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MINI 6.50

Mini 6.50: Tanguy Bouroullec vince la prima tappa a Les Sables d'Olonne

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Roberto Imbastaro

Termina la prima tappa della Les Sables Les Açores en Baie de Morlaix con due vincitori piuttosto scontati, sia in Proto con Tanguy Bouroullec (Cerfrance), sia tra i Serie dove ha vinto Leo Debiesse (Kelyfos).

Il migliore degli italiani è stato Federico Cuciuc, che solo in un finale al rallentatore ha perso posizioni finendo 7° tra i Proto e 15°assoluto. Giovanni Mengucci ha tagliato il traguardo al 25° posto (18° tra i Serie), Domenico Caparrotti 48° (13° tra i Proto) mentre Luca Del Zozzo è ancora in navigazione a poche miglia da Les Sables in 43ma posizione nei Serie.

 

Il vincitore assoluto, Tanguy Bouroullec, la commenta così:"Ero venuto per vincere, quindi sono contento. È stata una corsa complicata, una corsa di "petole". Credo che il più che ho visto sull'anemometro sia stato  10 nodi. Questo primo posto non l'ho rubato, questo è chiaro. Tonio (Antoine Perrin, ndr), dietro ha tenuto bene. Due o tre volte sono riuscito a prendere un po' di vantaggio ma è tornato regolarmente da dietro, come a Belle Ile dove sono stato attaccato. Alla fine ce l'ha fatta ed è figo".

Finisci con 48 minuti di vantaggio sul secondo. È una bella impressione anche per il futuro...
"Sì, va bene. Spero comunque che nelle prossime due tappe ci sia un po' più vento per volare un po' con i nostri foils, ma è una buoa cosa che siamo riusciti a fare una barca versatile e siamo competitivi anche in queste situazioni. Era quello che volevamo ed è una soddisfazione. Questa è la prima vittoria di questa barca e spero che ce ne siano altre!"

La pazienza sembra essere stata un elemento importante in questa prima tappa...
"È chiaro che è stata una prova di nervi, soprattutto la notte dopo Belle Ile, dove il vento si è letteralmente fermato per diverse ore. Non so per quanto tempo siamo rimasti bloccati C'era a malapena un nodo di vento. Non potevamo andare avanti. È stata una fase complicata perché non potevamo nemmeno dormire. Dovevamo rimanere in modalità zen e cercare di aggrapparsi ai più piccoli refoli".

Qual è stata la cosa più difficile?
"Ogni volta che provavo ad andare via mi riprendevano. Ma soprattutto, il vento era molto irregolare in direzione e pressione. Bisognava rimanere iper-concentrati perché girava in tutti i sensi e bisognava essere sempre sulle impostazioni. È stato piuttosto faticoso".

 


06/08/2020 23:00:00 © riproduzione riservata






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