Presentare un libro di questo genere che parla di Mare ma anche di navigazione, di naviganti e di possibilità riabilitative attraverso un elemento primordiale che può far ampliare la coscienza, è una bella occasione per riflettere sulle reali dimensioni dell'uomo, della sua fragilità e delle sue possibili risorse.
Il mare nasce, fa morire e (ri) nascere, regala un sentimento oceanico, il mal di mare, i naufragi, il vento, la calma piatta, le burrasche, i pirati, gli ammutinamenti, la giusta distanza e la sindrome dell'altro. Dà spazio a chi vuol navigare solitario, o chi vuol confrontarsi con un gruppo ristretto e provare a cooperare o escludere, escludersi o farsi esclude re. La sperimentazione sulla vela terapia, prima e unica (scientificamente parlando) in Europa, portata avanti dall'autore e dell'Associazione "Mare Aperto" fin dal 1989, è stata un sasso nello stagno per stimolare altre associazioni non lucrative verso questa complessa navigazione che riesce sempre a emozionare i partecipanti, dai "pazienti" agli operatori, dagli psicologi agli skipper, che hanno accettato la sfida di conquistare con il "ben di mare" delle disabilità che si sentivano escluse aprioristicamente da alcune possibilità creative e ricreative riservate prima alla maggioranza (deviante) che se lo poteva permettere. Alcuni test usati sono del tutto originali, studiati appositamente per questa difficile sperimentazione, con la partecipazione di operatori e servizi pubblici (ASL) e convenzionati che hanno avuto fiducia nel progetto.
L'autore si interessa di Psicologia e Psicoterapia da più di quarant'anni e da più di trenta di Vela e di Windsurf. Dirige l'Istituto di Psicoterapia PsicoUmanitas (Scuola di Formazione per Psicoterapeuti, riconosciuta dal MIUR) e presiede la Società Italiana di Psicologia che quest'anno compie i cento anni dalla sua Fondazione.
La presentazione alla stampa avverrà il 25 febbraio 2010 h. 19,00 presso la Libreria Internazionale Il Mare – via di Ripetta 239 Roma.
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