Ci sono vittorie che nascono dal dominio e altre che prendono forma nella resistenza. Quella di Ambrogio Beccaria alla Vendée Arctique – Les Sables d'Olonne 2026 appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Dopo oltre otto giorni di navigazione tra freddo, onde e problemi tecnici, il navigatore italiano ha tagliato il traguardo alle 03:07 del 16 giugno, completando una rimonta che sembrava irrealizzabile. Fino a 200 miglia di distacco recuperate grazie a una combinazione di determinazione, fiducia crescente nella barca e quella componente di imprevedibilità che rende la vela oceanica uno sport unico.
Con un tempo di 8 giorni, 14 ore, 5 minuti e 50 secondi, dopo aver percorso 3.190 miglia nautiche a una media di 15,5 nodi, Beccaria firma uno dei successi più significativi della sua carriera e lancia un messaggio forte in vista delle grandi sfide oceaniche dei prossimi anni.
Le dichiarazioni di Ambrogio Beccaria
«Non mi sono mai detto che potevo vincere. Dopo le prime 24 ore ero addirittura vicino a pensare di fermarmi: non potevo andare verso nord senza pilota automatico, non avevo fiducia. Poi, poco alla volta, sono riuscito a superare tutti i problemi che ho incontrato. Ho acquisito fiducia nella barca e in me stesso. La storia si è scritta gradualmente. Non avrei mai immaginato di poter recuperare 200 miglia. Ma nella vela c'è sempre una piccola parte di fortuna. E questo finale è davvero bellissimo. Quando capisci che l'opportunità è lì, dimentichi tutto: i dolori, la sofferenza, e fai semplicemente quello che ami fare, cioè lottare.»
«Siamo saliti molto a nord e, a un certo punto, avevamo la sensazione di esserci avvicinati alla fine del mondo. C'era un'atmosfera davvero particolare: si vedeva pochissimo, non sapevamo bene dove fossimo. Anche il freddo era intenso. È stato come vivere un sogno che non finiva mai, durato più di due giorni, con questo clima così strano. Durante la regata abbiamo affrontato due volte onde superiori ai 3,5 metri. Tutto questo mi ha dato molta fiducia in questa barca.»
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Francesca ha dipinto un quadro della vita a bordo con vento forte e mare grosso, mentre era all'inseguimento dello skipper italiano Ambrogio Beccaria su Allagrande MAPEI, che si trovava a poche miglia davanti a lei in quarta posizione
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Nel gennaio 2025 aveva scritto una delle pagine più memorabili della storia del Vendée Globe, completando il giro del mondo in 64 giorni, 19 ore, 22 minuti e 49 secondi, abbassando di oltre nove giorni il precedente record della competizione
Progettato per rimanere sotto la soglia dei 24 metri di lunghezza, lo Swan 80 nasce con l'obiettivo di offrire le prestazioni e il prestigio di un maxi yacht mantenendo una maggiore semplicità gestionale e operativa
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La vera sfida deve ancora arrivare. Secondo Alberto Bona, co-skipper e performance manager del Team Francesca Clapcich Powered by 11th Hour Racing, il finale di regata potrebbe rimescolare completamente le carte
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