Furio e Gabriele Benussi, su Spirit of PortoPiccolo vincono la 49.a edizione della Barcolana, la regata dei record: 2101 iscritti, 25mila velisti in mare, a terra una festa mai vista prima, con centinaia di migliaia di persone sulle Rive. 1 ora, 12 minuti e 17 secondi sono serviti all’equipaggio triestino Spirit of PortoPiccolo per compiere le 13 miglia del percorso che dalla Riviera di Barcola, lungo un quadrilatero, ha condotto gli equipaggi fino al cuore di Trieste, con arrivo a pochi metri dalla Piazza dell’Unità. 2101 iscritti, di cui 1836 italiani, gli altri 265 in rappresentanza di 26 Paesi, compresi Cile, Argentina, oltre a tanti appassionati da tutta l’Europa. La regata, entrata nella storia come la più affollata del mondo, superando il record presente nel Guinness dei Primati, ha visto in gara grandi campioni della vela e tanti appassionati: “E’ una grande emozione - ha dichiarato Mitja Gialuz, il presidente della Società Velica di Barcola e Grignano che organizza l’evento - aver scritto assieme a tutti i velisti, ai circoli velici del territorio e a tutta la città di Trieste una bella pagina della vela mondiale: siamo la regata più affollata del mondo, l’abbiamo organizzata, l’abbiamo vinta, abbiamo ospitato a Trieste migliaia di persone, assieme abbiamo raggiunto il grande obiettivo di aver mostrato il valore di questo sport, la passione e l’amore per il mare”.
LA CRONACA | Sulla linea di partenza la tensione sale a venti minuti dal via: è la Barcolana dei record non solo a terra e per le iscrizioni, ma anche in mare, di scafi effettivamente scesi in acqua. I big della regata scelgono l’allineamento “lato Barcola”, quello che garantisce più pressione e aria più libera: al via Spirit of PortoPiccolo tiene sotto controllo e sottovento Maxi Jena che ritarda l’assetto per mettere a segno la vela di prua. Allo sparo le 2101 barche si muovono all’unisono, la bolina larga mure a sinistra facilita la partenza, e Spirit of PortoPiccolo in pochi secondi naviga già a 15 nodi di velocità acquisendo quei tre minuti di vantaggio su Maxi Jena che si porterà fino alla prima boa. Maxi Jena nulla può contro l’avversario, e nonostante un assetto impeccabile e una buona rotta è destinato a essere secondo. Subito dietro, il duello tra Pendragon di Lorenzo Bodini, il nuovissimo E VAI dell’imprenditore friulano Gabriele Lualdi, con al timone Nicola Celon, e un fantastico Mauro Pelaschier su Ancilla Domini con a bordo l’imprenditore Andrea Illy, in gran spolvero, con una partenza appena sotto le vele dei Benussi, e un passo eccezionale per una barca da crociera veloce.
Spirit of PortoPiccolo arriva alla prima Boa in meno di venti minuti, issa il gennaker e si appresta alla cavalcata di lasco, verso Miramare. Quattro minuti e passa secondo Maxi Jena: dietro è lotta tra Pendragon con Lorenzo Bodini, E VAI di Lualdi e Ancilla Domini che si mettono in fila. Segue Unipol Sai, poi considerato OCS, ed Anyway Safilens di Alberto Leghissa. Il piccolo lato di disimpegno che conduce alla seconda boa mette in fila i primi, mentre dietro la grande festa della vela colora il Golfo di Trieste con un colpo d’occhio unico. Il lato lungo verso Miramare è un mono bordo di lasco: le imbarcazioni in testa mantengono la posizione, solo il Tp52 Freccia Rossa, del russo Vladimir Yakimenko, con al timone il francese Christian Ponthieu, riesce a guadagnare posizione, superando Alberto Leghissa su Anywave e installandosi in quinta posizione.
Spirit of PortoPiccolo continua la sua corsa verso la vittoria, un assolo contornato da decine di motoscafi che vogliono condividere la vittoria. Alla boa di Miramare inizia la bolina: si naviga a bordi, con vento attorno ai dieci nodi, che calerà negli ultimi cinquecento metri, al largo della diga del Porto Vecchio. Sui cali di vento i due Benussi tengono duro per arrivare a tagliare il traguardo, navigano sui buoni e gli scarsi, fino alle 11.42, quando - dopo 1 ora, 12 minuti e 17 secondi - vincono la Barcolana che entrerà nella storia come la regata più affollata del mondo. Quattro minuti dopo è l’ora di Mitja Kosmina, un secondo posto meritato, e terza piazza per Pendragon Alilaguna, con Lorenzo Bodini. Il TP52 del russo Yakimenko è quarto, con timoniere e tattico francesi, che non ci credono che esista una regata così: dopo aver vinto in overall la Giraglia, ora si godono la vittoria di categoria. Anywave con Leghissa è quinto, E VAI chiude in sesta posizione, poi arrivano in fila, in un duello a due, tagliano il traguardo due RC44, lo sloveno Scorpio e Magia Docktrine di Marino Quaiat. Nei dieci anche Idrusa, di Paolo Montefusco e Ancilla Domini di Mauro Pelaschier. Dietro, e fino al tardo pomeriggio, un mare di vele, una grande festa e una città fantastica, tutta sulle Rive a festeggiare mentre il mare si colora di spinnaker: è un’estate di San Martino, la brezza gira in Libeccio, e gli spinnaker arrivano fino a piazza dell’Unità.
FURIO BENUSSI | “Oggi si compie un sogno, è una vittoria bellissima perché ho cercato questa barca per due anni, l’ho sognata e finalmente poco più di un mese fa si sono create le condizioni per averla. Lo scorso anno vincere è stato bello, quest’anno difendere il titolo assieme a mio fratello Gabriele è stato eccezionale. Non abbiamo nascosto di essere i favoriti, potevamo solo perdere. La partenza è stata decisiva: mai vista una Barcolana così affollata. Siamo riusciti a trovare lo spazio e tra duemila barche in pochi metri facevamo già 15 nodi”.
Assieme al fratello Gabriele, Furio ha dedicato la vittoria al padre, Dario: “Papà ha 77 anni, è venuto con me a Marsiglia, si è fatto il trasferimento, 1280 miglia in barca”.
Con Furio anche la moglie Elisa e la figlia minore, Marta: “Volevo vedesse e capisse cosa significa la nostra Barcolana”.
GABRIELE BENUSSI analizza il percorso | “Non abbiamo voluto forzare troppo sulla linea di partenza, ma eravamo nel punto giusto, vicini a Maxi Jena. Il nostro equipaggio era estremamente concentrato, abbiamo invece sfruttato un momento di indecisione di Maxi Jena, poi si è trattato di amministrare il vantaggio e non sbagliare nulla”.
E poi, l’emozione dell’arrivo: “Era fantastico fare la passerella davanti alle Rive gremite quando solo partecipavo alla Barcolana, figuratevi vincerla! Nemmeno in Coppa America ce l’hanno”.
VASCO VASCOTTO, al timone di Anemos, Farr 80 varato una settimana fa | “La partenza è sempre molto complessa, impegnativa, qualcosa di unico che mi coinvolge in un modo che non ha paragoni. Oggi è stata la più bella di sempre come colpo d’occhio, come partecipazione e come pubblico. Ho vinto la Barcolana in passato e sono felice che sia stata rivinta oggi da dei triestini, restando il trofeo a Trieste mi auguro che la sfida venga accettata dagli stranieri per venircela a prendere. Il passaparola c’è, in questa Barcolana per esempio c’erano degli argentini, e per la prima volta anche dei cileni. Il numero dei partecipanti non cala perché chi è stato ritorna: in ogni ambiente velico la Barcolana è la regata da fare almeno una volta nella vita. La partenza è stata eccezionale, come è stato unico riuscire a liberare tutta la linea di partenza in dieci minuti: è un altro record, un’edizione di record su record”.
MITJA KOSMINA, al timone di Maxi Jena Tempus Fugit | “Dobbiamo essere contenti, abbiamo fatto un’ottima regata con una buona partenza. Siamo riusciti a tenere la tattica che avevamo pensato prima della regata. Spirit of PortoPiccolo era più veloce di bolina e lì non potevamo fare nulla di più, perché eravamo già al limite. Speravamo in un calo di vento sotto Miramare, questa era l’unica possibilità teorica: questo non è successo e ne ha beneficiato sicuramente lo spettacolo. Penso che tutti quelli che hanno partecipato alla Barcolana debbano essere orgogliosi. Noi che combattiamo per i primi posti siamo logicamente più contenti se vinciamo, però non è l’unico obiettivo: qui l’obiettivo, anche per noi, è esserci. Abbiamo dei progetti per migliorare la barca, ora esistono tecnologie all’avanguardia. Noi non possiamo appesantirla perché i materiali non lo permettono, però possiamo andare in una diversa direzione: abbiamo sviluppato delle idee che saranno pronte per il prossimo anno, quando ci rivedremo in Barcolana”.
DONATELLA BIANCHI, PRESIDENTE WWF | “Barcolana è cuore sportivo e passione per il mare. Migliaia di persone in mare e lungo le rive danno vita ad uno spettacolo unico al mondo, ad una sana competizione dove vento, abilità e tatticismi trasformano il Golfo di Trieste in un palcoscenico naturale. Siamo grati al Presidente Gialuz, per averci permesso di lanciare il nostro messaggio di salvaguardia degli oceani, e alla barca ZeroCould, ambasciatrice del WWF. Chiudiamo in bellezza un anno di Campagna #GenerAzioneMare. Buon vento a Barcolana e arrivederci al 2018".
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