attenti.”
Per l'amministratore delegato della squadra Grant Simmer, questo giorno segna "l'inizio di una nuova fase". Oracle Team USA dovrebbe ora uscire in mare più volte ogni settimana. In parallelo, prosegue la costruzione del secondo AC72.
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