domenica, 4 ottobre 2026

MINI 650

Ambrogio Beccaria su Geomag vince la prima tappa della SAS

ambrogio beccaria su geomag vince la prima tappa della sas
Redazione

Undici giorni di regata per i 54 mini (di cui 38 di serie) con condizioni estremamente variabili, bolle senza vento, depressioni e fronti associati. Una prima tappa lunga e faticosa, dunque, con il continuo alternarsi di situazioni molto diverse che hanno rimescolato più volte le carte. Non per Ambrogio, che, concentratissimo è sempre riuscito a imporre il suo passo e a mantenere il commando, riuscendo a conquistare un distacco crescente dalla flotta degli inseguitori, fino a un massimo di 110 miglia sul secondo. Il 22 luglio scorso Ambrogio è partito da LesSables d’Olonne girando tutte e tre le boe del percorso costiero in prima posizione assoluta e tenendosi alle spalle anche tutti i velocissimi prototipi, per poi mettere la prua su Horta (isole Azzorre).La scelta di rimanere più a Nord dopo l’uscita dal Golfo di Biscaglia rispetto a Valentin Gautier su 903 e Nicolas D’Estais su 905 sembra essere stata quella giusta. A 24 ore dalla partenza Ambrogio e Geomag sono primi tra i serie, e la regata si preannuncia molto lunga. Fino a Capo Finisterre, Ambrogio riesce a navigare sempre qualche decimo di nodo più veloce dei suoi avversari e ad allungare la distanza sugli inseguitori, miglia preziose quando al quarto giorno di regata si verificail passaggio cruciale di un fronte che Ambrogio, essendo più a Ovest del resto della flotta, attraversa per primo. A quel punto Geomag fila verso il fronte mure a sinistra, vira e poi scende al traverso mure a dritta, lasciandosi dietro tutti gli altri e distaccandosi addirittura di una cinquantina di miglia dal secondo. Il sesto giorno, con l’arrivo di un’altra depressione, probabilmente un po’ più forte, Ambrogio è già posizionato meglio degli altri e fa un altro passaggio da manuale, allungando ulteriormente il suo bottino di miglia di vantaggio.
Durante l’ottava notte in mare Ambrogio si avvicina alla dorsale dell’Anticiclone delle Azzorre, e la velocità di 943 insieme a quelle di tutta la flotta calano drasticamente. A questo punto, con 107 miglia di vantaggio sul secondo Serie, Ambrogio entra in competizione con Axel Trehin addirittura per il terzo posto overall che poi non riuscirà a conquistare.
Le ultime miglia sono le più dure per Ambrogio, come anche per il resto della flotta, che rimane intrappolata in una bolla di bonaccia. Nell’avvicinamento a Horta Ambrogio riesce a prendere un po’ di vento, ma avanza molto piano in un finale che probabilmente è il momento più difficile di questa splendida regata. Come ha detto Tanguy Leglatin, il coach di Ambrogio di Lorient Grand Large“quando si sta così tanti giorni in mare bisogna pensare anche a se stessi e alla barca, oltre che alla regata”: Ambrogio questa volta ha davvero navigato in totale armonia con Geomag, senza errori né esitazioni. "Sono molto felice e frastornato”, dice Ambrogio all’arrivo,“anche perché non sapevodi essere primo fino all’arrivo… avevo volutamente smesso di ascoltare la radio con la classifica quando mi sono accorto di essere in vantaggio di 40 miglia sul secondo: l’idea mi metteva troppa pressione e ho preferito pensare alla regata. E’ stata una corsa molto dura, quasi tutta di bolina e i mini di bolina non sono proprio il massimo! Non avevo mai affrontato delle depressioni in mezzo all’Atlantico, devo dire che Geomag si è comportata egregiamente, ma per la prima volta in vita mia ho avuto paura… c’erano delle onde di 4 metri, frangenti che coprivano la barca. Le ultime miglia sono andato a Sud e sono rimasto intrappolato nella bonaccia per due giorni. Quando ormai pensavo che il resto della flotta mi avesse superato a Nord, mi sono ritrovatodentro quest’arcipelago che è sempre di una bellezza incredibile. Ho pensato, Be’, anche se non ho vinto, almeno ho fatto un bel giro. Poi ho tagliato il traguardo e ho capito che ero primo!!!"


03/08/2018 08:24:00 © riproduzione riservata






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