Perché si continua a uccidere le balene? Per rispondere a questa domanda bisogna compiere un viaggio a ritroso nella storia della caccia ai cetacei, seguendo le rotte delle prime baleniere. Un viaggio che ha inizio nel Nord Atlantico, a sud dell'Islanda, quando il comandante Thomas Welcome Roys sparò il primo colpo del suo cannoncino a spalla da quindici chili, uccidendo una balenottera azzurra e dando inizio alla mattanza che avrebbe portato sull'orlo dell'estinzione la specie di maggiori dimensioni del pianeta. Era il 1855. Nel corso del ventesimo secolo, quando la caccia alla balena raggiunse l'apice, la grande carneficina dell'emisfero australe abbatté più di due milioni di individui. E ai giorni nostri alcune nazioni - su tutte il Giappone - rivendicano il proprio diritto a continuare lo sterminio, nel nome della sovranità territoriale e di antiche tradizioni di pesca.
Scritta da un giornalista impegnato in prima linea per la conservazione dell'ambiente marino, Guerra alle balene è una documentatissima denuncia di quanti, si tratti di balenieri norvegesi o artiglieri giapponesi, nonostante il divieto praticano ancora oggi una caccia spietata. Ma è anche un racconto che ci restituisce tutto il fascino, e talvolta il mistero, del mondo marino e dei suoi magnifici abitanti.
IL BRANO:
"Immaginiamo l'artigliere un po' curvo sulla prua scoperta della grigia nave da caccia. Ha le gambe divaricate per mantenersi in equilibrio sui ponte che beccheggia nell'oceano australe. Ha il viso nascosto da un berretto con i paraorecchi per difendersi dalle raffiche di vento gelido e fissa il mirino sul cannoncino. Segue la balena spostandosi da una parte all'altra, saltellando come un pugile e manovrando il cannoncino per la maniglia.
La balenottera si muove in fretta e, quando emerge, l'artigliere preme un grilletto dall'aspetto innocuo come la leva del freno di una bici. Un arpione a granata del peso di 45 chili esce dalla bocca del cannone filando a 113 metri al secondo e colpisce l'animale che ha lo stesso ingombro di un autoarticolato a pieno carico.
Non appena si conficca nella carne, l'arma a punta smussata rilascia quattro ardiglioni d'acciaio, fa scattare un innesco e qualche millisecondo dopo la pentrite della granata esplode. Il cavo che collega l'arpione alla nave si tende e gli ardiglioni dentati si aprono nel corpo della balena, uncinandola."
L'AUTORE
Andrew Darby si occupa della lotta contro la caccia alle balene da oltre vent'anni. Vive a Hobart, in Tasmania.
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GUERRA ALLE BALENE
Andrew Darby
Traduzione di Elisabetta Valdrè
Saggistica
Collana: I libri del mare
Pagine: 336
Prezzo: € 18.60
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