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VOLVO OCEAN RACE

Brunel vince la Team Vestas Wind In-port di Itajaì

brunel vince la team vestas wind in port di itaja 236
redazione

Team Brunel ha vinto la Team Vestas Wind Itajaí In-Port Race al termine di una regata incredibilmente impegnativa ma altrettanto appassionante. Le condizioni di vento leggerissimo, che hanno costretto il comitato di regata a ridurre il percorso, hanno messo davvero alla prova la tenuta nervosa dei 57 velisti partecipanti. In alcuni momenti la brezza è quasi completamente scomparsa dal campo di regata, lasciando tuttavia delle onde fastidiose e una corrente ancor più infida. Una vittoria quella di Team Brunel ottenuta con la pazienza e la perseveranza, che porta la barca con bandiera olandese in testa alla classifica delle costiere con 15 punti, ossia un punto di vantaggio su Abu Dhabi Ocean Racing.

A lungo, nella mattinata brasiliana, nessuno pareva essere certo di poter dare ai numerosissimi e appassionatissimi fan di Itajaì la possibilità di assistere alla in-port race, visto che la brezza nella baia a malapena raggiungeva i tre nodi, tanto da costringere anche il Comitato di Regata a posporre la partenza di 10 minuti, prima di poter finalmente dare il segnale di start. Tutte e sei le barche si sono presentate sul campo di regata, e forse i più contenti di esser i sono stati gli spagnoli di MAPFRE, dopo che ieri erano stati costretti ad effettuare, con l'aiuto dei tecnici del Boatyard dei lavori di rinforzo sull'albero, lavorando per tutta la notte.

Primo sulla linea della partenza il team femminile di SCA, con l'olimpionica Caroljin Brouwer alla ruota, alla ricerca di una terza vittoria nelle in-port Series dopo quelle di Abu Dhabi e Auckland, che ha duellato per tutta la parte iniziale della regata con Abu Dhabi Ocean Racing. Le due barche hanno condotto il secondo lato praticamente fianco a fianco, alla spasmodica ricerca di un refolo di vento sul campo di regata di Itajaí. Poco a poco Ian Walker e i suoi uomini a bordo di Azzam sono riusciti a ottenere un margine relativo, conquistato metro su metro, finché la bonaccia bloccava quasi completamente la flotta. Le veliste di Team SCA fermate anche da una penalità che le costringeva a effettuare un 360 per aver ostruito la via a Team Brunel, perdevano strada fino a trovarsi nelle retrovie mentre gli olandesi risalivano in seconda posizione. In un altro ribaltamento delle carte in tavola, era poi Dongfeng Race Team a prendere la testa. E, quando la linea del traguardo era ormai a poche decine di metri, Abu Dhabi Ocean Racing, Team Brunel e Dongfeng Race Team si ritrovavano praticamente fermi alla ricerca di quella piccola raffica di aria per tagliare in prima piazza. Alla fine, sono stati Bouwe Bekking e i suoi uomini ad avere la meglio su Abu Dhabi Ocean Racing, che è riuscito a sua volta a sorpassare Dongfeng sul filo di lana. Quarte le veliste di Team SCA, che sono riuscite a mettere la prua avanti a MAPFRE, quinto, mentre Team Alvimedica ha dovuto accontentarsi della sesta posizione.

Domani, alle ore 14 locali, le 19 in Italia, verrà dato il segnale di partenza della sesta tappa, che come di consueto potrà essere seguita online sul sito web della regata, sul canale YouTube dedicato e sulle piattaforme dei media partner.

La Leg 6 in dettaglio

Percorso: da Itajaì in Brasile a Newport Rhode Island, USA - Lunghezza: 5.010 miglia

Si tratta di una tappa più costiera, ma con alcune insidie e opzioni oceaniche da prendere in considerazione. La frazione ha anche un valore storico, visto che sarà la prima volta che il giro del mondo arriverà a Newport, nello stato nordamericano del Rhode Island, che insieme alla neozelandese Auckland è considerata come una delle capitali mondiali della vela.

Nel tratto seguente alla partenza da Itajaí, il clima potrebbe rivelarsi molto variabile e con frequenti temporali. La domanda cui dovranno rispondere i team è: sotto costa o al largo? E ancora, meglio sfruttare le arie termiche prodotte dalla terraferma oppure le brezze di mare? Non facile visto che la brezza di terra è una caratteristica delle zone costiere del Brasile ma non si può certo considerare come una variabile costante. Il problema strategico successivo sarà come “girare l'angolo” del Brasile a Recife. Sono due i fattori da tenere in considerazione e per cui trovare un equilibrio, più si va al largo e più il vento dovrebbe essere stabile, ma in questo caso si fa più strada. C'è una regola non scritta che dice: stare a 10 miglia dalla costa oppure a oltre 100 miglia. Esiste u'altra componente importante, ossia la corrente brasiliana che corre lungo la costa da Recife a Buenos Aires in direzione sud e sulla quale i navigatori potrebbero cercare giocare a loro favore.

Una volta allontanatisi dalla costa brasiliana i team cercheranno di entrare nel flusso degli alisei di sud-est. In teoria gli alisei dovrebbero stabilizzarsi non troppo a nord di Rio. Una volta entrati in questo flusso, far correre al massimo la barca è la vera priorità prima del passaggio dei Doldrum, la zona delle calme equatoriali, che segue e che gli equipaggi attraverseranno per la quarta volta dall'inizio del giro. Dovrebbe trattarsi di un passaggio relativamente semplice, ma come sempre il gioco delle nuvole e dei temporali potrebbe essere importante. Inoltre, coloro che si portassero troppo a est una volta entrati nell'emisfero nord, potrebbero vedersi obbligati a fare molta strada di bolina.

La sezione finale è potenzialmente la più complessa. La flotta farà rotta nord-ovest lontano dall'influenza dell'alta pressione delle Azzorre e nel cammino dei sistemi depressionari che si formano nel continente americano per dirigersi verso l'Europa. Il comportamento di questi sistemi è cruciale nell'approccio a Newport, soprattutto in un periodo dell'anno dove è possibile incontrare formazioni meteo piuttosto intense.

Nel tratto di avvicinamento alla costa USA, grosso modo dalla latitudine di Miami fino a Newport, i navigatori possono optare per rimanere nella Corrente del Golfo, il cosiddettoGulf Stream,e rimanere più al largo per giocare con i sistemi meteo della zona fino ad arrivare alle coste del Rhode Island, che spesso sono caratterizzate da venti deboli e instabili, soprattutto nelle ultimissime miglia.


19/04/2015 00:30:00 © riproduzione riservata






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