Al rilevamento delle posizioni delle ore 13 italiane di domenica, Turn the Tide on Plastic stava cercando di rispondere agli attacchi di Vestas 11th Hour Racing, Dongfeng Race Team e Team Brunel ma le quattro barche navigano a vista, strambando a distanza ravvicinata lungo la costa nord-orientale del Brasile, cercando di sfruttare la corrente favorevole. Ed è stato così per le ultime 18 ore, con la tensione a bordo che si può solo immagine quanto intensa.
“Abbiamo Vestas proprio sulla poppa, Dongfeng è sopravento al nostro traverso e Brunel è attaccato.” Ha raccontato Bianca Cook da Turn the Tide on Plastic questa mattina. “Siamo incappati in qualche nuvola non proprio favorevole e quindi ci stanno alle calcagna… Noi siamo concentrati sulle nostre prestazioni, regolando tutto in continuazione, ma di sicuro c’è una grande pressione con tre barche che ci inseguono da vicino. E’ bello essere avanti e speriamo di poter tener testa agli altri fino alla fine.”
Ormai liberi dal vincolo della costa brasiliana, i sette team cercheranno di trovare la strada migliore per l’attraversamento delle calme equatoriali, che sono a circa 250 miglia a nord e, con la flotta posizionata molto a ovest, il passaggio dovrebbe essere abbastanza indolore, o almeno il più indolore dei quattro del giro del mondo.
E sebbene la pressione di fare bene resti alta, la meteo probabilmente offrirà ai velisti le condizioni più facili di tutta la regata.
“La vita è bella a bordo, asciutto in coperta e dopo la prima notte senza temporali, i ragazzi sono riposati e di buon umore.” Ha scritto il navigatore di Vestas 11th Hour Racing Simon Fisher. “Vediamo Turn the Tide e Dongfeng è dietro, una buona motivazione a cacciare e non essere cacciati.”
Più dietro team AkzoNobel, MAPFRE e Sun Hung Kai Scallywag cercheranno di trovare un’opportunità per colmare il divario proprio nel passaggio del Doldrum. Il più vicino è team AkzoNobel, a circa 13 miglia, che sta già cercando una strada diversa, con prua diretta a nord, ma a circa 25 miglia a est del quartetto di testa.
La lotta della Leg 8 può essere seguita con lo strumento della cartografia elettronica, in modalità live per tutto il resto della navigazione fino a Newport.
In occasione della 25ª edizione dell’Argentario Sailing Week – Miramis Trophy, in programma dal 24 al 28 giugno, Miramis rinnova la partnership con lo Yacht Club Santo Stefano assumendo per la prima volta il ruolo di title sponsor della manifestazione
Francesca ha dipinto un quadro della vita a bordo con vento forte e mare grosso, mentre era all'inseguimento dello skipper italiano Ambrogio Beccaria su Allagrande MAPEI, che si trovava a poche miglia davanti a lei in quarta posizione
La vittoria assoluta nella categoria X2, al calcolo dei tempi compensati ORC, è andata a Tokio, J99 di Massimo Minozzi e Pietro Scarpa. Nella categoria ORC XTutti la vittoria assoluta è di Oxygen, X-35 del trevigiano Andrea Gozo
Alla rilevazione del 10 giugno, la skipper italo-americana navigava a circa 125 miglia dal leader Sam Goodchild (MACIF Santé Prévoyance), ma soprattutto a sole 15 miglia dalla terza posizione occupata dalla francese Violette Dorange
L'appuntamento, organizzato dalla LNI– La Spezia su delega della FIV, porterà gli equipaggi a sfidarsi nelle acque del Golfo della Spezia fino a domenica 7 giugno, con un programma che prevede fino a otto prove complessive
Progettato per rimanere sotto la soglia dei 24 metri di lunghezza, lo Swan 80 nasce con l'obiettivo di offrire le prestazioni e il prestigio di un maxi yacht mantenendo una maggiore semplicità gestionale e operativa
Seconda posizione per lo Yacht Club Costa Smeralda, terzo il RORC Gold. Ino Veritas di James Neville vince in classe SC1, Ran di Niklas Zennstroem primo in classe SC2
Nel gennaio 2025 aveva scritto una delle pagine più memorabili della storia del Vendée Globe, completando il giro del mondo in 64 giorni, 19 ore, 22 minuti e 49 secondi, abbassando di oltre nove giorni il precedente record della competizione
Spettacolo nel Golfo dei Poeti con 16 equipaggi e sette prove disputate
Una rete da pesca costringe AMbrogio ad immergersi. Dopo aver messo l’imbarcazione alla cappa per garantire un minimo di stabilità, lo skipper si è preparato a un’immersione sotto lo scafo per raggiungere la chiglia e liberarla dall’ingombro