La storica portaerei Giuseppe Garibaldi, per quasi quarant’anni simbolo della Marina Militare italiana, salperà presto sotto bandiera indonesiana. Dopo la sua messa in riserva lo scorso anno, con il subentro della più moderna LHD Trieste, il governo italiano ha trovato un acquirente interessato: Jakarta.
L’Indonesia ha infatti approvato un piano di finanziamento estero da 450 milioni di dollari per l’acquisto dell’unità e dei sistemi di supporto. Non si tratterà di un semplice trasferimento: il progetto prevede un complesso refitting a cura di Fincantieri, con l’obiettivo di trasformare la Garibaldi in una vera e propria piattaforma per operazioni con droni navali e aerei senza pilota.
Una nave storica
Entrata in servizio nel 1985, la Garibaldi è stata la prima nave italiana con ponte di volo continuo, concepita inizialmente come portaelicotteri e successivamente adattata per i velivoli Harrier a decollo corto. Ha partecipato a numerose missioni internazionali, dalla crisi in Libano alla guerra nei Balcani, fino alle operazioni in Afghanistan e in Libia.
L’accordo con Jakarta
Secondo i documenti ufficiali, la decisione di finanziare l’acquisto è stata formalizzata il 29 agosto con una lettera del ministro indonesiano dello Sviluppo Nazionale al dicastero della Difesa. L’investimento non si limita alla portaerei: sono previsti ulteriori fondi per nuovi elicotteri da trasporto e multiruolo, parte integrante del piano di ammodernamento della marina di Jakarta.
L’ipotesi più accreditata è che la Garibaldi venga riconfigurata come “porta-droni”, capace di operare fino a sessanta Bayraktar TB3 di fabbricazione turca. Tra le modifiche proposte, anche l’introduzione di una plancia sdoppiata in stile “due isole”, simile a quella delle portaerei di ultima generazione.
Opportunità e sfide
Per l’Italia, la cessione rappresenta un duplice vantaggio: eliminare i costi di mantenimento di una nave ormai superata e allo stesso tempo rafforzare i rapporti con un partner strategico nel Sud-Est asiatico. Per Fincantieri si apre la possibilità di guidare un programma di conversione navale inedito, esportando know-how e tecnologia.
Per l’Indonesia, invece, l’arrivo della Garibaldi significherà un salto di qualità: sarebbe la prima portaerei nella storia della sua marina, capace di proiettare forza in un’area marittima vasta e contesa. Tuttavia, i rischi non mancano. Gestire una nave di queste dimensioni comporta costi di esercizio elevati, formazione di personale specializzato e infrastrutture adeguate.
Un futuro incerto ma promettente
Se il refit verrà portato a termine con successo, la Garibaldi potrebbe avere davanti a sé altri 15-20 anni di servizio, questa volta in acque indo-pacifiche. Per Jakarta sarebbe un simbolo di prestigio internazionale, oltre che uno strumento operativo di primo piano.
Per l’Italia, invece, la partenza della Garibaldi chiude definitivamente un capitolo di storia navale, aprendo però la strada a nuove collaborazioni industriali e militari.
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