Tormentone che continua quello della prossima America’s Cup e che forse svelerà il 2 dicembre una parte “dell’affascinante mistero” che la avvolge (ce ne po’ fxxxx de meno) o almeno quella parte legata alla location.
Ebbene si, cacciata con ignominia dall’omologo del sindaco Marino da San Francisco, perché la città ci ha rimesso più che Roma con i Rolling Stone al Circo Massimo, l’ambita Old Mug non sa dove approdare. Ora sembra sia contesa tra le Bermuda, in eccitazione per un prossimo Act degli AC 45, e San Diego.
Sembra anche che la decisione sia stata presa dopo lunghe discussioni tra Larry Ellison e Russel Coutts e che la scelta sia, secondo gole profonde, orientata verso le Bermuda.
Attenzione, però, perché molte volte nella storia recente della Coppa, le opinioni delle PIF, "persone informate sui fatti”, sono state smentite. Ne sapremo di più nel tardo pomeriggio (ora italiana) di martedì 2 dicembre. Ma c’è una cosa che ci fa propendere per l’ipotesi Bermuda. Le infrastrutture? Il campo di regata? Il regime dei venti? Niente di tutto questo.
La chiave di volta potrebbe essere l’allegro sistema fiscale dell’isola e il suo sistema di tassazione.
Le Bermuda non hanno un sistema di imposizione sui redditi. Di conseguenza, nessuna imposta è prelevata sui redditi delle persone fisiche residenti o sui redditi di fonte locale delle persone fisiche non residenti.
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