sabato, 4 luglio 2026


ARGOMENTI
IN EVIDENZA

primavela    regate    porti    fiv    alinghi    america's cup    ambiente    wwf    centomiglia    52 super series    libri    yacht club costa smeralda    protagonist    star    ryccs    j24    vele d'epoca   

NACRA 17

Rio 2016: i sogni e le certezze di Vittorio Bissaro

rio 2016 sogni le certezze di vittorio bissaro
redazione

Il timoniere del cat misto Nacra 17 si racconta alla vigilia della sua prima partecipazione olimpica.

 

Quali sono le sensazioni che si provano alla vigilia della prima partecipazione olimpica?

 

Ho voglia di garantire la miglior performance. Non sono particolarmente emotivo di carattere e le mie sensazioni sono simili a quelle provate prima delle altre regate di questo quadriennio. Considero i Giochi come uno degli appuntamenti importanti svolti finora, avverto la stessa pressione di due anni fa. Il risultato dipenderà da noi, il livello medio è altissimo, dovremo cercare di star davanti a tutti, ci sono tantissimi equipaggi forti, a partire dai francesi, i più costanti, ma abbiamo già dimostrato di saperli battere.

 

 Come valuti la situazione a Rio tra inquinamento, virus Zika e criminalità?

 

Le informazioni che arrivano in Europa e soprattutto in USA dipingono una situazione fuori controllo che francamente non vediamo. Nei quattro mesi che abbiamo complessivamente trascorso laggiù non abbiamo avuto problemi fuori dalla media delle altre trasferte. Le acque sono certamente sporche, tuttavia mi preoccupa più l’aspetto tecnico di quello sanitario: banalmente, un sacchetto di plastica nel timone può mandare a monte il lavoro fatto in questi anni, ma è una variabile per tutti, noi ci stiamo allenando anche per queste evenienze. Del virus Zika parlano in continuazione i mass media, dando istruzioni alla popolazione per prevenirla e combatterla. La criminalità fa parte delle tensioni sociali di quel paese, ma a Niteroi, dove la FIV ha scelto di far base, noi giriamo tranquilli e non abbiamo mai avuto problemi. Bisogna evitare con attenzione le zone a rischio, quello si.

 

Sei arrivato alla vela relativamente tardi, regatando da subito sui cat.  Qual è la tua visione della vela di oggi?

 

In effetti le mie prime attività agonistiche sono state lo judo e lo sci, la vela è diventata una realtà sportiva solo a 16-17 anni, prima andavo in crociera con la mia famiglia. Capitò che amici comuni con Lamberto (Cesari, il prodiere prima del quadriennio olimpico ndr) ci proponessero di andare su un Hobie 16, da lì sempre avanti sui cat, siamo arrivati a vincere il Mondiale junior Formula 18, classe nella quale abbiamo talvolta battuto grandi nomi dei multiscafi.

 

 Come hai incontrato Silvia (Sicouri)?

 

Silvia navigava sull’ Hobie 16, ci siamo conosciuti anni fa sui campi di regata. Lei ha continuato in quella classe e ci siamo persi di vista ritrovandoci in università al Politecnico, siamo entrambi ingegneri. Abbiamo regatato assieme in più edizioni della Mille e Una Vela, la regata tra atenei che prevede la partecipazione con uno skiff progettato e costruito dagli studenti. Abbiamo vinto un’edizione con un progetto realizzato dalla facoltà d’ingegneria aerospaziale del Politecnico di Milano, frutto del lavoro di un team di circa venti studenti, di cui facevo parte anche io. I velisti invece non devono necessariamente essere della facoltà, ma noi eravamo già in casa: Silvia ha partecipato solo alle regate, lei è ingegnere gestionale.

 

Quanto costa una campagna olimpica e quale supporto si riceve dalla FIV?

 

Tutti i soldi che hai e pure un po’ di più! E’ difficile quantificare alcune voci di costo, come il responsabile della logistica che comunque è a carico della Federazione e condiviso con altri atleti. Non saprei dire qual è il budget finale, ma le maggiori difficoltà le abbiamo incontrate all’inizio del quadriennio. Non eravamo nessuno, i primi 9 mesi di campagna li abbiamo interamente pagati noi, dalle trasferte, al coach, ai materiali. Sono centinaia di migliaia di Euro a stagione, basti pensare all’allenatore che ti segue 200 giorni all’anno. La FIV inizia con le spese per le trasferte e l’allenatore in condivisione con altri, poi via via che i risultati arrivano il budget viene concentrato solo su alcuni atleti. Oggi la FIV paga il nostro coach Ganga Bruni, le trasferte e contribuisce per i materiali che restano per lo più a carico nostro. Qui interviene il Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre, il corpo di Polizia Penitenziaria del quale facciamo parte: ci danno un aiuto importante, la barca su cui navighiamo ora è stata acquistata da loro. Nel Nacra olimpico ognuno regata con le proprie barche.

 

 Come hai incontrato PROtect tapes e che materiali usi? Quali vantaggi danno?

Mi ero messo in contatto all’inizio, nell’ottica di gestire direttamente tutti gli aspetti dell’ottimizzazione, PROtect tapes è il riferimento per i nastri protettivi ad alte prestazioni. C’è stato subito feeling ed è nato questo rapporto di collaborazione. Usiamo i nastri in tutti i punti di scorrimento delle cime, per esempio sull’albero nelle aree dove scorrono le drizze.  Sono prodotti utili nella preparazione e messa a punto della barca, dal Mask per proteggere le coppiglie e simili al Chafe sull’albero e in coperta. Sempre nel rispetto dei vincoli di stazza, utilizziamo i materiali PROtect a protezione del calettamento delle derive nello scafo, un punto davvero critico.

 

Programmi futuri sui cat foiling o addirittura in Coppa America?

Non penso che il mio futuro sarà lontano da questo mondo, sicuramente i foiling cat mi attirano molto, ma adesso c’è un obbiettivo concreto da affrontare, non mi sono fatto alcun programma post olimpico.

 

 Pensi che il Nacra andrà subito verso il foiling?

Lo stanno valutando per il 2020, non ho un’opinione formata su questo, mi intrigherebbe. Al contempo penso che una barca olimpica debba essere versatile, come il Laser. La realtà olimpica stressa molto i materiali, oggi il Nacra 17 è tendenzialmente affidabile, sui foil non so come andrebbe, per esempio con onda e soli 17 piedi… Le condizioni di carico sarebbero nuove e si ripresenterebbe un nuovo quadriennio di test, cosa che favorisce l’equipaggio meglio strutturato, non tanto il velista migliore, scopo ultimo delle Olimpiadi.

ph. Franck Socha


25/07/2016 10:37:00 © riproduzione riservata






I PIU' LETTI
DELLA SETTIMANA

Argentario Sailing Week: 50 yacht per un finale tutto da scrivere

Domani, domenica 28 giugno, la quarta e ultima prova in programma decreterà vincitori e vinti di tutte le classi, in molte delle quali le classifiche sono ancora ‘cortissime’ con il risultato finale che rimarrà incerto fino all’ultimo

Argentario Sailing Week: vincono Torben Grael su SCUD di Patrizio Bertelli e Mauro Pelaschier su LEONORE di Mark Faulkner

Nave Palinuro saluta l'Argentario, cinquanta yacht d'epoca concludono l’evento in una giornata memorabile

Naïf conquista il XIII Trofeo Principato di Monaco a Venezia

Si è conclusa con successo la tredicesima edizione del Trofeo Principato di Monaco - Le Vele d’Epoca in Laguna, appuntamento di primo piano per la vela classica dell'Adriatico

4Monkeys vince il XVII Rally della Laguna

4Monkeys, il Fat 26 di Giampietro Sforza, si è aggiudicato il XVII Rally della Laguna 2026, evento velico valido per il XVIII Trofeo “Il Briccolone” di Assonautica Venezia

Smeralda 888: Millennium Falcon concede il bis a Porto Cervo

Protagonisti della manifestazione anche altri equipaggi dello YCCS, Giada di Germano Scarpa e Mathilde di Nicolò Saidelli, oltre a Zarina by DAS di Marie Helene Polo, Ziva di Silvia De Longhi, Vamos Mi Amor di Charles De Bourbon e Paka'A di Martin Nweeia

Il Museo Storico Navale di Venezia traccia le sue "Nuove Rotte"

Al via Art Bonus, nasce l'Albo degli Ambasciatori e si consolida il percorso di crescita del MUNAV

FIV: a Gaeta è tempo di Primavela

In gara 421 atlete e atleti dai 9 ai 17 anni nelle derive Optimist, ILCA 4 e O’Pen Skiff e nel windsurf Techno 293

Salò Sail Meeting: per i Protagonist 7.50 sarà anche la prova generale Campionato Italiano

Le regate si disputano sullo stesso campo che ospiterà il Campionato Italiano, offrendo a equipaggi e comitato di regata un test in condizioni reali, dalle dinamiche di vento e corrente tipiche del basso Garda estivo alla logistica di partenze e percorsi

Superyacht Cup Palma, tris storico per Win Win

Il Baltic 33 metri conquista per la terza volta la regata di Palma. Successi anche per Archelon, Beati, Highland Fling e Svea nelle rispettive classi

Al brasiliano Manuel Bragança il titolo Mondiale Optimist

Il brasiliano Manuel Bragança conquista il titolo iridato a Tangeri. All'Italia resta un piazzamento di prestigio con Andrea Demurtas e il quinto posto anche nella prova a squadre

Utilizzando questo sito accetti l’uso di cookie per analisi e pubblicità.  Approfondisci