Basta un’occhiata alla cartografia elettronica della Volvo Ocean Race per rendersi conto della situazione che sta vivendo la flotta mentre si prepara per un weekend difficile. Le traiettorie incostanti sembrano disegni casuali sulla tavolozza dell’oceano Pacifico.
Il team guidato dall’olandese Simeon Tienpont è quello posizionato più a sud e sta entrando nel flusso di vento da ovest, il che potrebbe indicare che la barca è ormai oltre la parte peggiore della zona di aria leggera e variabile, tipica del passaggio dell’Equatore. Ma quale sarà l’equipaggio che meglio saprà districarsi nelle condizioni difficili, dove le grandi formazioni nuvolose danno vita a fenomeni molto localizzati, non è ancora chiaro.
A guardare gli ultimi rilevamenti delle posizioni sono AkzoNobel, insieme a Team Brunel e a Turn the Tide on Plastic ad aver meglio gestito la non facile situazione. I secondi si sono portati più a ovest mentre il primo è quello più a sud, e al report delle ore 14 viene dato in testa con un vantaggio di poco più di 24 miglia, quando gliene mancano una sessantina agli zero gradi nord. “Ogni report delle posizioni adesso è molto importante.” Ha spiegato il francese Nico Lunven da bordo di Turn the Tide on Plastic. “Siamo in questa zona insidiosa, quindi è importante capire dove sono le altre barche e che vento hanno, per capire come evolve la situazione. Non stiamo andando male… terzi dietro a Akzo e Brunel.”
“Che nottata! Pioggia, pioggia e ancora pioggia. E’ incredibile quanti milioni di litri di pioggia devono essere caduti.” Ha raccontato in un blog lo skipper di team Brunel Bouwe Bekking. “E poi, il vento impazzisce, un momento ci sono 2 nodi, quello successivo ce ne sono 30 e l’aria salta. Abbiamo fatto così tanti cambi di vele… Il problema è che con la pioggia così fitta non si vede nulla all’orizzonte ed è impossibile dire se il vento salga o scenda. A volte è come una roulette russa, hai la vela grande a riva e il vento sale da 3 a 11 nodi in pochi secondi e ti ritrovi a chiederti se aumenterà ancora e se è il caso di preparare un altro cambio.”
Facile immaginare che uno dei team più scontenti sia quello di MAPFRE, che sembra essere inseguito dalla “nuvola di Fantozzi”, con vento leggero e variabile, mentre gli avversari continuano a camminare più veloci. A un certo punto MAPFRE sotto una nuvola ha perso quasi 10 miglia in una sola ora mentre gli arci-rivali di Dongfeng, solo un paio di miglia distanti, non ne hanno sentito quasi per nulla gli effetti.
“Siamo entrati nella transizione e abbiamo fatto un sacco di cambi di vele, è andata avanti così tutta la notte.” Ha dichiarato Louis Sinclair dalla barca spagnola. “Siamo rimasti impantanati in una zona di bonaccia e molte delle altre barche ci hanno passato, avendo vento migliore, quindi credo che adesso siamo alle spalle di tutti. Stiamo dando il massimo per rientrare… Ci sono ancora così tante transizioni e tanta strada prima di Auckland… Il segreto è non essere troppo contenti quando si è davanti o troppo tristi quando si è dietro, bisogna continuare.” In effetti al rilevamento delle ore 14 lo scafo rosso guidato d Xabi Fernandez è dato sesto a oltre 64 miglia dai battistrada, circa 5 miglia dietro a Scallywag.
E proprio dalla barca di Hong Kong la navigatrice Libby Greenhalgh ha spiegato che ci si devono aspettare ancora diversi giorni di meteo instabile prima che la flotta possa finalmente mettersi in rotta per la Nuova Zelanda. “La prossima settimana sarà tosta, avremo della bella aria da ovest a momenti, ma ci vorrà anche una buona dose di fortuna.” Ha scritto la britannica in un blog. “Stiamo lottando per oltrepassare questa zona di vento leggero e per entrare per primi nell’ovest. Ma, come sempre, ci sono elementi sui quali non si ha controllo e non si può sempre andare dove si vuole. Quando si è nella bonaccia bisogna cercare di tirarsi fuori il meglio possibile.”
Un’auspicio che probabilmente sarà il mantra per tutte e sei le barche, in questo prossimo fine settimana: ovunque si sia, bisogna fare il possibile per sfruttare le condizioni al meglio.
Photo Credit: James Blake/Volvo Ocean Race
In occasione della 25ª edizione dell’Argentario Sailing Week – Miramis Trophy, in programma dal 24 al 28 giugno, Miramis rinnova la partnership con lo Yacht Club Santo Stefano assumendo per la prima volta il ruolo di title sponsor della manifestazione
Francesca ha dipinto un quadro della vita a bordo con vento forte e mare grosso, mentre era all'inseguimento dello skipper italiano Ambrogio Beccaria su Allagrande MAPEI, che si trovava a poche miglia davanti a lei in quarta posizione
Alla rilevazione del 10 giugno, la skipper italo-americana navigava a circa 125 miglia dal leader Sam Goodchild (MACIF Santé Prévoyance), ma soprattutto a sole 15 miglia dalla terza posizione occupata dalla francese Violette Dorange
Nel gennaio 2025 aveva scritto una delle pagine più memorabili della storia del Vendée Globe, completando il giro del mondo in 64 giorni, 19 ore, 22 minuti e 49 secondi, abbassando di oltre nove giorni il precedente record della competizione
Progettato per rimanere sotto la soglia dei 24 metri di lunghezza, lo Swan 80 nasce con l'obiettivo di offrire le prestazioni e il prestigio di un maxi yacht mantenendo una maggiore semplicità gestionale e operativa
Seconda posizione per lo Yacht Club Costa Smeralda, terzo il RORC Gold. Ino Veritas di James Neville vince in classe SC1, Ran di Niklas Zennstroem primo in classe SC2
Spettacolo nel Golfo dei Poeti con 16 equipaggi e sette prove disputate
Una rete da pesca costringe AMbrogio ad immergersi. Dopo aver messo l’imbarcazione alla cappa per garantire un minimo di stabilità, lo skipper si è preparato a un’immersione sotto lo scafo per raggiungere la chiglia e liberarla dall’ingombro
Un altro tassello fondamentale della Louis Vuitton 38ª America's Cup si aggiunge al mosaico che porterà Napoli al centro della vela mondiale nel 2027
Dopo settimane di preparazione, il nuovo AC75 italiano ha finalmente navigato per la prima volta nelle acque di Cagliari. Al timone si sono alternati Peter Burling e Ruggero Tita