lunedí, 27 luglio 2026

REALE YACHT CLUB CANOTTIERI SAVOIA

1960: i ricordi di una Napoli "olimpica"

1960 ricordi di una napoli quot olimpica quot
redazione

Ricorre quest’anno il 60° Anniversario della XVII Olimpiade, che si svolse nel 1960 a Roma e a Napoli per la Vela. I Giochi Velici a Napoli, di cui non molti hanno ricordo in città, sono passati alla storia per l’incanto del Golfo, per i campi di regata ideali e per un’organizzazione perfetta nei minimi particolari e senza precedenti. 

Da qui l’idea del Reale Yacht Club Canottieri Savoia di dare alle stampe il libro “1960 Napoli Olimpica”, un volume con 120 pagine di fotografie a cura di Sergio Pepe e Paolo Rastrelli, che con lavoro certosino hanno scelto gli scatti più rappresentativi di quella che fu la più bella Olimpiade della vela, svoltasi nel Golfo di Napoli, naturale stadio del vento, corredandoli con precise e puntuali didascalie.  

Le foto, in bianco e nero, custodite dall’Archivio Fotografico Riccardo Carbone ed elaborate per l’occasione dalla curatrice Letizia Del Pero, riportano a quell’atmosfera “decoubertiana”, quando si andava a vela su barche di legno con vele di tessuto e non c’erano kevlar e carbonio, ma velisti scalzi, in pantaloncini e maglietta.  

Le regate si svolsero su sette prove dal 29 agosto al 7 settembre 1960. La fase preparatoria a questa settimana, il più straordinario avvenimento velico mai ospitato in Italia, durò ben tre anni. Fu denominata Operazione Sole Mio e vide impegnate tutte le forze della Nazione, politiche, sportive e militari. Per l’occasione i porticcioli di Posillipo, Santa Lucia e Molosiglio furono ampliati e dragati, per accogliere le barche dei regatanti e degli sportivi richiamati dall’evento. Ai Circoli nautici napoletani, che vantano una lunga tradizione di ospitalità, fu affidato il compito più delicato della recezione e dell’accoglienza dei concorrenti e degli ospiti.

Il Circolo Canottieri Napoli ospitò i 5.5 e gli Star, il Circolo Savoia i Dragoni, il Circolo Nautico Posillipo gli F.D. (Flying Dutchman) e l’attiguo Sea Garden i Finn. Nella Villa Comunale, il Tennis Club ospitò la Centrale Olimpia e il Circolo della Stampa la Centrale Stampa, mentre la Se.Ve.Na della Marina Militare ospitò la Giuria internazionale. Il Comitato Organizzatore dei Giochi Velici fu presieduto da Beppe Croce e composto da tanti nomi noti della vela napoletana. Determinante fu il larghissimo contributo di uomini e mezzi della Marina Militare e della Capitaneria di Porto di Napoli.

Quarantasei nazioni iscritte alle Regate della XVII Olimpiade costituirono un primato assoluto: dopo le 23 di Londra (1948), le 29 di Helsinki (1952) e le 26 di Melbourne (1956).

Tra i risultati, si ricorda la medaglia di bronzo del Dragone Venilia (I-19) del Circolo Savoia con Nino Cosentino, Antonio Ciciliano e Giulio Di Stefano. L’oro andò a Costantino di Grecia. Due leggende come Agostino Straulino e Carlo Rolandi su Merope III, per una manciata di punti non raggiunsero il bronzo olimpico. Napoli diede al fenomenale timoniere danese Paul Elvström, uno dei più grandi talenti della vela mondiale, la sua quarta medaglia d’oro consecutiva come singolista.

In occasione dei Giochi Olimpici, la sera del 3 Settembre 1960, i Duchi Francesco ed Elena Serra di Cassano aprirono, per la prima volta dal 1799, il maestoso portone di via Egiziaca del palazzo posto a Napoli sulla collina di Pizzofalcone, per accogliere Re e Regine, Principi e Principesse, Maharaja e Maharani e i protagonisti delle pagine patinate dell’epoca, invitati d’eccezione di quello che passerà alla storia come Il Ballo dei Re e delle Regine.

Al termine dei Giochi Velici, arrivarono all’organizzazione i complimenti da tutto il mondo. I saloni del Royal Thames Yacht Club di Londra, aperti all’annuale conferenza dell’International Yacht Racing Union, echeggiarono di applausi all’indirizzo dell’Italia. La frase «L’Olimpiade di Napoli dovrà esser presa come modello da tutto il mondo», ricorreva continuamente nelle discussioni dei delegati convenuti alle riunioni londinesi. L’Olimpiade della vela fu definita “un capolavoro di serietà organizzativa”.

Il Re Olaf di Norvegia, Presidente Onorario dell’I-Y.R.U. affermò: “Gli yachtsmen italiani attribuiscono, con un atteggiamento di modestia, alla Marina Militare il successo della XVII Olimpiade dello Yachting, ma quello che è encomiabile è che essi hanno saputo ottenere dalla Marina Militare quello che i nostri amici inglesi non sono mai riusciti ad avere dalla Royal Navy”.

Il libro è aperto dagli interventi di Giovanni Malagò, Presidente CONI, e Francesco Ettorre, Presidente FIV, che ne hanno già riconosciuto l'importanza per la memoria velica nazionale. Gli altri interventi sono di Fabrizio Cattaneo della Volta, Presidente RYCC Savoia; Pippo Dalla Vecchia, Presidente Benemerito RYCC Savoia; Carlo Rolandi, Presidente Onorario FIV; Bruno Gozzelino e Patrizia Longo, Presidente Nazionale e Segretario Generale Unasci- Unione Nazionale Associazioni Sportive Centenarie d'Italia. Il volume è stato reso possibile grazie al contributo di Unasci; Ambrosetti - The European House; E. Marinella - Napoli; Shenker - English Institutes Napoli; Vp Factory"

 

 “1960, Napoli Olimpica”: dall’introduzione di Fabrizio Cattaneo della Volta, 

presidente del Reale Yacht Club Canottieri Savoia.

 

“All’inizio di quest’anno, il Consiglio Direttivo del Reale Yacht Club Canottieri Savoia decise di pubblicare un libro con le immagini dei Giochi Velici della XVII Olimpiade, svolti a Napoli tra il 29 agosto e il 7 settembre del 1960, e nessuno avrebbe potuto immaginare che l’anno Olimpico 2020 sarebbe stato funestato dalla terribile pandemia che si è poi estesa all’intero pianeta. Tuttavia, la macchina era ormai avviata: l’Archivio Fotografico Riccardo Carbone aveva iniziato il recupero e la digitalizzazione dei servizi fotografici, solleticando Sergio Pepe e Paolo Rastrelli, con il Centro Studi Tradizioni Nautiche, a identificare i personaggi e le barche, e il lavoro era a buon punto. Ha prevalso la convinta decisione di affrontare e battere il COVID – 19 con le migliori armi: entusiasmo, attaccamento allo sport, al mare e alla voglia di pensare positivamente al futuro, celebrando il passato. Un passato che è stato un gran bell’esempio di collaborazione tra il CIO, il CONI, la Marina Militare, i Circoli nautici napoletani e tutta la Città.

L’Olimpiade fu l’occasione per ampliare i porticcioli, rinnovare le sedi dei Circoli e della SE.VE.NA. ma fu soprattutto l’affermazione del Golfo di Napoli come indiscutibile “stadio del vento.” L’apporto generoso dei Circoli nautici cittadini fu tale che la XVII edizione dei Giochi è sempre portata ad esempio di organizzazione efficiente e precisa, ma anche elegante, con l’accoglienza di tanti personaggi illustri e Reali, molti dei quali, proprio in concomitanza delle gare veliche, furono invitati dai Duchi Serra di Cassano e diedero vita a quello che ancor oggi è noto come “Il ballo dei Re” e che, come per le regate, ha meritato di essere ricordato in questo libro. Infatti, l’insieme di tutte quelle atmosfere hanno reso la XVII edizione una delle più belle, forse l’ultima vera Olimpiade “Decoubertiana”, prima che i grandi numeri e il business prevalessero sull’entusiasmo dilettantistico: quelli furono i Giochi in cui Abebe Bikila a Roma vinse la maratona correndo per 42,195 km a piedi nudi! Le pagine di questo libro vi porteranno in un mondo di sport e di semplicità: le immagini che scoprirete sfogliando il libro, rappresentano Uomini che amano lo Sport: atleti, marinai, dirigenti sportivi, giudici di regata; del pari, vi sono le ultime vele in cotone, alberi e barche ancora in legno, e poi i velisti scalzi, con solo una maglietta e un pantaloncino. Il mio augurio è che le immagini facciano riflettere sulla bellezza dello sport dilettantistico e possano essere, per la Città di Napoli e per il mondo sportivo, uno stimolo per superare di slancio i lunghi giorni della quarantena, con un ritorno ai valori più veri e semplici dello Sport”.

ph. Archivio Fotografico Carbone Napoli

 







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