venerdí, 9 gennaio 2026

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Cambusa: occhio alle etichette. Sui social è polemica sulle etichette “a semaforo”

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Samanta Sarti

Utenti social perplessi ed in cerca di informazioni sul paradosso dell’etichetta “a semaforo” introdotta da Gran Bretagna e Francia con il consenso dell’Unione Europea,  che penalizzerebbe l’export per l’85% dei prodotti d’origine italiani secondo il presidente Coldiretti Roberto Moncalvo.

Se infatti l’intenzione è aiutare i consumatori ad identificare gli elementi importanti di un prodotto alimentare (energia, grassi e grassi saturi, zuccheri e sale) per orientare le scelte di acquisto e bilanciare la dieta, in pratica il semaforo rosso s’accende per eccellenze italiane quali Grana Padano, Parmigiano Reggiano, prosciutto di Parma e olio l'extravergine di oliva.

La tematica è molto “sentita” dagli utenti social italiani, forse desiderosi di capire meglio le dinamiche della querelle e come la situazione stia evolvendo: tra 26 Gennaio e 2 Febbraio 2018 gli articoli online che hanno toccato l’argomento, nelle molteplici variazioni su tema, hanno superato le 8.000 azioni di engagement (Fonte dati: BauciWeb).

Gran parte dell’engagement (oltre 3.500 azioni) è andato alle fonti online che hanno riportato la dichiarazione di guerra all’etichettatura a semaforo lanciata dal presidente Moncalvo a Bruxelles nella sede del Parlamento Europeo, lo scorso 30 Gennaio.

A seguire, oltre 2.500 azioni di engagement sono state raccolte dalle fonti online di approfondimento sul sistema di etichettatura “incriminati”, inglese e francese, e dalle fonti che riportano l’opinione di medici e ricercatori: prima fra tutte Stefania Ruggeri (ricercatrice esperta di nutrizione e dieta mediterranea del Crea-Alimenti e Nutrizione) che biasima l’atteggiamento di chiusura e miopia nei confronti dell’etichetta a semaforo e propone "di esaminare l'algoritmo francese, il Nutri-score, e valutare l'opportunità di crearne uno italiano che rispetti il valore dei nostri prodotti”.

Poco inferiore, oltre 2.000 azioni, l’engagement raccolto dalle fonti che citano i numeri di “True Italian Taste”. La campagna, nata nel 2016 e promossa e finanziata dal Ministero dello Sviluppo Economico in collaborazione con ICE Agenzia e realizzata da Assocamerestero con il supporto delle Camere di Commercio Italiane all’Estero direttamente sui mercati di competenza, si pone l’obiettivo di “educare i mercati di tutto il mondo al vero Made in Italy”; e contrastare il fenomeno dell’”italian sounding” ampliando la diffusione e la conoscenza all’estero degli autentici prodotti agroalimentari italiani.

Samanta Sarti by Bauciweb


03/02/2018 12:36:00 © riproduzione riservata






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