Cristina Freghieri inciampa per caso nella storia del sommergibile inglese Thunderbolt, affondato durante l'ultima guerra nelle acque di San Vito Lo Capo, in Sicilia. Durante le ricerche in mare e quelle a terra, negli archivi della storia, l'autrice ricostruisce l'identità di quell'involucro ferroso su cui il destino aveva disegnato un percorso definito. Nei documenti non trova solo un resoconto dettagliato degli eventi, ma anche i sentimenti di uomini che muoiono con dignità accettando la sorte amara, nella convinzione che il loro sacrificio non si disperderà nel nulla. Non si tratta di un sommergibile qualunque: è il Thunderbolt ex Thetis, inghiottito per la seconda volta dall'abisso con tutto il suo equipaggio.
IL BRANO:
«Possiamo solo immaginare come si muore nel silenzio obbligato, nell'attesa gelida della morte sul fondo del mare, come gli uomini del Thunderbolt, sepolti in un cimitero liquido. Il mio personale obiettivo non è entrare nel merito delle cause di una guerra consumata nel lontano passato, ma difendere il senso del rispetto per qualsiasi vita sacrificata e per gli involucri ferrosi che le avvolgono.»
L'AUTRICE:
Cristina Freghieri, collaboratrice di diverse testate giornalistiche del settore subacqueo. Ha pubblicato Da 0 a meno cento metri, Petroliera Milford Haven, "L'ultimo sospiro" e, in questa collana, Nell'anima di un relitto. Ama immergersi nel profondo mare alla scoperta dei suoi segreti "concessi", nell'oscurità dei laghi e nelle acque nascoste delle grotte.
HMS THUNDERBOLT
Vissuto e morto due volte
Cristina Freghieri
Magenes Editoriale
Pagine: 224
Prezzo: € 15.00
Ci sono vittorie che nascono dal dominio e altre che prendono forma nella resistenza. Quella di Ambrogio Beccaria alla Vendée Arctique – Les Sables d'Olonne 2026 appartiene senza dubbio alla seconda categoria
Se la clamorosa rimonta di Ambrogio Beccaria resterà negli annali della classe IMOCA, la storia di Élodie Bonafous è quella di una regata brillante trasformata in una dolorosa lezione dal regolamento
La 73ª Loro Piana Giraglia ha preso il via nelle condizioni che ogni velista sogna quando pensa al Mediterraneo: sole, brezza regolare e il Golfo di Saint-Tropez come palcoscenico per una delle classiche più prestigiose della stagione internazionale
Dopo il botta e risposta delle prime due giornate, questa volta è stato Django a prendersi la rivincita, conquistando la vittoria in IRC e il Line Honours sul percorso di 14 miglia con il tempo di 1h 26'22"
Il Rolex TP52 World Championship '26 ha ufficialmente preso il via nelle acque di Porto Cervo, dove una flotta da record di 15 TP52 provenienti da 11 nazioni si è ritrovata per uno degli appuntamenti più prestigiosi della vela agonistica internazionale
La velista oceanica italo-americana Francesca Clapcich, a bordo di 11th Hour Racing, ha concluso la Vendée Arctique-Les Sables d'Olonne al quinto posto, dopo 8 giorni, 20 ore, 31 minuti e 11 secondi di navigazione
Solidarietà e territorio: lo Yacht Club Santo Stefano sostiene la Croce Rossa Costa d’Argento per il progetto "Giannutri SiCura"
Dopo quattro giorni di confronti nel Golfo di Saint-Tropez e nella Baia di Pampelonne, la flotta guarda alla partenza della storica offshore di 241 miglia verso Genova, il tratto di mare che da oltre settant'anni costruisce la leggenda della Giraglia
Dopo quasi otto giorni di navigazione in solitario, la skipper di 11th Hour Racing naviga a poco più di 250 miglia dall'arrivo, mantenendo la quinta posizione e affrontando un finale che potrebbe ancora riservare sorprese
Ventuno imbarcazioni partecipanti, un Sail Rally d’altura disputato con la formula della “multipartenza”, due regate costiere con venti dai quadranti settentrionali fino a 12 nodi di intensità