Lo abbiamo visto tutti. L’AC 72 di Artemis non cammina e la settimana scorsa, Paul Cayard, capo del consorzio svedese, ha confessato in un video che le sessioni di allenamento effettuate insieme al Team Oracle nella baia di San Francisco, hanno evidenziato la necessità di profonde modifiche per il loro AC72. "Abbiamo imparato molto correndo contro Oracle. Noi abbiamo capito – ha dichiarato Cayard - che dobbiamo migliorare un po’ le nostre prestazioni. I cambiamenti saranno abbastanza importanti".
Un po’…. è un po’ poco! I futuri avversari della squadra svedese hanno infatti diffuso delle immagini impressionanti del loro AC72 che sembrava volare rispetto ad Artemis grazie ai foils. All’interno del team svedese crescono le voci negative proprio sulla capacità dello scafo di Artemis di decollare. Cayard ha detto che c’è sempre un compromesso tra la potenza e la portanza e che la sfida svedese non ha volutamente adottato la stessa strategia degli altri concorrenti. Ma il problema è che i calcoli del team svedese non sono state confermati una volta che Artemis si è trovato in acqua di fronte a Oracle.
Cayard minimizza il problema, dicendo che c’è il tempo per correggere questo difetto e per permettere al suo AC72 di volare come gli avversari. Le modifiche necessarie vengono eseguite in parallelo su un AC45, affinché l'equipaggio possa poi abituarcisi più in fretta. Per il secondo AC72 svedese, infatti, sarà necessario attendere ancora qualche mese.
In realtà, questi cambiamenti impongono una nuova concezione delle derive e dei timoni e per il primo AC72 svedese sono previste almeno tre settimane di cantiere. Ma quando rientrerà in acqua, non sarà ancora una barca “volante” come le altre, perché questo richiederebbe ancora più tempo. Per salire al livello degli altri a Paul Cayard non resta che attendere che sia pronto il secondo AC 72. Il primo è andato così. Da dimenticare.
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