Salo' (Bs) - Il leggendario sir Francis Chichester, si racconta, sia guarito da un tumore ai polmoni dopo aver fatto il Giro del Mondo in solitario. Agostino Straulino, il primo che nello sport italiano realizzò il "Triplete", oro Olimpico, titoli Mondiale ed Europeo, il tutto nel lontano 1952, diceva che navigare di notte aiuta a perfezionare la sensibilità al timone. Due mondi, due modi, due filosofie di interpretare la vela che sono diventate realtà, anzi si sono incontrate, in una notte di mezza estate lungo le rive del Garda. E' successo a Salò, nel bellissimo golfo, dove l'Ail di Brescia e di Verona (Associazione Italiana Leucemie e Linfomi) ha organizzato la sua tappa sotto le stelle del progetto terapeutico "Itaca". Sono arrivati da tutto il nord Italia, quasi 300 tra pazienti, infermieri, volontari, medici, tutti insieme su una cinquantina di scafi, dai gradi cabinati a monotipi da regata, grazie anche alla collaborazione con le flotte di Dolphin e Protagonist 7.50 e presenti alcuni titolati timonieri di fama internazionale e armatori lacustri, tra loro Stefano Rizzi, Paolo Nocivelli, Vittorio Lanzani, Patrizia Anele, Fabio Gasparri, Attilio Maroni, Gianni Boventi, Michele Pasotti, Oscar Tonoli. Per oltre 3 ore hanno navigato su e giù tra Salò e Portese, grazie alle "Montive", le brezze che soffiano dalle cime montane vicine, dalle Valli. L'iniziativa va avanti da anni. Altro che inutili "Invitational Cup" o "Regate per Vip", che sul Garda non sembrano più avere grande seguito, nonostante qualche pomposo proclama.
Questo è il vero spirito di chi naviga. L'iniziativa è nata grazie alla volontà dell' Ail di Brescia, alcuni skipper, tra loro anche il primario di Ematologia del Civile Giuseppe Rossi, velista dal grande passato con le classi olimpiche di 4.70 e Soling, ed un buon gruppo di Club sportivi dell'area lacustre. Non solo visto che da qualche anno c'è "Sognando Itaca" il giro d'Italia in barca a vela, da Trieste a Palermo. A fare gli onori di casa a Salò c'erano Giorgio Bolla e Marco Maroni, presidente e vice della Canottieri Garda, la società sportiva più longeva di tutto il lago (123 anni)e che tra l'altro conserva la Coppa d'Argento del Liutaio (ora esposta al Museo della cittadina salodiana) ed i disegni della Star "Principe di Montenevoso", lo scafo che D'Annunzio si racconta voleva farsi costruire da un maestro d'ascia di origine fiumane, ma residente a Riva del Garda. Ad animare il gruppo di Ail c'era il presidente Beppe Navoni, altro ex skipper, che ha ricordato le altre nuove sfide della sua associazione, il rafforzamento del Centro di ricerca e il raddoppio del Day Hospital di Ematologia. Due impegni che sembrano non spaventare chi è abituato a veleggiare e navigare a vela.
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