VELA - "Siamo nel grande sud, superata la latitudine dei 40 gradi sud stiamo correndo lungo i cosidetti 40 ruggenti, nome sicuramente adatto al luogo: sono due giorni che abbiamo solo due scelte, tanto vento o troppo vento.
Ieri siamo stati colti da un fronte con raffiche fino a 45 nodi e tirare giu' lo spi non e' stato semplice, dobbiamo costantemente trovare l'equilibrio fra la velocita' e la preservazione della barca e dei materiali, siamo ancora talmente lontani da Wellington e di fatto dalla terra ferma che ogni rottura significativa renderebbe il tutto molto sgradevole.
Inutile negare una giusta dose di apprensione, anche un po' faticosa, ma credo che qui il sinonimo di questo stato d'animo sia spirito di preservazione perche' guardandosi attorno non credo si possano prendere le cose sottogamba e bisogna starsene accuorti.
Come durante la prima tappa c'e' una divisione fra barche di prima e di seconda generazione, noi stiamo riagguantando Phesheya Racing dopo aver perso miglia preziose quando siamo rimasti senza vento la seconda notte...
Il mare e' molto confuso e ci sono grandi onde che arrivano da venti lontani che si incrociano con quelle che si sono formate localmente creando uno stato ondoso molto sgradevole, se volete una dieta fantastica vi consiglio un paio di settimane in questa lavatrice, impossibile non perdere l'appetito!
La photo e' di Hugo quando si e' dovuto arrampicare a recuperare una drizza, per fortuna abbiamo sfruttato l'unico momento di piatta di questa tappa perche' non ci sarebbe verso di farlo in sicurezza con le onde che abbiamo ora."
Domani, domenica 28 giugno, la quarta e ultima prova in programma decreterà vincitori e vinti di tutte le classi, in molte delle quali le classifiche sono ancora ‘cortissime’ con il risultato finale che rimarrà incerto fino all’ultimo
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